IL BLOG DEL RAGAZZO GAY

Un ragazzo gay apre un blog: “Sono gay, e allora?”

Com’è la vita di un ragazzo omosessuale di 21 anni? Esattamente come quella di qualsiasi altro. Solo con qualche complicazione in più. Leggere per credere!

di Alice Voltolina

Pensate che la vita di un gay sia solo “lustrini e paillettes”, Gay Pride, musica di Madonna e andare a letto con una persona del proprio stesso sesso? Forse dietro questo banale stereotipo c’è la vita di una persona che studia, lavora si diverte e ama. Calif09, torinese, studente-lavoratore 21enne ha deciso di raccontare tutto questo nel suo blog, ironizzando senza troppi peli sulla lingua sulla sua vita. Problemi compresi!

Perché hai deciso di aprire un blog?
Il blog è nato soprattuto per la mia voglia di scrivere. In fondo fin da bambini ci abituano a scrivere. Per esempio quando andavo a scuola le suore – sai ho fatto 8 anni dalle suore – ci facevano scrivere a casa un diario personale, come compito. Diario che poi loro leggevano. Alla faccia della privacy! Comunque aprire un blog è stato un po’ come riscoprire questa passione e poi mi ha spinto anche la voglia di comunicare, perché in questo modo si ha la possibilità di incontrare e di avere un riscontro con persone che non sanno nulla di te, della tua vita, delle situazioni che vivi e questo ti dà l’opportunità di metterti in gioco, leggendo i commenti a quello che scrivi. E’ un po’ come andare in terapia ma con tante persone diverse.

Ma perché hai scelto di chiamarlo proprio Gaylandia?
Prima avevo un altro blog che si chiamava Un po’ di me per te dove scrivevo poesie. Poi ho sentito l’esigenza come di togliere una maschera, di cambiare e di avere un blog che parlasse un po’ più di me. Così ho aperto Gaylandia. Però ho voluto fare un blog diverso, che fosse un po’ satirico, anche grottesco a volte, che raccontasse la vita di un ragazzo gay così com’è. All’inizio ho scritto un post in cui spiegavo tutto questo, cioè che volevo spiegare il mondo gay va ben oltre lustrini, paillettes e gay pride e che i gay vivono le stesse situazioni degli altri.

Hai ricevuto commenti negativi o avuto problemi?
Personalemte io non ho problema a parlarne: a lavoro lo sanno, i miei amici lo sanno. Il problema è che qui in Italia esiste ancora una mentalità fortemente arretrata e non sai quanto ancora i gay devono subire, in generale intendo. A volte la gente ancora ti sbatte in faccia certi giudizi, tremendi! E’ che siamo abituati a vivere in una cultura di tipo omofobico. Anche in tv si parla ancora poco di omosessualità e quando se ne parla è sempre perché ci sono stati dei problemi.

Parliamo di te: hai 21 anni, quando hai preso consapevolezza di essere gay?
Credo che fondamentalmente uno lo sappia da sempre, il problema è riconoscerlo e poi accettarlo o non accettarlo. Io l’ho scoperto, o meglio l’ho riconosciuto due anni fa circa e forse per primo non lo ha ancora pienamente accettato. aAll’inizio ho passato anche io la fase della negazione. Poi mi dive e dicevo ai mei genitori: “ho qualche dubbio sulla mia sessualità”. Poi ne ho preso consapevolezza. E’ difficile rendersi conto di essere “diversi”. Comunque, io dico sempre che i gay sono una variante normale della sessualità umana.

Prima avevi avuto qualche storia con qualche ragazza?
No, cioè io sono stato molto innamorato di una ragazza, ma adesso non so se era vero amore o se era qualcos’altro. Comunque è stato un amore platonico.

Lei lo sa?
No. Non gliel’ho mai detto. Ci siamo voluti molto bene e so che lei non capirebbe. Sto andando per gradi.

E ora sei innamorato?
No, purtroppo no. Mi piacerebbe tantissimo ma è molto diffcile!

So che per molti gay conoscere persone che abbiano intenzioni diverse da un semplice incontro di sesso è molto difficile?
Sì, molto difficile. Come per tutti, penso. E poi è così difficile incontrarsi fra gay.

La tua famiglia lo sa? Come ha reagito?
In maniera devastante. La mia famiglia è di origine meridionale e pertanto volevano che l’unico figlio maschio si sposasse e avesse figli, sai per portare avanti il cognome. Ho dovuto subire un iter veramente distruttivo. Non sono mancati gli incontri con gli psicologi che io considero persone fondamentalmente represse/depresse. Mi hanno mandato anche da un endocrinologo su consiglio di un prete (i miei genitori frequentano molto la chiesa). Ho pensato che se avessi fatto tutte le visite che loro volevano poi si sarebero tranquillizati, avrebbero capito che sono sano e che essere gay non è una malattia. Ma mi sono rifiutato di andare in quei centri per curare l’omosessualità.

Quali centri?
Quelli che esistono ormai anche da noi e in Svizzera dove ti curano l’omosessualità. Una cosa abominevole! Ho anche visto delle interviste di ragazzi che sono entrati in queste cliniche gay e poi raccontano che stanno per sposarsi. Allucinante!

E ora?
Ora meglio. Da quando sono andato a vivere da solo, circa un anno e mezzo fa, perché la situazione a casa era proprio diventata insopportabile, tesissima e molto delicata, tanto che avevo quasi paura a dormire la notte. Ora li sento, vado da loro a trovarli e abbiamo trovato una sorta di nuovo equilibrio perché loro hanno deciso di non parlarne. Non ne parlaimo mai.

Sei giovanissimo, vivi da solo e lavori: cosa fai?
Sono adattatore cinematografico, lavoro per una casa cinematografica e faccio traduzioni dal portoghese o brasiliano all’italiano: adatto i dialoghi al labiale degli attori. Ma non è un lavoro che ti dà da mangiare per questo faccio anche altri due lavori per mantenermi: durante la settimana lavoro in un call center dove facciamo assistenza ai clienti e il week end lavoro in un negozio di scarpe. Ma sto anche finendo di studiare, devo laurearmi, quindi è veramente difficile conciliare tutto.

Cosa ne pensi a proposito di quello che è successo a Mosca ?
Ma devo dire che la cosa non mi scandalizza più di tanto, cioè in un Paese come la Russia uno se lo poteva anche aspettare che tirassero un uovo al nostro onorevole, Luxuria. Non che abbiano fatto bene intendiamoci, ma non mi sembra così strano. Cioè non sono scandalizzato.

E della vicenda dei gay contagiati in Olanda?
Dico che forse bisognerebbe stare un po’ più attenti. Che è una cosa pazzesca, ma che bisogna attenzione, non prendere con troppa superficialità gli inviti a festini (ma che tipo di festini?) che uno riceve via web.

Che risconti hai con le persone che leggono il tuo blog? Ne hai conosciuto qualcuno?
Ci sono sia omosessuali che eterosessuali: su 20 commenti in genere 7 sono di omosessuali. Ci sono sia le persone che leggono i mie post così, perché capitano sul mio blog e anche i lettori, come dire, affezionati che mi leggono sempre. Di questi posso dire che sono 5 quelli coi quali poi sono anche diventato amico.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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