Tragedia di Viareggio, Protestare è Incivile o Democratico?

viareggio

In Italia TV e giornali spesso non coprono le proteste in modo positivo. Quando non vengono del tutto ignorate dai media, le proteste rischiano di essere ridicolizzante, minimizzate o demonizzate.

I dipendenti berlusconiani o dei semplici berluscones, a volte, arrivano persino a giudicare le contestazioni popolari come “incivili”.

Secondo alcuni di loro, persino chi si è visto i figli crepare sotto le macerie di un terremoto o per un treno che scoppia non avrebbe il diritto di gridare la sua rabbia in faccia a chi ritengono, almeno in parte, responsabile.

In realtà, è nei paesi incivili, non democratici, dittatoriali, autoritari, che le proteste non sono permesse, sono denigrate o censurate.

In un Paese pienamente civile esprimere la propria opinione e protestare è un diritto inviolabile del cittadino.

Dirò di piu’, le Democrazie si giudicano proprio da come trattano le minoranze e tutti quelli che non condividono le opinioni maggioritarie o protestano contro chi detiene momentaneamente il Potere.

In un paese democratico, il cittadino che protesta, che scende in strada e urla qualcosa al potente, è portatore di una visione oggi minoritaria, ma che nel gioco democratico domani potrebbe diventare maggioritaria.

In un paese democratico, il cittadino che protesta non è “incivile”, ma meramente attivo e democratico.

In un paese democratico, un cittadino è “incivile” quando si comporta in modo deviante rispetto alle leggi e alla legge delle leggi: la Costituzione.

In un paese democratico, un cittadino che contesta è semplicemente un cittadino che esercita uno dei suoi più sacri diritti.

In Italia, larticolo 21 della Costituzione spiega chiaramente che

Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

E’ triste vedere invece vedere alcuni berlusconiani definire incivile chi “manifesta liberamente il suo pensiero” scendendo in strada e criticando chi ritiene responsabile – a torto o ragione – della morte, evitabile, di donne, uomini e bambini.

L’Italia si contorce sempre più nella sua arretratezza. Pare che nulla possa cambiare. Pare che la maggioranza del paese ami crogiolarsi in questo conservatorismo melmoso da fine impero.

Ma non essendo noi pagati da Berlusconi, né (ancora) b reti unificatecompletamente lobotomizzati da decenni di messa in pratica delle tecniche di produzione del consenso tra le masse, siamo lieti di fornirvi un brevissimo elenco di esseri umani che oggi si sono permessi di avere qualcosa da ridire al premier Berlusconi, direttamente o indirettamente:

    • Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria: “Non è possibile che succedano queste cose in un Paese civile. E’ una tragedia enorme e cose di questo tipo non devono succedere in un paese civile. E’ necessario investire in infrastrutture e sicurezza. La tutela delle persone viene prima della crisi economica”.


  • Grazia Francescato, Sinistra e Libertà: “Gli spot del governo non bastano più: servono interventi concreti sulle tante emergenze italiane, tra cui quella delle nostre ferrovie. La tragedia di questa notte, preceduta da preoccupanti campanelli d’allarme, è ampiamente annunciata e si sarebbe potuta evitare se invece di destinare le risorse quasi esclusivamente sulla TAV si fosse investito in sicurezza e qualità del servizio. Da tempo noi Verdi denunciamo i tagli alle ferrovie che hanno effetti devastanti sia sulla sicurezza del trasporto merci che sulla qualità del servizio per i milioni di pendolari che quotidianamente sono costretti a viaggiare in carrozze fatiscenti. Ora è sempre più urgente ed indifferibile un piano straordinario per la riqualificazione e del nostro trasporto ferroviario”.

  • Gianni Pagliarini e Fabrizio De Sanctis, PdCI: “Le ferrovie dello stato pensano all’Alta Velocità e non alla sicurezza. ”

  • Angelo Bonelli, Sinistra e Libertà: “Di fronte a questo inaccettabile incidente che ha provocato la perdita di tante vite umane il ministro dei Trasporti Matteoli e i vertici di Trenitalia si devono dimettere”.

  • Paolo Ferrero, Rifondazione Comunista: “questo incidente è l’esito prevedibile della politica ferroviaria del Governo”.

  • Massimo Donadi, IDV: “Chiederemo l’immediata convocazione dei vertici delle ferrovie, per un’audizione in commissione Trasporti alla Camera. Su questo disastro dovrà essere fatta piena luce”.

  • Rosy Bindi, PD: ”è ssolutamente doveroso dare il massimo sostegno alle persone coinvolte nella tragedia. Ma occorre anche individuare con rapidità le cause e accertare le responsabilità dirette e indirette”.

  • Guglielmo Epifani, CGIL: “Una tragedia annunciata. I primi riscontri darebbero ragione ai tanti allarmi lanciati in questi mesi dai sindacati e sui cui l’azienda aveva reagito sbagliando perchè nelle ferrovie c’è un uso di materiali troppo vecchi”.

  • Italo Castellani, vescovo di Lucca: “per affetto ed amicizia nei confronti di chi soffre, desidero invitare le autorità competenti a non tralasciare niente affinchè al più presto si possa addivenire ad un chiarimento, certo e giusto, su quanto avvenuto”.

  • Una nota dei ferrovieri: “il trasporto ferroviario è un servizio complesso in cui anche il più piccolo incidente o guasto, può determinare immani tragedie e come tale va analizzato e preso, sempre, nella massima considerazione. Rinnoviamo la più ferma critica al gruppo dirigente delle Ferrovie che ha dirottato risorse e tecnologia sul servizio ‘luccicante’ dell’ alta velocità lasciando che il resto del servizio ferroviario, in particolare merci e pendolari, deperisse sia in termini di qualità che di sicurezza”.

“La libertà è sempre libertà di chi la pensa diversamente”

b domanda

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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