Primo Maggio, il blues del lavoratore

C’è una sera nebbiosa che scende sulla città
e la luce delle stelle si riverbera ai margini del torrente
Il potere d’acquisto del proletariato è andato a fondo
Il denaro sta diventando sempre più vuoto e scarso
Già, il luogo che amavo è solo un dolce ricordo
È un nuovo sentiero quello che abbiamo tracciato
Ci dicono che i salari bassi sono una realtà
se vogliamo competere con l’estero
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Fotografare insetti in Laos

Asia Laos libellula che mangia Lee Yang Young Lao Photographers

Foto Lee Yang © Young Lao Photographers

Il mio nome è Lee Yang. Sono di etnia Hmong, ho 21 anni e sono il secondo di 6 fratelli.

Scattare fotografie è una buona idea per questa nuova generazione perché può aiutarci ad acquisire esperienza e superare la nostra timidezza. La maggior parte della gente pensa che scattare foto è facile, ma io penso che sia molto difficile perché si deve prestare molta attenzione e usare la propria immaginazione.

Mi piace fotografare l’ambiente. Sono davvero curioso di vedere insetti di vario tipo, come vivono, che cosa stanno cercando e come cambiano in ogni stagione. Cerco di scattare foto quando stanno facendo qualcosa, quando dormono, si rilassano, mangiano … mi piace molto quando gli alberi fioriscono e ci sono diversi tipi di farfalle e insetti …

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Bangladesh, uccisa la voce della comunità LGBT

Rivendicazione di Ansar al-Islam: «attacco benedetto da Dio». Si allunga la scia di sangue del fanatismo religioso

(Asiablog.it) — L’attivista per i diritti dei gay Xulhaz Mannan e l’attore di teatro Tanay Majumder sono stati uccisi a coltellate lunedì 25 aprile a Dacca, la capitale del Bangladesh, da sei uomini che hanno fatto irruzione nell’appartamento in cui si trovavano.

Mannan, 35 anni, lavorava per US Aid ed era il fondatore di Roobpaan, l’unica rivista bengalese che si occupa dei problemi della comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali e transessuali). Fuggendo dalla scena del delitto gli assassini avrebbero gridato “Allahu Akbar, Dio è grande”.  Continue reading

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Canone Rai e residenti all’estero

RAI

Da quest’anno il canone Rai verrà addebitato tramite il fornitore di energia elettrica.

I cittadini italiani residenti all’estero che hanno un’abitazione in Italia – se allacciata alla fornitura d’energia elettrica – devono pagare il canone RAI solo se sono presenti apparecchi televisivi all’interno dell’abitazione.

Se nell’abitazione non ci sono apparecchi televisivi devono presentare, entro il 16 maggio, l’apposita dichiarazione sostitutiva (scaricabile qui) che potrà essere inoltrata sia con raccomandata/ricevuta di ritorno che online come indicato nell’apposito provvedimento dell’Agenzia delle Entrate.

Rispetto al passato la dichiarazione mendace di non avere alcun apparecchio tv è punibile penalmente dagli 8 mesi ai 4 anni di carcere.

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Thailandia, Prasat Phra Vihan ovvero il tempio cambogiano di Preah Vihear in scala 1:10

Preah Vihear sul retro di una banconota cambogiana

Il complesso monumentale di Preah Vihear – retro di una banconota cambogiana

Il complesso monumentale di Preah Vihear, sito al confine tra Cambogia e Thailandia, si stende lungo il dorso di una montagna che finisce a strapiombo sulla vallata cambogiana. Il confine tra le due nazioni asiatiche, se seguiamo la logica dello spartiacque naturale, farebbe ricadere Preah Vihear in territorio thailandese. Nonostante questo, in epoca coloniale, il confine venne tracciato in modo che rientrasse nel territorio cambogiano.

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La fotografia e il suo significato

Fotografia e società, Giséle Freud

Fotografia e società, Giséle Freud

Un giorno, feci tutta una serie di fotografie, prendendo come bersaglio un agente di cambio. Ora sorridente, ora angosciato, asciugandosi il viso rotondo, esortava il pubblico con grandi gesti.

Inviai le fotografie a diverse riviste illustrate con il titolo anodino Istantanee della borsa di Parigi. Qualche tempo dopo ricevetti i ritagli di un giornale belga e quale fu la mia sorpresa nel vedere le mie fotografie accompagnate da un grosso titolo: Rialzo della Borsa di Parigi, alcune azioni raggiungono prezzi favolosi.

Grazie a sottotitoli ingegnosi, il mio innocente servizio acquistava il sapore di un avvenimento finanziario.

Lo stupore per poco non mi paralizzò quando qualche giorno dopo ritrovai le stesse fotografie in un giornale tedesco, questa volta con il titolo Panico alla Borsa di Parigi, fortune crollano, migliaia di persone rovinate.

Era evidente che le due pubblicazioni avevano dato alle mie fotografie un significato diametralmente opposto, che rispondeva alle rispettive intenzioni politiche. L’obiettività di un’immagine è soltanto un’illusione. Le didascalie che la commentano possono mutarne radicalmente il significato.

(Fotografia e società, Giséle Freud, Einaudi 1976da Le idee della fotografia. La riflessione teorica dagli anni sessanta a oggi, Claudio Marra – Ed. Bruno Mondadori)

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La Resistenza delle Donne

Prosperina Vallet (1911-1998), nata ad Aymavilles, Valle d'Aosta, partigiana nella formazione autonoma Vertosan

Prosperina Vallet (1911-1998), nata ad Aymavilles, Valle d’Aosta, partigiana nella formazione autonoma Vertosan, insieme al compagno Rino Mion, detto “Fulmine”. La foto dovrebbe risalire al novembre del 1944.

Le donne nella Resistenza furono 100mila, delle quali 4653 furono arrestate, torturate e condannate. 2750 furono deportate. 623 morirono fucilate o cadute in combattimento. Alle donne furono assegnate 19 medaglie d’oro al valore militare, di cui 15 alla memoria.

La Resistenza rappresentò per le donne la conquista della cittadinanza politica.

Alcune delle donne martiri della Resistenza hanno conosciuto violenze inenarrabili prima di essere uccise. Così Irma Bandiera (1915-1944), staffetta e membro della VII Gap a Bologna; arrestata, torturata, accecata, infine uccisa a mitragliate dai tedeschi per non aver parlato; così Gabriella Degli Esposti (1912-1944), contadina comunista di Castelfranco Emilia, madre di due bambine piccole, responsabile dei Gap, organizzatrice di proteste delle donne per il pane; arrestata e torturata, fucilata (dopo essere stata squarciata – era incinta – e aver avuto i seni tagliati); così Anna Maria Enriques Agnoletti (1907-1944), di padre ebreo, fiorentina benestante, impiegata alla Biblioteca vaticana. Dopo esser stata battezzata nel 1938, entrò a Firenze nel partito cristiano-sociale. Arrestata, venne torturata e poi fucilata. Così ancora Natalina Vacchi (morta a Ravenna nel 1944), comunista dal ’42, salvatrice di Arrigo Boldrini l’8 settembre, poi staffetta e responsabile dei servizi sanitari, catturata e impiccata, lasciata penzolare per giorni dalla forca. E non si dimentichi Clorinda Menguzzato, contadina trentina, staffetta e infermiera nella Brigata «Ghirlanda» della Divisione Gramsci: catturata dai tedeschi fu sottoposta a ogni genere di sevizie, violentata a più riprese, fatta azzannare da cani, pur di strapparle informazioni sulla dislocazione delle basi partigiane in Valsugana. Non parlò e fu infine fucilata il 10 ottobre 1944: aveva soltanto 19 anni. (Giorgio Vecchio, “La resistenza delle donne”, pagg. 31-36)

Ha raccontato Tina Anselmi:  Continue reading

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Italia – 25 aprile 2016

25 aprile 2016

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Thailandia – Phuket, gli zingari del mare Urak Lawoi

nifield23 - 71 year old Urak Lawoi community leader Ngim Damrongkaset and old pictures of the earliest Urak Lawoi to get Thai IDs. At Rawai beach, Phuket, Thailand##########Nil##########NIRMAL GHOSH

Nadeem Damrongplasit, un uomo di etnia Urak Lawoi, con vecchie foto delle prime persone del suo popolo ad ottenere documenti di identità tailandesi – foto Nirmal Ghosh, The Straits Times.

Gli Urak Lawoi sono un gruppo etnico proto-malese che vive al largo delle foreste marine e costiere lungo le coste del Myanmar e della Thailandia, ai margini orientali del Mare delle Andamane.

In lingua thailandese sono conosciuti come Chao Lay (ชาวเล), popolo del mare o zingari del mare, per via del loro stile di vita nomadico praticato in mare. Il termine include anche le etnie Moken e Moklen, una distinzione tribale che deriva dalla lingua parlata. Continue reading

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La luce e l’ombra, il bianco e il nero, il passato e il futuro, l’umanità e la divinità

Vocazione di San Matteo, Caravaggio

Vocazione di San Matteo, Caravaggio

«… il quadro di un genio che con un solo segno cambia le arti figurative mondiali. La luce e l’ombra, il bianco e il nero, il passato e il futuro, l’umanità e la divinità.

Prima di capire che in Vocazione di San Matteo il raggio di sole che entra dalla finestra non illumina assolutamente nulla c’è voluto tempo. Il tempo di imparare che, anche al cinema, le cose non sono mai come sembrano, ma come tu vuoi che siano rappresentate».

(Vittorio Storaro intervistato da Malcom Pagani e Fabrizio Corallo, il Fatto quotidiano 17/04/2016)
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Nepal, arriva il lattaio

The Milkman Cometh di Amitabh Joshi

The Milkman Cometh di Amitabh Joshi

Il 25 aprile 2015 un terremoto di magnitudo 7,8 ha ucciso più di 8.000 persone in Nepal e ha fatto 5 miliardi di dollari di danni. Un anno dopo il terremoto in migliaia sono ancora senza casa.

Quel giorno la casa di Kedar Phuyal e sua moglie Bimala, costruita con le loro mani, è crollata, quasi schiacciando la loro figlia, Sati Devi. La comunità arrivò in soccorso per estrarla dalle macerie e lei uscì indenne.

Phuyal e la sua famiglia si sono trasferiti in un piccolo capannone a poche centinaia di metri dai resti della loro vecchia casa a Phuyalthok, un pittoresco villaggio alla periferia della capitale, Kathmandu. Phuyal appartiene ad una antica stirpe di lattai.

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