Viva la Sinistra e la Libertà, perchè il matrimonio tra la Sinistra e il Neoliberismo selvaggio è fallito

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Articoli precedenti e introduttivi:

  1. Viva la Sinistra e la Libertà, perchè il PD non è di Sinistra
  2. Viva la Sinistra e la Libertà, per la Laicità dello Stato
  3. Viva la Sinistra e la Libertà, per un nuovo Ulivo

Il 2009 ha segnato il definitivo FALLIMENTO DI 20 ANNI DI MATRIMONIO TRA LA SINISTRA E IL NEOLIBERISMO

La testa di Veltroni è saltata. Ma la sua uscita di scena segna anche la fine di un percorso fallimentare che sarebbe ingeneroso attribuire alla sola volontà del segretario dimissionario, ma che questi ha comunque perseguito con tenacia, rendendosene il principale responsabile. Il simbolo.

L’adesione acritica ed entusiasta (come solo dei neofiti possono esserlo), che a volte ha sfiorato il ridicolo, a tutti i dettami dell’ortodossia economica liberista di ispirazione neoclassica e di segno politico monetarista ha fatto sì che, durante le loro esperienze di governo, i dirigenti del centrosinistra abbiano provveduto a privatizzare il patrimonio industriale, bancario e produttivo pubblico, depotenziare il contratto nazionale di lavoro fino a svilirlo e via dicendo. Poche, pochissime le voci critiche verso l’icocervo dell’Unione Europea. Zero l’interesse verso i risultati concreti dell’adozione della moneta unica. E dall’opposizione (2001-2006), essi hanno contestato i governi in carica solo perché (ed in quanto) non facevano quanto fatto dal centrosinistra al governo. Perché non privatizzavano abbastanza. Perché rischiavano di sforare i beneamati parametri di convergenza di Maastricht. E basta.

In pratica, col tatcherismo e il reaganismo negli anni ’80 e il cataclisma politico-ideologico della Sinistra a livello mondiale dovuto al crollo del Muro di Berlino, ci è stato ripetuto fino alla nausea che “lo stato deve farsi da parte”, che “il mercato è il dominus della situazione”, che “tutto dipende dal gioco della domanda e dell’offerta”, che “il liberismo economico è la salvezza e il motore di sviluppo del mondo occidentale”, che la Tatcher e Reagan sono i fari del nuovo secolo, il XXI°.

I risultati del trionfo del pensiero unico del neoliberismo piu’ licenziamentoselvaggio e sregolato sono ben visibili in Italia nella perdita secca dei salari sul piano distributivo e nel correlativo innalzamento delle quote appropriate dalla rendita (specie finanziaria e immobiliare) e dai profitti. Allo stesso tempo, il popolo della Sinistra, anno dopo anno, di fronte a continue metamorfosi, vedendo i propri leader smantellare certosinamente falci e martelli, garofani e orpelli, querce, rose e margherite, si è chiesto giustamente cosa sia rimasto della Sinistra. Si è chiesto se non fosse stato veramente tutto un errore. Se a questo punto non abbia ragione chi sbraita contro i troppi stranieri e le troppe tasse. Tutto questo ha progressivamente eroso il bacino di consenso delle forze progressiste in Italia: del PDS-DS, dell’Ulivo, poi dell’Unione e ora dei partiti di Sinistra e del Partito Democratico, ridotti all’attuale lumicino.

Mai la Sinistra in Italia si era ritrovata a tappeto come oggi. Una sconfitta totale, ideale, politica e culturale insieme. I propri leader, unici in Europa, hanno deciso di distruggere completamente il patrimonio simbolico del Socialismo. Falci e martelli son stati buttati via, i garofani si sono seccati, le rose son state tagliate e le querce ancora giovani son state bruciate da chi il giorno prima le annaffiava. In Italia nessun simbolo è rimasto in piedi, mentre in Spagna un pugno chiuso ancora stringe con forza una rosa rossa, con il Partito Socialista Operaio Spagnolo che sta garantendo ai cittadini iberici diritti all’avanguardia nel mondo. Lo stesso dicasi dei Valori. Abbandonato il solco del Socialismo Democratico europeo, oggi Franceschini vorrebbe fondare una casa europea dei piddini…

Come tutte le gravi crisi economiche, anche questa crisi sta generando ulteriori diseguaglianze e rischia di essere usata per alimentare gli istinti piu’ bassi presenti nella società, incanalando la rabbia della gente verso il sottoploretariato e lasciando che i piccoli egoismi si scatenino, anche in modo violento. La nostra stessa Libertà è a rischio, attaccata un giorno si e un altro pure da Berlusconi e dalle destre.

Ma la storia ha già dimostrato che dalle grandi crisi si può uscire in due modi contrapposti: con un New Deal o coll Nazi-Fascismo, con più democrazia o più autoritarismo, con più Diritti o meno diritti, con più Giustizia o più ingiustizia, con più Libertà o più sfruttamento. L’Italia di oggi non sarà un’eccezione. Pur con modalità diverse, contemporanee, sempre e solo due sono le strade che abbiamo di fronte. L’America con Obama ha scelto la prima, noi rischiamo di scivolare verso la seconda.

E dire che il liberismo sfrenato degli anni ’80 e ’90, quella uesta cotta euforica e adolescenziale per il mercato, considerato onnipotente e capace di sostituirsi completamente allo Stato, è ora criticato dagli stessi economisti e politici che per anni l’hanno adorato. Basta pensare al berlusconiano Tremonti in Italia (che ora afferma che ci vuolepiu’ stato, piu’ decisamente”), o a Bush in America, che si è affrettato a far intervenire pesantemente lo stato nel campo finanziario. Questo perchè in realtà, oggi come nel ’29, la crisi puo’ essere superata solo dallo Stato e dai contrubuenti, da chi paga le tasse, da chi lavora, studia, ricerca, innova, rimboccandosi le maniche e rincollando i cocci dell’economia.

democrazia lavoroE’ per questo che anche in Italia c’è bisogno di una Sinistra vera, non di una copia meno cattiva della destra. Serve una Sinistra che sostenga un diverso modello di sviluppo e dei consumi: un modello alternativo al neoliberismo. Una Sinistra che persegua la Giustizia Sociale sostanziale e una Equa divisione della ricchezza: contro le corporazioni, le speculazioni, le rendite e la grande finanza. Una Sinistra che sostenga il ruolo sociale del Lavoro e la necessita’ di fare politiche volte alla piena occupazione. Una Sinistra che riconosca la centralità dell’Istruzione e della formazione. Una Sinistra che si schieri senza se e senza ma al fianco della lotta all’illegalità e alle Mafie. Per una sicurezza che non sia solo del forte contro il debole, del ricco contro il povero o del bianco contro il nero. Per una sicurezza intesa in tutte le sue accezioni, a partire dalla sicurezza di poter vivere in un paese che non cade a pezzi sotto terremoti e alluvioni per colpa di palazzinari senza scrupoli forti dell’appoggio di politici corrotti.

Insomma, siamo di fronte alla crisi economica internazionale e alla crisi generale in Italia. Quando l’economia girava si sono distribuite prebende, è stato svenduto il patrimonio pubblico ai grandi imprenditori (spesso amici), sono create bolle finanziarie per fare arricchire ulteriormente i già ricchi. Il Lavoro vero veniva disprezzato perchè dai soldi si potevano creare altri soldi. Oggi che la bolla è scoppiata, a rimettere in piedi le economie dovranno essere i piccoli contribuenti, i lavoratori, i piccoli imprenditori, i giovani e lo Stato con politiche keynesiane. Come sempre. La ricostruzione si può fare in due modi. Per una volta, facciamolo all’Americana. Facciamo come Obama.

vendola speranza

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Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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