Elezioni europee: pronostico e analisi

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Tra qualche giorno gli italiani voteranno per le elezioni europee. Come sanno tutti, nella provinciale Italia le elezioni europee saranno solo una sorta di test di gradimento per il governo e, di conseguenza, un’occasione di riscatto per i partiti d’opposizione. Dell’Europa, ahinoi, nessuno parla, e l’elettore medio non è a conoscenza delle questioni comunitarie.

Dunque, paradossalmente e a differenza di quanto accade in altri paesi europei, si tratterà di elezioni dai possibili risvolti nazionali.

Sapremo che fine farà il PD, ad esempio. pd_logo

I leader democratici hanno piazzato l’asticella del “risultato soddisfacente“ a quota 26%. A meno 7 dalle politiche del 2008. E già questo dice tutto. Il segretario del PD Dario Franceschini in questi giorni ha ripetutamente affermato, in particolare nella trasmissione “Anno Zero”, che bisognerebbe votare il suo partito per evitare che il distacco dal PDL sia troppo ampio.Niente che possa veramente far guadagnare al PD qualche consenso dal centro-destra. Al massimo, questi appelli saranno utili a far rientrare qualche ex elettore del PD deluso che vorrebbe ora votare l’IDV o un partito di Sinistra. Ma quel che è peggio è che si tratta di aride geometrie politiche, non idee o programmi. Calcoli romani, lontani anni luce da Bruxelles. 

In modo simile, Mario Adinolfi, il blogger piddino, ha scritto un post dal titoloNon fate cazzate, votate PD”, indirizzato ai “compagni che sbagliano”, come si diceva una volta, “tipo l’amica Marta che vuole votare Sinistra e Libertà”. Adinolfi invita Marta e tutti i suoi amici  e simpatizzanti online e offline a votare “Pd senza fare troppe storie”: il suo partito sarebbe “l’unico modo per costruire l’alternativa vera” a Berlusconi. Addirittura, per il blogger romano, “tutto dipende dal risultato del Pd”. E quel “tutto”, in questo caso, rappresenta veramente un mondo: quello rattrappito del provincialismo italiano. Infine, il “giovane” piddino conclude incitando i compagni a non rifugiarsi nell’astensione e nemmeno nel “voto di protesta alle sinistre inutili o agli ingrati radicali.” Il disperato appello di Adinolfi esplicita, sottolineando con i toni strillati tipici del web ma sostanzialmente in linea con la vulgata della segreteria del Partito Democratico, la reale politica piddina, che come l’anno passato mira sostanzialmente a rubare qualche voto ai partiti di Sinistra o all’IDV di Di Pietro utilizzando lo spauracchio del “voto utile” e del “pericolo Berlusconi” (che guardacaso spunta fuori solo a ridosso delle elezioni, mentre generalmente domina il tema del “dialogo” e delle “larghe riforme per il bene del paese”). Ma mentre il PD fa la guerra a IDV e Sinistra, 15-20 milioni di italiani continuano a votare Berlusconi. Mentre continua, a 15 anni dalla scesa in campo di Berlusconi, ad offrire un programma politico centrato sull’Anti-Berlusconismo, continua a non avere un vero programma politico, se non quello della ormai screditata Terza Via Blariana. In sostanza, prova a guadagnare tempo mentre il mondo cambia con la crisi economica che continua a trasformare l’Italia, l’Europa ed il pianeta intero. Il rischio, palese da anni, è che, allo sgonfiarsi del Berlusconismo, il “partito-nazione” del PD si paleserà per quel che è: una somma di ceti dirigenti senza una reale visione del mondo.

Ma tornado alle elezioni europee, quale sarà il risultato del PD? I sondaggi lo danno tra il 25 e il 26%. Se dovesse prendere piu’ del 27%, Franceschini e soci parlerebbero addirittura di “un successo, data la situazione di partenza”. Ma se dovesse prendere meno del 25%, la poltrona del segretario rischierebbe grosso. Sotto il 24% ci sarebbe una vera e propria crisi interna. Nel caso di un risultato disastroso, diciamo sotto il 23%, il partito rischierebbe una scissione (Rutelli e i suoi “teo-dem” hanno già le valigie in mano) e di fatto il PD ri-diventerebbe una sorta di PDS-DS (che alle politiche del 1996 ottenne il 21,1%). Un “disastro”, si dirà, ma forse non e’ proprio così. Per lo meno si darebbe un’identità piu’ chiara ad un partito cheora non è né carne né pesce, né sociademocratico né democristiano. 

idv logo IDV-Di Pietro. I sondaggi pronosticano l’exploit: dovrebbe riscuotere piu’ dell’8%, il doppio dell’anno scorso, quattro volte il risultato delle europee del 2003. Di Pietro spera addirittura in un 10%. E’ certo che un risultato estremamente positivo dell’IDV muterebbe i rapporti di forze all’interno dell’alleanza PD-IDV e dell’opposizione parlamentare.


PDL. Secondo i sondaggi dovrebbe migliorare il 37,4% pdl logoodell’anno scorso. Chi ha votato Berlusconi l’anno scorso è soddisfatto dei primi dodici mesi di governo, mentre il terremoto sembra abbia attirato al premier e al suo partito delle nuove simpatie. Ogni punto percentuale in piu’ rispetto al 2008 darà ulteriore forza a Berlusconi, che ne potrebbe approfittare per spingere sull’acceleratore con la Riforma della Giustizia.

Ma è anche vero che da quando per legge la divulgazione dei sondaggi è stata oscurata sono successe almeno due cose importanti:

  1. il premier è stato sbugiardato riguardo alle sue ambigue frequentazioni con una minorenne;

  2. la sentenza di condanna di David Mills ha concluso che l’avvocato britannico avrebbe mentito per salvare il suo corruttore, Berlusconi.

In qualunque paese democratico una sola delle due vicende sarebbe bastata per costringere il premier alle dimissioni e a porre fine alla sua carriera politica. Ma in Italia non è chiaro se e di quanto Berlusconi e il suo partito verranno penalizzati dagli elettori. Secondo noi il PDL perderà qualche punticino rispetto ai rosei sondaggi di qualche settimana fa, attestandosi piu’ o meno sullo stesso risultato dell’anno passato, lontano dalle cifre strabilianti dei sondaggi di Berlusconi strombazzati da “Il Giornale”.

lega logo Lega Nord. Dovrebbe aumentare l’8,3% dell’anno scorso. I sondaggi la danno al 10%, cioè allo stesso livello del 1996, quando corse da sola contro tutti e collezionò il suo miglior risultato di sempre. Senza dubbio se la Lega dovesse aumentare piu’ del PDL, il suo peso nel Governo si rafforzerebbe. E se dovesse veramente superare il 10%, ottenendo anche un 2% al Centro e uno 0,5% al Meridione (dove si presenta per la prima volta), allora si aprirebbero scenari nuovi: la Lega sarebbe sempre meno il partito nordista e sempre piu’ un partito nazionale, e allo stesso tempo radicato nelle comunità locali. Sarebbe un grande partito aggressivo: il partito della destra popolare, xenofoba e anti-immigrati. Una sorte di “partito nazional-socialista degli operai” e dei padani. 

L’UDC di Casini dovrebbe ottenere un buon risultato, udc logomigliorando il 5,6% dell’anno scorso. Potrebbe erodere consensi ovunque: sia dal PDL per via dei problemi di Berlusconi, sia dall’insulso PD. Nel sud potrebbe anche rubare voti all’MPA di Lombardo, i cui elettori moderati potrebbero essere spaventati dall’alleanza con il partitino fascista di Storace e Bontempo denominato La Destra. L’UDC è dato al 6%, ma secondo noi potrebbe anche agguantare un risultato migliore.

Piu’ difficile prevedere il risultato dei due partiti a sinistra del PD: Sinistra e Libertà e Lista Anticapitalista. Difficile perché i loro risultati sono vicini alla decisiva soglia del 4% ma, secondo la media dei sondaggi pubblicati fino alla settimana scorsa, entrambi i partiti NON dovrebbero superare lo sbarramento.

prc logoLa Lista Anticapitalista e Comunista di Ferrero e Diliberto dovrebbe essere intorno al 3%, ma sembra in ascesa e diversi istituti di sondaggi scommettono in un risultato migliore, cioè sopra il 4%.

Sinistra e Libertà (SeL) sel logodovrebbe essere piu’ lontana dalla soglia di sbarramento, intorno al 2,5%. SeL è il nuovo partito della Sinistra nato dalla fusione degli ex Rifondazione di Vendola e Giordano, Sinistra Democratica di Fava e Mussi, i Verdi, i Socialisti di Nencini e gli ex PdCI dell’europarlamentare Guidoni.

C’è da dire che non è mai semplice pronosticare il risultato di liste nuove. L’anno scorso la Sinistra Arcobaleno era data al 6-7%, mentre poi raccolse solo poco piu’ del 3%. A nostro avviso, questa volta potrebbe accadere l’opposto. I tanti indecisi (il 30-35%, secondo i sondaggi) sono soprattutto delusi di sinistra, e tutto lascia credere che all’ultimo molti di loro si recheranno alle urne.

senza_fiammella_con_adc-v_uniforme copiaE’ molto difficile fare un pronostico anche per quanto riguarda l’alleanza elettorale La Destra-Movimento per l’Autonomia. La media dei sondaggi li da oggi alla somma esatta dei loro due risultati dell’anno passato (rispettivamente il 2,4 e l’1,1%): circa il 3,5%, a un soffio dalla soglia. Sperando in qualche voto in uscita dal PDL potrebbero raggiungere il 4%, anche grazie anche all’attivismo di Lombardo di questi giorni.

Lontani dalla soglia di sbarramento i Radicali, bonino logoall’1% circa, che nonostante lo sciopero della fame di Pannella pagheranno la loro scelta di correre da soli con l’assenza dall’Europa nei prossimi cinque anni.

Secondo l’autorevole studioso Ilvo Diamanti, queste elezioni saranno “caratterizzate da un tasso di astensione più elevato del consueto (il 30%, cinque anni fa). Per questo molti elettori usano criteri di scelta diversi. Votano (oppure non votano) in modo più “libero” che in altre consultazioni. Meno attenti alla logica del voto utile e maggiormente disposti, invece, a esprimere un voto a elevato valore simbolico. Che suoni come minaccia, avvertimento oppure auspicio.

E’ altresì interessante notare – sempre se i sondaggi e le nostre previsioni dovessero essere confermati – che a crescere dovrebbero essere proprio i partiti che meno appaiono “moderati”: la Lega Nord e l’IDV. A confermare questa tesi, Diamanti sottolinea come questi partiti e i loro elettori siano negli ultimi anni “scivolati via dal centro. Oggi il 50% degli elettori leghisti si colloca a destra. Nel Pdl, invece, un terzo. Per cui la Lega è più a destra del Pdl (dove sono confluiti gli elettori di An). L’Idv, anch’essa, tempo fa, vicina al centro, se ne è allontanata. Il 33% dei suoi elettori oggi si dicono di sinistra, il 34% di centrosinistra. Solo l’8% di centro. Fa concorrenza alla Lega, per linguaggio e inflessibilità (non per i riferimenti di valore). Ma anche alla sinistra radicale. Lega e Idv, per questo, giocano una partita importante: per sé, per la propria area, per il sistema politico italiano. Di cui ambiscono ad assumere la leadership. Minoranze dominanti di un paese “contro”.“

In sintesi, ecco sotto il nostro pronostico per le elezioni europee, che chiaramente non pretende di essere professionale.

PARTITO Mnimo…Massimo %
PDL 35………….. 39
PD 25 ………….29
Lega Nord 7,5………….11,5
Italia dei Valori 6,5………….10,5
UDC 4,5… ……….8,5
Lista Comunista 2…………….6
Sinistra e Libertà 1,5………….5,5
Destra+MPA 1…………….5
Radicali 0.5…………2,5
Altri 0……………3
Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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