Anti Euro

Il tramonto dell’euro – Albero Bagnai (Imprimatur editore)

In Italia si è  iniziato a parlare di “Partito anti euro”, chiariamo subito che non intendo le posizioni politiche più o meno vaghe e populiste dei vari:

“Bossi, Maroni, Salvini, Borghezio alla testa, subito dopo Berlusconi e i suoi economisti Fitto, Capezzone, Santanchè, ma poi tanta gente, tutta diversa e stranamente aggregata che preme alle porte dell’Unione per uscire.  Ma fuori non c’è niente. …   Ma ci dicono di avviarci alla nuova avventura in una compagnia che comprende Lega, Berlusconi e Cinque Stelle.” (Furio Colombo – ilFattoQuotidiano).

Credo di poter rassicurare Furio Colombo: qui non si stanno mettendo in discussione i tre Nelson Mandela europei, Altiero Spinelli, Ernesto Rossi, Eugenio Colorni”. Se Colombo leggesse il libro di Bagnai scoprirebbe che nel “progetto per il dopo abbandono” nessuno ha intenzione di voler “uscire dalla Storia”. Semmai è la Storia che si ripete e si ripete proprio perché è poco conosciuta:

“Persone animate da una feroce passione civile, da un disperato amore per il proprio paese e per l’Europa (che non è né l’euro, né l’Unione europea)… La vera vittima dell’euro è l’Europa… la gestione del processo di integrazione europea, ispirata (in teoria e nelle conferenze stampa) ad alti ideali condivisi, ma condotta (in pratica e nelle stanze di Bruxelles) in nome di interessi di classe e strategici particolaristici, ha condotto dove doveva condurre: a una lacerazione del tessuto sociale e identitario del continente… Riuscirà l’Europa a salvarsi dall’euro? Certamente sì, in un ottica di lungo periodo.” (Il tramonto dell’euro – Alberto Bagnai – Imprimatur editore)

Ne “Il tramonto dell’euro,” l’economista Alberto Bagnai propone le sue risposte con l’occhio specificatamente rivolto alla crisi economica italiana. Lo fa usando uno stile colloquiale ed accattivante, con una approfondita analisi dei dati della vita economica più o meno recente, certo contestabile, ma sostenuta da una ironia utile a stemperare le informazioni “tecniche”, che pure rappresentano la base del suo grande lavoro, ed a sdoganare un argomento riservato agli economisti con la dichiarata intenzione di mettere in moto un dibattito pubblico.

La “critica”  non si rivolge contro l’Unione Europea intesa come “assieme di cittadini con un comune sentire democratico”, e tanto meno contro lo strumento “moneta euro”.

Il problema che si analizza e si intende risolvere, riguarda la perdita di crescita e competitività economica italiana, perdite non generate dall’ideale europeistico ma dalla sua attuale applicazione,  affrettata e/o mal compiuta.

Ma le posizioni “anti” non mi sono mai piaciute, preferisco le posizioni “per”, preciserò quindi che qui non si lotta anti ma si lotta  per qualcosa di  meglio. 

Se poi questo meglio passa da soluzioni che, per qualcuno, rappresentano un salto nel buio, la risposta più immediata è: a questo punto della vicendacosa altro ci resta da fare? Ma le informazioni che vengono date sono tanto approfondite e concrete quanto spesso sorprendenti, sbucano come un faro dalla nebbia, la nebbia dell’informazione economica pilotata dal potere.

Certo ci sono voci contrarie a queste teorie ma, queste voci, non smentiscono le attuali difficoltà, anzi:  le certificano.

È quindi evidente: serve una soluzione il prima possibile. Una soluzione che salvi gli ideali sociali alla base dell’europeismo e questo, innanzi tutto, per evitare il pericolo maggiore del mantenere in piedi questo accrocchio europeistico, ossia la spinta al nazionalismo più retrivo e conservatore visibile in quasi tutte le nazioni dell’area euro e non. 

Volendo sintetizzare le intenzioni della proposta di Bagnai userò una sua battuta (sepolta dei tempi televisivi) nel corso della sua partecipazione a Servizio Pubblico:

“i problemi… esistono ma non si possono cambiare, in situazioni diverse, senza risorse”. 

L’esistenza di problemi legati a disoccupazione, delocalizzazione, evasione fiscale, mala politica, corruzione e quant’altro esistono, ma questi problemi (alcuni mal percepiti dall’opinione pubblica per una distorta informazione) non solo non sono risolvibili in brevissimo tempo ma, per essere risolti, necessitano di largo impiego di risorse economiche. Quelle risorse economiche che ora non possiamo permetterci non disponendo di sovranità monetaria. 

A me hanno venduto l’Euro quando ancora non esisteva, neppur si sapeva quale sarebbe stato il concambio, si ipotizzavano cifre riferendosi all’Ecu ma nulla di più. Inviato dall’azienda in cui lavoravo ad uno stage propedeutico alla nuova moneta, ero convinto di aver partecipato ad una “fase d’apprendimento” e non, come sono ora convinto, ad una “vendita della nuova moneta”.

Oltre l’austerita’ – a cura di S.Cesarotto e M.Pivetti-Micromega

Molte delle vicende economiche italiane della “vita di Bagnai”  (all’inizio del libro l’autore ripercorre la vita economica italiana seguendo date ed eventi della propria esistenza) le ho vissute anch’io ed alcuni di questi eventi li avevo “letti” in modo simile al suo ma, nella maggior parte dei casi, o avevo creduto di capire o non avevo capito quel che “vedevo”

Questo libro è da leggere, anche se non si vuole partecipare alla discussione, consideratelo come il bugiardino di un medicinale, leggerlo per avere le informazioni indispensabili per sapere se ingerire o meno la medicina che ora ci vorranno somministrare 

Ma anche come un antidoto contro quel bieco populismo che si vorrà appropriare (hanno già iniziato in molti) di un anti-europeismo fine a se stesso, la rappresentazione di un’operetta in cui si elencano i problemi senza indicare i dolorosi rimedi ed i tanti anni che serviranno per uscire da questa crisi. Anni e non domani o dopodomani.

Ammetto di aver trovato delle difficoltà nell’affrontare la nuova geografia dell’Europa, buona parte della sua topografia precedente faceva parte del mio “senso comune” ma quando si affronta un nuovo e grave problema c’è solo un tipo di approccio valido: abbattere i luoghi comuni da cui siamo permeati e che molte volte sono la fonte delle nostre paure.

Buona lettura ai volenterosi.

P.S. Sempre ai volenterosi, segnalo questo ebook gratuito che raccoglie il contributo, di vari economisti, sull’ argomento.

 

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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