Elezioni Europee 2009: Risultati completi e Analisi

Partito Europee 2004 Politiche 2008 Europee 2009
PDL 32,4 (FI+AN) 37,4
35,26 (29 seggi)
PD 31,07 33,2 (con Radicali)

26,13 (22 seggi)

Lega Nord 4,96 8,3

10,20 (9 seggi)

Italia dei Valori 2,13 4,4

8 (7 seggi)

UDC 5,88 5,6

6,51 (5 seggi)

RC-PdCI RC 6,05 / PdCI 2,42 (SA 3,1)

3,38

Sinistra e Libertà Verdi 2,46 / Socia. 2,04 (SA 3,1)

3,12

Radicali Bonino 2,24 (nel PD)

2,42

La Destra-Mpa 2,4

2,22

Altri 2,8

I risultati delle elezioni europee sono chiari. Li analizzaremo partito per partito.


 PDL: mezza sconfitta, per ora…

Berlusconi aveva chiesto un plebiscito per la sua persona. Ci aveva messo la faccia, unico primo ministro tra i 27 dell’Unione Europea a candidarsi, ben sapendo che non avrebbe potuto andare a Strasburgo, si è candidato da capolista in tutte e cinque le circoscrizioni italiane. Ha ripetutamente affermato che il suo partito avrebbe superato il 40%, che l’obiettivo era il 51% e che sarebbe arrivato almeno al 45%. I suoi cannoni propagandistici, a partire da “Il Giornale”, hanno ripetuto che I sondaggi davano il PDL al 45%. Tutto falso e inventato, probabilmente. Tutto esagerato, sicuramente. I sondaggi davano il PDL intorno al 36-39%, cifra che si è erosa negli ultimi giorni per via dei vari scandali emersi a ripetizione (caso Noemi, foto di donnine nude a villa Certosa pubblicate da El Pais, voli di stato utilizzati per aviotrasportare Apicella e belle donne, e via dicendo).

Alla fine, il PDL si è fermato al 35,2: meno 2,2 rispetto allo scorso anno. Sfumato anche il suo sogno di fare della PDL il primo partito all’interno del Ppe: la Cdu-Csu tedesca avrà 42 seggi, a fronte dei 29 europarlamentari del partito del premier italiano. Meglio anche i francesi dell’Ump con circa 30 eletti. 28 invece gli eletti fra i conservatori polacchi (Piattaforma Civica e Psl) e 23 i popolari spagnoli.

Il PDL è andato malino, dunque, ma attenzione: anche se un numero considerevole dei 13.630.000 elettori dello scorso anno lo hanno abbandonato, è vero anche che nonostante tutto tantissimi cittadini, quasi 11 milioni di italiani, lo hanno rivotato… E sembra che molti ex elettori del PDL si siano astenuti, soprattutto in Sicilia. Aspettiamo per controllare questo dato. Ad ogni modo va anche considerato il fatto che Berlusconi alle prossime elezioni, con una massiccia campagna propagandistica e quattro scoppiettanti promesse elettorali a reti unificate, potrebbe riguadagnarli tutti, quei voti.

PD: ulteriormente ridimensionato, ma ancora vivo. pd_logo

Il PD ha avuto un insuccesso netto: meno sette punti rispetto alle scorse elezioni. Elezioni politiche che perse sonoramente, oltretutto, e perciò che avrebbero dovuto già rappresentare il minimo. Ma in casa PD l’ottimismo è l’ultimo a morire, e vari pezzi da novanta dell’elite piddina hanno commentato il risultato con soddisfazione o definendolo un “risultato dignitoso”. (Bisognerebbe prima dare una definizione alla parola “dignità”).

E’ vera però una cosa, che la sconfitta del Pd era annunciata, e anzi qualche mese fu pronosticata come ancora piu’ sonora. Questo da fiato al segretario “ad interim” Dario Franceschini, che ha dalla sua il fatto di aver recuperato alcuni dei consensi persi dal “dialogatore” Veltroni e di aver mantenuto il PD tra le forze principali del centro-sinistra in Europa. Questo fatto potrebbe facilitare la strada a quell’allargamento ai partiti democratici all’interno del gruppo Socialista caldeggiato da Franceschini e al quale lavora da mesi l’ex segretario DS Piero Fassino. In Italia però, il PD rimane stretto nella morsa tra un governo sempre piu’ estremista (per via del successo della Lega) e un’opposizione “radicale” capitanata da Di Pietro. Rimane perciò poco spazio per un’opposizione “gentile”.

lega logoLega Nord: con la paura si vince.

Abbiamo detto che il PDL è stato sconfitto. Ma attenzione, non la maggioranza di Governo. Perchè la Lega al Nord ha recuperato praticamente tutti i voti del PDL. Sfondando la soglia del 10%, la Lega ottiene il suo miglior risultato storico, eguagliando il risultato delle politiche del 1996, quando corse sola contro tutti. Il suo cavallo di battaglia, la rozza politica anti-immigrati (o proprio anti-stranieri), paga eccome. E’ il “partito della paura“. Ora si prevede un’ulteriore radicalizzazione delle politiche del Governo, che però prima o poi dovranno sperare anche cogliere qualche risultato. Quando si governa, a lungo termine starnazzare non basta.

idv logo

Italia dei Valori: opposizione vincente.


Nel campo del centrosinistra, l’Italia dei Valori ha convinto un’ampia fetta di elettori desiderosi di un’opposizione intransigente. Ora che ha raddoppiato i voti dell’anno scorso e quadruplicato quelli delle scorse europee, il PD non potrà sognarsi di fare a meno di Di Pietro, che ha già rilanciato dichiarando di voler democratizzare il partito per aggregare ulteriori strati di società. Non a caso, a urne appena aperte il leader dell’IDV si affretta a etichettare il suo partito “non di opposizione” ma “di alternativa” e ne rimarca i caratteri “sociali”, facendo l’occhiolino a milioni di elettori di sinistra ancora senza rappresentanza istituzionale. Inoltre, Di Pietro ha già spiegato a Franceschini e agli altri mandarini del PD le condizioni: “o noi o l’UDC”. L’IDV è un avversario scomodo per il Governo, per Berlusconi e per il Berlusconismo. Proveranno a fermarlo e screditarlo in ogni modo.

 

UDC: il piccolo centro si consolida.udc logo

Buon risultato per Casini, la sua scelta di non entrare nel Governo Berlusconi e fargli opposizione è premiata da un piu’ 0,9 rispetto alle politiche del 2008. Forte soprattutto in Sicilia ma decisivo in tutte le regioni, potrà “ri-vendersi” a Berlusconi a prezzo salatissimo.

Rprc logoifondazione-PdCI: all’angolo.

Hanno dimostrato l’esistenza di uno zoccolo duro di un milione di comunisti. E ora? “Che fare?”, si chiedeva qualcuno che bene o male fece la storia. Senza alleanze rimangono all’angolo.

Sinistra e Libertà: un milione di capitale.sel logo

Come da previsione, il nuovo partito della Sinistra non raggiunge la soglia del 4% ma ottiene comunque un milione di voti, un risultato non indifferente per una nuova lista. Ora si aprono tre strade: andare avanti e lavorare sul progetto (magari cercandolo di allargare ad altre forze minori a sinistra del PD), ri-spezzettarsi in micro-partitini, oppure entrare come componenti organizzate all’interno del Partito Democratico. Sempre che SeL non si riveli solo un cartello elettorale e collassi prematuramente. Le prime dichiarazioni di Fava, Vendola, Francescato e Cento sembrano lasciar intendere che Sinistra e Libertà continuera’ la sua battaglia per creare una Nuova Sinistra in Italia a meta’ strada tra PD e partitini comunisti.

Rbonino logoadicali Bonino: alive and kicking

Attira tanti voti di protesta e finisce col fare meglio di cinque anni fa. Ora la Bonino dichiara: «Siamo pronti a continuare la nostra battaglia per la democrazia e la nostra direzione di marcia è l’assemblea di fine mese a Chianciano per la rinascita della Rosa nel Pugno». E il discorso potrebbe interessare ai compagni si Sinistra e Libertà?

La Destra / Mpa: nullasenza_fiammella_con_adc-v_uniforme copia

Alleanza spuria. L’MPA ottiene i suoi voti in Sicilia e al Sud, ma La Destra non ha spazi in Italia: il voto anti-immigrati e fascistoide confluisce nella Lega Nord o nella persona del “caro leader” Silvio.


Conclusioni.
In definitiva, la soglia del 4%, voluta soprattutto da Pdl e Pd, ha prodotto l’effetto voluto: tagliare fuori i partiti minori anche da Strasburgo allo scopo (dichiarato) di concentrare la delegazione italiana all’interno dei gruppi parlamentari del PPE, PSE e ALDE, assicurando così un maggiore peso del nostro paese tra le tre famiglie politiche che piu’ contano. Non solo. La mannaia del 4% è stata concepita anche per tagliare ai partiti piu’ piccoli l’ossigeno del finanziamento pubblico: hanno infatti diritto ai rimborsi elettorali solo le liste che eleggono almeno un eurodeputato. La torta di ben 251 milioni di euro, dunque, sarà spartita solo tra cinque partiti, non più tra 14 o 18 partiti. Un bell’affare, per i Top Five, che guardacaso avvantaggerà chi la legge l’ha fatta. Furbizia politica. O furbizia tout court. E intanto circa il 15% degli elettori non saranno rappresentati a Strasburgo: 4 milioni di voti buttati. A che pro, oltre che le tasche dei cinque maggiori partiti e delle loro burocrazie?


Autocensura del TG5: “Non penserai mica che lo diciamo”

Cornuti, perdenti e contenti – Marco Travaglio

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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