Cambogia: scoperta favolosa città perduta dell’Impero Khmer

IMG 6447 bis Cambogia: scoperta favolosa città perduta dellImpero Khmer

L'enigmatico volto di Avalokiteshvara nel tempio di Bayon, nel complesso di Angkor, in Cambogia. Il tempio, fatto costruire dal sovrano Jayavarman VII alla fine del XII secolo d.C., apre il cosiddetto terzo stile Khmer, o stile barocco; ciascuna delle 54 torri quadrangolari del tempio-montagna, che rappresentano le cime del mitico Monte Meru, è alta quasi 50 metri e porta scolpite quattro teste colossali rivolte verso i quattro punti cardinali. Si ritiene che i volti rappresentino il Bodhisattva Avalokiteshvara. Photo by Alessio Fratticcioli.

L’antica città di Mahendraparvata, fondata nel 802 DC agli albori del mitico Impero Khmer, era rimasta nascosta nella giungla cambogiana per un millennio. E’ stata localizzata da un gruppo di archeologi. Si tratta di una scoperta dall’eccezionale rilevanza storica.

BANGKOK (Asiablog) – I templi della citta’ medievale di Mahendraparvata, nascosti per secoli dalla vegetazione tropicale, torneranno presto alla luce. L’eccezionale scoperta e’ avvenuta grazie al lavoro di alcuni ‘Indiana Jones’ australiani. Gli archeologi hanno utilizzato il Lidar, che, applicato ad un elicottero, ha passato al setaccio le montagne cambogiane riuscendo a rivelare l’esatta posizione delle rovine dell’antica città. “Con questo strumento abbiamo potuto vedere chiaramente l’immagine di una città intera, straordinaria, di cui si conosceva l’esistenza solo da fonti scritte”, ha raccontato Damian Evans, direttore del centro di ricerca archeologica in Cambogia dell’Università di di Sydney. Analizzando i dati, gli archeologi hanno scoperto antichi canali, dighe, strade, e più di due dozzine di templi precedentemente non registrati e nei quali non si sono trovate tracce di saccheggi. ”Dai nuovi dati ora abbiamo anche la certezza che la città era collegata ad altri insediamenti urbani da strade, canali e dighe,” ha aggiunto Evans.

MAHENDRAPARVATA - Alcune famose epigrafi del complesso di Angkor parlano di un grande guerriero Khmer, Jayavarman II, che aveva Continue reading

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La pazienza dei bufali sotto la pioggia

bufalo La pazienza dei bufali sotto la pioggia

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Il titolo del libro di David Thomas mi ha colpito:  La pazienza dei bufali sotto la pioggia. Ci ho visto una fotografia che nelle campagne thailandesi si potrebbe scattare in un qualsiasi giorno di pioggia. La fotografia di un’umanità paziente che attende sotto la pioggia del monsone.

Chi attende ?
Cosa attende ? 
Ora non ha importanza saperlo. 
Ora piove e forse si attende solo che la pioggia cessi.

 

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La Cina guarda ad ovest: rinasce la Via della Seta

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La Via della Seta.

Per Via della Seta si intende un complesso sistema di vie di comunicazione che per secoli ha messo in contatto Occidente ed Oriente, estendendosi per circa 8.000 chilometri, dalla città cinese di  Chang’an (oggi Xian) fino a Roma. Su questa rotta viaggiavano non solo la seta, ma una quantità di merci in entrambe le direzioni ed anche idee; la Via della Seta fu un elemento fondamentale di scambio culturale e diffusione religiosa: dalla matematica al nestorianesimo, dalla geometria al buddismo. Continue reading

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Cartolina da Baan Ko Tha

Thai 26nov10 dic 2006 242d 31 768x1024 Cartolina da Baan Ko Tha

photo by tiziano matteucci

“Le fiabe non insegnano ai bambini che i draghi esistono, loro lo sanno già che esistono. Le fiabe insegnano ai bambini che i draghi si possono sconfiggere.”
(G.K. Chesterton)

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Cambogia: operai chiedono salari meno bassi, il fornitore Nike li licenzia

cambogia sciopero Cambogia: operai chiedono salari meno bassi, il fornitore Nike li licenzia

La polizia ha attaccato con violenza i lavoratori cambogiani in sciopero. Photo Reuters.

Circa 300 operai di un impianto tessile cambogiano che produce abiti per la Nike sono stati licenziati per aver partecipato a una serie di scioperi ed azioni di protesta

BANGKOK (Asiablog) – Migliaia di lavoratori dell’azienda taiwanese Sabrina Garment Manufactoring Corp, che produce abbigliamento sportivo per grandi marche internazionali, tra cui la Nike, erano in sciopero dalla fine di maggio per chiedere salari più alti. Al momento i 5000 operai dello stabilimento di Kampong Speu, a ovest della capitale Phnom Penh, vengono pagati secondo la retribuzione minima nazionale di 56 euro al mese. Erano in sciopero per ottenere un incremento di 10 euro volto a compensare le spese di trasporto e alloggio.

“DECISIONE ILLEGALE” – La decisione di licenziare gli operai è stata Continue reading

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Scrittori thailandesi tradotti in italiano (6)

Questo è il primo aggiornamento all’elenco di autori thailandesi tradotti in italiano che ho proposto in precedenti post.

viaggio del naga Scrittori thailandesi tradotti in italiano (6)

Il viaggio del Naga - Tew Bunnag - Ed. Metropoli d'Asia

L’editore Metropoli d’Asia ha pubblicato Il viaggio del Naga di Tew Bunnag.

I tre protagonisti del romanzo, ambientato a Bangkok, provengono da diversi ambienti sociali ma si trovano coinvolti assieme in eventi che trovano il loro culmine in quella che oggi potrebbe apparire una profezia: Bangkok travolta da un diluvio d’acqua, un alluvione come quella che ha inondato la città  nel 2011.

L’acqua, l’elemento purificatore nel buddhismo theravada ma anche del diluvio universale biblico. Ed anche nel romanzo l’alluvione è  Continue reading

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Armi convenzionali

armi Armi convenzionali

armi convenzionali - image wwwfuoribinario.org

Angela Kane, rappresentante Onu per il disarmo, lo definisce “non perfetto” ma il Trattato internazionale sul commercio di armi convenzionali firmato l’altro giorno a New York  viene comunque considerato “storico”.

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Leoni bianchi a Bangkok

thailandia bangkok leoni Leoni bianchi a Bangkok

Leoni bianchi a Bangkok, Thailandia, dopo la confisca della polizia thailandese di circa duecento animali ritrovati in un'abitazione privata. (Chaiwat Subprasom, Reuters/Contrasto)

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La Birmania e la violenza etnica, una democrazia che nasce male

birmania distruzione La Birmania e la violenza etnica, una democrazia che nasce male

A Meiktila, nella parte centrale della Birmania, negli scontri tra buddisti e musulmani sono state date alle fiamme e distrutte un migliaio di abitazioni, per lo piu' appartenenti a famiglie di religione musulmana. Photo by Brennan O'Connor/Al Jazeera.

Quello che la Birmania sta vivendo è un momento molto difficile. Dopo le elezioni del 2010 la giunta militare che regge il paese diede segni di apertura verso la democrazia liberale: venne allentata la censura, si permise la creazione di sindacati e, in un’ottica di riconciliazione, furono rilasciati oltre duecento prigionieri politici, tra i quali il premio Nobel Daw Aung San Suu Kyi. La Lega Nazionale per la Democrazia (NLD), il partito di opposizione guidato da Suu Kyi, ha poi dominato le elezioni suppletive del 1 aprile 2012, ottenendo 43 seggi sui 46 disponibili.

I recenti attacchi alla comunita’ musulmana rischiano di diventare un elemento chiave nel processo di trasferimento di poteri dalla giunta militare alla società civile. L’unità nazionale, in un paese dove un terzo della popolazione appartiene a minoranze etniche, potrebbe essere il fattore che incrina l’equilibrio tra il regime filo-militare e l’opposizione civile, nel contesto di un avvicendamento che in ogni caso non sembra essere possibile in tempi brevi. Nell’ondata di aggressioni alla minoranza musulmana, veri e propri pogrom che hanno causato decine di vittime, da più parti si è denunciata la connivenza di polizia ed esercito. Continue reading

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Italiano morto in Afghanistan: bisogna parlare di Guerra e Pace

I Soldati morti in Afghanistan Italiano morto in Afghanistan: bisogna parlare di Guerra e Pace

I 52 soldati italiani morti in Afghanistan prima di Giuseppe La Rosa, il bersagliere 31enne ucciso oggi.

E’ stato ucciso il 53esimo soldato italiano in Afghanistan. Che l’ennesimo sacrificio riapra il dibattito sulla necessità di ritirare le truppe italiane dall’Afganistan.

La vittima si chiamava Giuseppe La Rosa e veniva da Barcellona Pozzo di Gotto (Messina). L’attacco e’ avvenuto nella zona di Farah, dove qualcuno ha lanciato una bomba a mano dentro un “Lince”. È il 53° militare italiano ucciso in Afghanistan dal 2004.

Il fatto, tragico di per sé, come ogni morte, e particolarmente doloroso visto che riguarda un uomo di soli 31 anni, è ancora più difficile da digerire perché i rappresentanti delle gerarchie politico-istituzionali italiane, come d’abitudine, hanno immediatamente cominciato a recitare le solite cantilene, le stesse maledette banalità ripetute di volta in volta, morte dopo morte. Le dichiarazioni di questi uomini, ogniqualvolta un soldato italiano viene ucciso in guerra, sono ripetitive, formali, stucchevoli. Ci sono, immancabili, le « condoglianze », seguite a ruota dal « grandissimo dolore », la « profonda commozione », il « sacrificio lancinante », i « ragazzi che servono il nostro paese » e, ovviamente, la rabbia contro il nemico, i « talebani barbari terroristi ». Poi arrivano i minuti di silenzio, e infine i funerali di Stato. E magari finisce che ci scappa qualche lacrima di coccodrillo, in genere davanti a una telecamera. Poi tutto finisce li, fino al prossimo morto, e allora la giostra riparte.

Ma non e’ facile digerire queste dichiarazioni, perche’ Continue reading

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Cina: 5 strade per la Democrazia

CINA 1989 AFP Cina: 5 strade per la Democrazia

2 giugno 1989, centinaia di migliaia di cittadini cinesi radunati in Piazza Tienanmen per chiedere democrazia. Photo by Catherine Henriette/Agence France-Presse — Getty Images.

Pubblichiamo un articolo di Simone Pieranni, scritto per China-Files il 5 marzo 2013.

La dittatura del proletariato volge al termine. Sarà un processo più o meno rapido e più o meno doloroso a seconda delle scelte politiche che verranno attuate. Secondo il commentatore politico Minxin Pei la Cina è di fronte a cinque possibilità che vanno dalla transizione pacifica alla rivoluzione. La sua analisi.

DI SIMONE PIERANNI (@simopieranni)

Minxin Pei è un esperto di “governance” cinese e di relazioni tra Cina e Stati Uniti, nonché professore al Claremont McKenna College e senior fellow al German Marshall Fund in Usa. Scrive su molte e importanti riviste mondiali e qualche giorno fa sul The Diplomat ha esposto “cinque modalità” attraverso le quali la Cina potrebbe diventare, nei prossimi 15 anni, una democrazia a tutti gli effetti. Il suo articolo sta suscitando grande attenzione internazionale in ambito accademico e politico, perché arriva proprio nel momento in cui la Cina ha effettuato il suo cambio di leadership e aspira a riforme e cambiamenti che potrebbero determinare una svolta storica nella sua millenaria vita. Come, i modi, le conseguenze, sono tutti da decifrare e Minxin Pei indica cinque possibilità da grande conoscitore della Cina, dei totalitarismi e della scienza politica. Innanzitutto, secondo Minxin Pei, ci sono due motivi generali che negli ultimi quarant’anni hanno portato alla caduta di varie forme di regime totalitario (il professore fa gli esempi di Russia, ma anche Messico e Taiwan, specificando che la durata media di un regime è di 74 anni: in Cina il Partito Comunista è al potere da poco più di 60). Il primo motivo è il progressivo decadimento della logica autoritaria, depotenziata dalla debolezza di una classe dirigente che fatalmente invecchia, liberando il campo a carrieristi non ideologizzati, il cui contributo sarà solo e soltanto quello di accelerare il processo di morte per corruzione e male affare. Il secondo motivo sarebbe quello relativo ai cambiamenti socio economici – urbanizzazione, crescita classe media, opinione pubblica che chiede nuovi standard di vita – che alla lunga portano ad una “naturale”, secondo Minxin Pei, richiesta di democrazia.

PRIMO MODO: HAPPY ENDING - Secondo Minxin Pei Continue reading

pixel Cina: 5 strade per la Democrazia
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