Nuova legge elettorale

Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato la nuova legge elettorale (il cosidetto “Italicum”) che entrerà in vigore dal 1 luglio 2016.

Le opposizioni pensano ad un Referendum abrogativo, media stanieri ed agenzie di rating la approvano, esperti costituzionalisti la bocciarono in partenza.

Quel che mi lascia perplesso è il metodo usato per arrivare ad avere questa legge, solo voti di fiducia, dopo i preliminari ed oscuri accordi tra Renzi e Berlusconi.

«Nella storia dell’Italia unita l’unico precedente di un leader politico che ha fatto approvare una legge elettorale con forte premio di maggioranza e ha trasformato una delle due Camere elettive in una Camera di nominati è Benito Mussolini. Poco dopo essere stato chiamato dal re a formare un governo, Mussolini fece approvare una riforma della legge elettorale (“legge Acerbo”, dal nome del suo estensore) che assegnava alla lista che avesse raggiunto il 25% dei voti validi i 2/3 dei seggi alla Camera dei deputati (il Senato era di nomina regia). Grazie alla nuova legge, Mussolini si assicurò il controllo della Camera e poté avviare la costruzione dello Stato totalitario che culminò con l’istituzione (legge 129 del 19 gennaio 1939) della Camera dei fasci e delle corporazioni formata da “consiglieri nazionali” non votati dal popolo (l’ultima parvenza di elezioni, con abusi e violenze di ogni tipo, c’era stata nel 1924), ma tratti da altre istituzioni del regime: il Gran Consiglio del Fascismo, il Consiglio Nazionale del Partito Fascista, il Consiglio Nazionale delle Corporazioni e altre ancora.» (Maurizio Viroli – il Fatto Quotidiano – 6/5/15)

costituzione

La Costituzione della Repubblica italiana – Ed. Giunti

Questi accostamenti al fascismo sono tutt’altro che piacevoli. E tutto questo decisionismo solo per dare stabilità di governo per tutta la durata della legislatura.

Ma, a parte che la stabilità sarà favorita ma non garantita, resta aperto l’interrogativo: stabilità di governo o stabilità di potere?

In fondo un partito che voglia governare ed avere stabilità ha solo una alternativa. Presentare un programma credibile con cui conquistare gli elettori, ottenere un’ampia maggioranza e poi applicare il programma, insomma: governare “bene”, rispettando gli impegni presi ed il compito assegnatogli dagli elettori che, se del caso, non negheranno certo un  eventuale rinnovo della fiducia. Chi può e deve decidere se qualcuno governa bene se non gli elettori? L’onestà, alla lunga, paga sempre e viene premiata.

Alle ultime elezioni (con una legge incostituzionale che al momento dell’adozione si prefiggeva di dare stabilità – anch’essa – al governo) i calcoli bipolaristi si sono infranti contro una realtà di voto che ha visto l’elettorato dividersi in tre forze (centrosinistra, M5S e centrodestra). Tentativo fallito ed ora riproposto. Ovvero: non abbiamo ottenuto la tanto agognata stabilità ed ora (ri)proviamo ad imporla.

L’impressione è che si cerchi di stabilizzare il potere e non il governo. Per qual altro motivo altrimenti (ri)nominare chi deve essere eletto e premiare con una maggioranza assoluta chi, a conti fatti, ha solo una maggioranza relativa?

In democrazia vengono eletti anche oppositori del governo e le opposizioni (in democrazia) si combattono con un buon governo e non cercando di addomesticare la legge elettorale a proprio uso e consumo.

Chi cerca stabilità con altri mezzi che non siano un buon governo non merita fiducia, anzi, deve essere guardato con sospetto.

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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5 Responses to Nuova legge elettorale

  1. Molta carne al fuoco, molti temi (proporzionale contro maggioritario, premio di maggioranza si oppure no, Italicum e le discutibilissime modalita’ con le quali e’ stata partorita, Senato si oppure no, ecc) sui quali ovviamente si continuera’ a discutere per anni.

    Per la governabilita’, ha ragione Davide Vittori su La Voce a scrivere che essa non e’ garantita nemmeno dall’Italicum. Ovviamente nessuna legge elettorale nell’universo conosciuto puo’ impedire ai parlamentari eletti in un partito o lista, una volta in parlamento, di cambiare idea e votare la sfiducia al proprio governo. Se lo fecero persino 19 dei 28 componenti del Gran Consiglio del Fascismo nel luglio del 1943, lo potran fare anche i deputati della lista che vincera’ le prossime elezioni.

    Ad ogni modo, e’ altrettanto ovvio che se la lista “Unione” nel 2006 avesse avuto 340 seggi invece di 218, il Governo Prodi avrebbe governato con un pochino piu’ di tranquillita’, e probabilmente se ne sarebbe infischiato dei mal di pancia di Tugliratto, Dini e Udeur.

    Di conseguenza, mi sembra pacifico affermare che con una legge elettorale come l’Italicum probabilmente la Repubblica Italiana non avrebbe avuto 63 governi differenti in 7 decenni. Poi, se e’ meglio avere un governo ogni 5 anni oppure 5 governi per legislatura e’ un altro tema aperto al dibattito. Di certo, la storia dei Paesi democratici sembra puntare verso il primo esempio (governi di legislatura, non legislature con vari governi). Difatti, mentre l’Italia ha avuto i suoi 63 governi, la Norvegia ne ha avuti 23, la Germania 18 e la Gran Bretagna 15.

    • Norvegia, Germania, Gran Bretagna tutti esempi validi ma fuorvianti rispetto alla democrazia o al sistema elettorale. Chi perde si dimette, chi viene eletto e mal si comporta (se scoperto anche a commettere cose banali come copiare un compito in classe) si dimette, e questo accade sempre e senza attendere “la sentenza definitiva della Corte di Cassazione”.
      La lezione che ci danno non è di democrazia ma di etica, morale (o moralismo che sia). I candidati vengono vivisezionati dai giornali (con gran piacere dei tabloid di gossip), nessun errore viene perdonato, chi governa o desidera governare deve essere una casa di vetro (il cittadino deve sapere chi gestisce la sua vita). Prima imponiamo questa lezione poi, forse, potremo imporre una legge elettorale.
      Solo allora si potrà discutere confrontandoci con gli altri (anche se spesso li vediamo più virtuosi di quanto siano in realtà).
      E, comunque, nei ns 70 anni di leggi elettorali ne abbiamo avute un numero superiore alla somma delle leggi elettorali delle tre nazioni citate, forse a dimostrazione che per avere stabile governo serve altro (che non esita al mondo un sistema elettorale perfetto è matematicamente assodato).

      Non vorrei apparire un “cacciatore di scie chimiche” ma la politica oggi viene dominata dalla finanza (non per nulla le lobby economiche sono legali in Usa, da noi il Job Act ricalca i desideri di Confindustria) e credo che controllare due schieramenti (bipolarismo perfetto) sia il modo economicamente migliore per far sì che la finanza possa gestire la situazione (in fondo si tratta di affari economici e della pelle di altri – la storia UK ha molto da insegnare circa il rapporto tra “democrazia” e “colonialismo”).

      In questa legislatura (come in alcune delle precedenti) erano possibili comunque riforme a zero costo (le uniche sicuramente fattibili in mancanza di soldi). Le famose norme ad personam sono ancora al loro posto assieme al conflitto di interessi, ecc.ecc. L’ultimo caso, gli assegni agli ex parlamentari, approvato al ribasso (issimo). La causa? Grasso si consola dicendo: una logica opera di mediazione politica. Politica? Quanti cittadini/elettori sono interessati politicamente da questa scelta? Trattandosi di un provvedimento che recupera risorse economiche (poche o tante che siano) tutti i cittadini erano interessati. Ma trattandosi di un provvedimento che danneggia “gli eletti” (poche centinaia di persone che, pur in pensione, gestiscono ancora un portafoglio elettori/clienti) si sceglie la “mediazione politica”.
      Non ridicolo, penoso.
      Una nuova legge elettorale difficilmente influenza “cose del genere” sino a quando gli eletti sono (il nostro genere) di nominati ed hanno la maggioranza assoluta in Parlamento.
      Resta solo l’opzione della crescita di una forza elettorale consistente e di opposizione (leggi M5S) ma, pur con tutti i pregi dimostarti, non mi pare un’opzione democratica.
      Nel senso: tutti devono aver voce e non mi pare che M5S si adegui sempre al dialogo con gli “altri”. Non solo le grandi (spesso finte, da noi) opposizioni hanno il diritto di esistere ma anche le piccole e senza doversi annacquare in coalizioni omnicompresive tipo il nascente “Partito della Nazione” renziano.

      • Stiamo mettendo molta carne al fuoco: varie nazioni, etica, morale, sistema mediatico, legge elettorale, finanza, conflitti di interese, M5S e “Partito della Nazione”.

        Non era mia intenzione postulare una Grand Theory talmente ambiziosa da poter inglobare aspetti cosi’ differenti della vita di varie nazioni.

        Mi limitavo a notare che credo che un governo debba avere la possibilita’ di governare, e dunque che forse avere governabilita’ e governi di legislatura e’ meglio di avere scarsa governabilita’ e legislature con vari governi. Questa e’ la promessa dell’Italicum. (Ovviamente, come detto sopra, ha ragione anche Davide Vittori).

        Detto questo, mantengo la mia opposizione a questa legge che non mi piace ne’ per quello che prevede ne’, in chiave secondaria, per le pessime modalita’ con la quale, obiettivamente, e’ stata partorita.

        (Tra l’altro, a differenza dell’Italicum, non conosco un’altra legge elettorale che GARANTISCE la maggioranza assoluta ad un partito e/o lista e/o coalizione. Ovviamente molti sistemi favoriscono questo esito, ma non conosco altri sistemi che lo garantiscono. Questa, ovviamente, non e’ ragione sufficiente per bocciare l’italicum. Lo boccio per altre ragioni.)

  2. Tiziano says:

    … tanta la carne al fuoco, compresa la nostra.

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