Ignorerò l’odore del fango, il rimprovero della pioggia

I baffi di Frida Kahlo (primo verso) - Ashraf Fayad

Ignorerò l’odore del fango, il rimprovero della pioggia
e il tormento che da lungo tempo dimora nel mio petto.
Cercherò un giusto conforto per la mia situazione che non mi permette di descrivere le tue labbra come desidero,
non mi permette di far cadere gocce di rugiada sui tuoi petali rossastri,
né placa l’enorme smania che mi tormenta quando comprendo che non sei al mio fianco, ora,
e che non ci sarai neppure quando dovrò spiegare la mia condizione al silenzio…quel silenzio con cui la notte, sempre, mi punisce!
Dimostrami che la terra è silenziosa così come appare da lontano, e che tutto ciò che è accaduto tra noi non era altro che uno sgradevole imprevisto; no, non è possibile sia questa la conclusione!
**
Cosa pensi dei miei giorni che ho assassinato senza di te?
Delle mie parole che sono svanite in fretta,
della mia misera condizione,
delle sofferenze oramai sedimentate nel mio petto come alghe secche?
Ho dimenticato di dirti che mi sono abituato alla tua reale assenza,
che i desideri hanno smarrito la strada che li portava a te,
e che anche i ricordi han cominciato a svanire!
Io continuo ad inseguire la luce ma non è desiderio di vedere…le tenebre rimangono spaventose
anche se ad esse ci si abitua!
**
Ti bastano le mie scuse?
Le scuse per tutto ciò che accadeva mentre tentavo di giustificarmi
quando la gelosia si agitava in qualche angolo del mio petto,
quando la delusione distruggeva un nuovo giorno della mia triste vita,
quando ti ripetevo che la giustizia avrebbe continuato a soffrire per i dolori del ciclo mestruale,
e che l’amore è come un uomo impotente che sopravvive nell’autunno della vita…
**
Sarò costretto ad ingannare i ricordi
e mentirò dicendo che il mio sonno è tranquillo.
Distruggerò tutto ciò che resta delle domande…
quelle domande che han preso a cercare alibi per ottenere risposte convincenti,
dopo che tutta l’abituale punteggiatura è stata fatta crollare
per motivi strettamente personali!
**
Chiedi allo specchio di spiegarti quanto sei bella!
Spargi come polvere le mie parole ammassate,
respira profondamente, e ricorda quanto ti ho amata…
Come è possibile che ora la nostra storia sia diventata un semplice contatto elettrico
che stava per incendiare solo un enorme magazzino vuoto!

(I baffi di Frida Kahlo di Ashraf Fayadh, traduzione dall’arabo di Silvia Moresi, fonte: Libertà per il poeta palestinese Ashraf Fayadh …)

Una piccola nota a margine di questa poesia. Gli attentati terroristici di Bruxelles, ma non solo, vengono spesso affrontati proponendo l’omogeneità culturale occidentale contrapposta all’omogeneità culturale del mondo islamico.

Io sono, indubbiamente, occidentale ma sentirmi omogeneo culturalmente ai tanti “Salvini Gasparri E Togliete E Aggiungete Chi Volete Voi”, proprio lo rifiuto (e qualsiasi occidentale che legge queste righe, se in disaccordo con me, ha tutto il diritto di rifiutare di sentirsi culturalmente omogeneo a me).

Quindi: di cosa stanno cianciando coloro che fanno di tutta l’erba un fascio?

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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2 Responses to Ignorerò l’odore del fango, il rimprovero della pioggia

  1. “Quindi: di cosa stanno cianciando coloro che fanno di tutta l’erba un fascio?”

    Il Noi contro Loro e’ un concetto sociologico basilare. Ogni tribu’ possiede questo concetto (ma in qualche modo anche la maggior parte dei mammiferi, dai lupi ai delfini).

    In parole poverissime, durante un processo evolutivo lungo decine di milioni di anni il nostro cervello e’ diventato bravo a costruire categorie (mentali) massimizzando le similitudini tra i membri della categoria alla quale apparteniamo o crediamo di appartenere, e poi massimizzando la differenza tra questa categoria e un’altra categoria. Ad esempio, “noi juventini siamo cosi’, invece i milanisti sono in quest’altro modo”. Oppure, “noi occidentali siamo cosi’, invece gli orientali sono in quest’altro modo”. E tu finisci nella categoria “occidentale” insieme a Salvini, Hitler, Maradona, il papa e il mostro di Firenze, da contrapporre alla categoria “orientale” dove vengono inseriti Bin Laden, Gautama Buddha, il cantante di Gangnam Style, la prostituta di Buriram e l’imperatore giapponese.

    Il problema italiano e’ non tanto che nel 2016 ancora ci sono decine di milioni di persone che non riescono ad andare oltre a queste colossali generalizzazioni, ma che puttanate del genere arrivano ad infangare anche gli editoriali dei principali quotidiani.

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