Perché Black Lives Matter è giusto e All Lives Matter è sbagliato

black lives matter charlotte north carolina

Uomo con il viso coperto contro poliziotto con maschera antigas a Charlotte, North Carolina, dove tantissimi manifestanti sono scesi in strada per protestare contro la polizia, accusata di aver ucciso ingiustamente un afroamericano. 21 settembre 2016. Foto Shutter Anthem

Di fronte alla crescita del movimento Black Lives Matter tanti americani hanno avuto la bella idea di rispondere con lo slogan All Lives Matter. Ecco perché sbagliano


(Asiablog.it) — Chi critica il movimento Black Lives Matter (le vite nei neri contano) rispondendo All Lives Matter (tutte le vite contano) sbaglia.

Questo non significa che Black Lives Matter debba essere esente da critiche. Al contrario, ci sono decine di esempi di azioni e dichiarazioni di alcune frange del movimento, o di alcuni leader più o meno riconosciuti, che andrebbero discusse e criticate.

Per non parlare dei veri e propri crimini commessi da cani sciolti come Micah Johnson, il cecchino di Dallas, rispetto ai quali bisogna esprimere solo la più ferma e netta condanna.

Fatta questa dovuta premessa, torniamo al punto: è sbagliato uscirsene con All Lives Matter per mettere a tacere o sminuire l’importanza dello slogan e del movimento Black Lives Matter.

Ovviamente è vero che ogni essere umano è importante e tutte le vite contano allo stesso modo, indipendentemente dal colore della pelle delle persone. Questo è ovvio.

Ma dire che il movimento Black Lives Matter è inutile, insensato o sbagliato perché All Lives Matter equivale a dire che chi scende in piazza a vendere azalee per la lotta contro il cancro sbaglia perché “tutte le malattie contano”.

E’ ovvio che tutte le malattie sono importanti. Come è ovvio che la vita di chi si ammala o muore di Aids, diabete o malaria è importante quanto quella di chi si ammala o muore di cancro.

Ma le persone che scendono in piazza a vendere le azalee stanno cercando di fare qualcosa per risolvere uno, almeno uno, degli infiniti problemi dell’umanità. Ribattergli da dietro una tastiera che sbagliano perché mentre vendono le loro azalee per la ricerca contro il cancro ci sono un sacco di persone che muoiono di Aids, diabete e malaria è fare inutile benaltrismo che non risolve né un problema né l’altro.

Allo stesso modo, chi scende in piazza con Black Lives Matter non sta dicendo e nemmeno pensa che “ONLY Black Lives Matter”. Non dicono né pensano che SOLO le vite degli afroamericani sono importanti. Non stanno nemmeno dicendo che le vite degli afroamericani sono PIÙ importanti di quelle dei nativi americani, degli ispanici, degli asiatici, dei bianchi o di chiunque altro.

Black Lives Matter sta cercando di attirare l’attenzione pubblica sul problema, dimostrabile, dei pregiudizi delle forze dell’ordine e del sistema giudiziario statunitense nei confronti dei cittadini afroamericani.

Stanno denunciando la disparità di trattamento dei diversi gruppi etnici, la differenze economiche e di opportunità, il linguaggio e i pregiudizi dei media, tutte cose che una parte dell’America ancora non capisce, non vede, o si rifiuta di vedere.

In un paese come gli Stati Uniti d’America solo cercare di far passare questo messaggio è impresa assai difficile. Chi fa spallucce e cavilla sulla semantica rispondendo che Black Lives Matter sbaglia perché “tutte le vite contano” da una parte dice una banalità, dall’altra contribuisce alla perpetuazione del razzismo, della diseguaglianza e dell’ingiustizia.

Nel video qui sotto lo stesso concetto è spiegato con una simpatica metafora culinaria.

Fonte immagine: Counter Current News

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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