Migranti, ognuno ha la sua storia

Internazionale - copertina del n.1118

«Questa settimana Internazionale ha quattro diverse copertine: quattro ritratti scattati in Germania da Susie Knoll. A qualcuno capiterà la copertina con Amany, una ragazza di vent’anni scappata dalla Siria. Ad altri quella con Abdal Aziz, 32 anni, arrivato dalla Libia, dove faceva il pittore. C’è chi troverà la copertina con Moayad, 45 anni, giordano, arrivato in Germania dopo aver girato diversi paesi. E chi quella con Yonas, 25 anni, che in Eritrea faceva il maestro di scuola. È un modo per ricordare che i migranti sono tutti diversi, e ognuno ha la sua storia.»

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Dal profondo sud della Thailandia. Waeng in Love: dove la violenza nutre la natura

Il mare di nebbia, quando il sole sorge sopra l'Hala-Bala Wildlife Reserve. Foreste ricche e lussureggianti dove gli amanti della natura vanno per scattare foto e osservare i buceri - foto Prachatai

Terza ed ultima parte dell’articolo intitolato: Interrupted normalcy of everyday lives in Thailand’s restive Deep South di Thaweeporn Kummetha, pubblicato da Prachatai English il 31/08/2015.

Il distretto di Weang in provincia di Narathiwat è ben lungi dall’essere una località moderna e sviluppata.
Il 7 Eleven locale è stato aperto non molto tempo fa, non ci sono distributori di benzina e alberghi. A differenza di  Saiburi,  Waeng è uno dei distretti con un indice molto basso di violenze, in questo simile ad altri distretti di confine. Tuttavia gli abitanti qui sono comunque sotto la pressione dalla violenza circostante.

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Dal profondo sud della Thailandia. Saiburi Looker: forgiare amicizie all’interno di un territorio pericoloso

In questo 7 Eleven di Saiburi sono state costruite pareti bunker per proteggersi dalle esplosioni – foto Prachatai.

Seconda parte dell’articolo: Interrupted normalcy of everyday lives in Thailand’s restive Deep South di Thaweeporn Kummetha, pubblicato da Prachatai English.

L’ultima volta che il distretto di Saiburi, in provincia di Pattani, è apparso tra le ultime notizie è stato il 25 luglio 2015, quando una bomba è esplosa nel quartiere cinese. La bomba ha provocato la morte di un soldato, che era di guardia a dei monaci, e la morte di un monaco. Gravemente feriti  un altro monaco, due soldati e due locali. Nel 2009, un’altra bomba era esplosa nello stesso quartiere, colpendo buddisti thai, sino-thai, musulmani ed agenti di sicurezza. Continue reading

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L’(a)normale vita quotidiana nel profondo sud della Thailandia

Posto di blocco - Foto di Muhammad Duraemae

Prima parte dell’articolo: Interrupted normalcy of everyday lives in Thailand’s restive Deep South, di Thaweeporn Kummetha, pubblicato da Prachatai English.

I frequenti posti di blocco militari sono l’esempio di un elemento inizialmente invadente che è diventato comune nella vita quotidiana del profondo sud.
Questi posti di blocco ostruiscono un’intera corsia della strada e le auto vengono incanalate nella corsia libera. Ai posti di blocco viene esposto un grande cartello con le indicazioni delle procedure da seguire: “accendere le luci interne dell’auto e abbassare i finestrini”, in modo che i militari possano vedere chiaramente all’interno del mezzo.

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Lettera da Buenos Aires del 13 Aprile 1959

Fratello e tutti carissimi, in questa stessa data, in un vapore di scartamento ridotto chiamato “ Indiana”, nel porto della bella Napoli, imbarcavo con destino a qusta terra con la testa piena di illusioni, e il cuore gonfio di amarezza, senza immaginare, nemmeno per sogno, che potrebbero trascorrere trenta anni fin oggi, lontano da voi tutti. Che fare? L’uomo progetta… il destino poi fa le cose.

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Lo spettro dei barbari. Adesso e allora (Zygmunt Bauman)

L'arrivo degli Unni a Roma - Ulpiano Checa, 1887

«Gli antichi Greci coniarono il termine “barbaros” per indicare tutti quei popoli che abitavano le terre circostanti, ma che non parlavano greco. I popoli chiamati “Barbari” non erano necessariamente peggiori, inferiori o “meno umani” di coloro che così li definivano. Erano semplicemente diversi. Erano non-Greci. Non come “noi”, gli Ellenici. E come potevamo “noi”, gli Ellenici, sapere che non erano come “noi”? Perché non eravamo sicuri che loro avrebbero capito quello che desideravamo dirgli, esattamente come noi non eravamo – non potevamo essere – sicuri di quello che avrebbero voluto dirci. In poche parole, noi, i Greci, e loro, i Barbari, non potevamo comunicare, non eravamo particolarmente entusiasti di parlare con loro. Una volta affermato, questo sospetto si è dimostrato auto-perpetuante: non fidandoci sufficientemente dei Barbari da sentirci a nostro agio in loro presenza, abbiamo anche avuto poche o nessuna possibilità di sottoporre il nostro sospetto a una verifica (per non parlare della possibilità di respingerlo).»

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Popoli Migranti: l’uso del linguaggio per preparare i genocidi

“L’estrema soluzione” della Destra per il Polesine, da La Voce, 15 sett. 2011

«Voi eravate pienamente consapevoli del potere delle parole e avete usato la radio e i mezzi di comunicazione per disseminare odio e violenza. Senza machete, armi da fuoco o di altro genere avete causato la morte di migliaia di civili innocenti»

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Malesia, protesta Bersih 4.0 contro il premier accusato di corruzione: Kuala Lumpur si tinge di giallo

Bersih 4.0

Bersih 4.0. Foto Malaysiakini

650 milioni di euro sul conto corrente del primo ministro: 65mila malaysiani protestano in piazza

KUALA LUMPUR (Asiablog) – Slogan, canti, balli, comizi e tante magliette gialle nei due giorni di protesta nel centro della capitale Kuala Lumpur per chiedere le dimissioni del primo ministro, Najib Razak, accusato di corruzione. Bersih 4.0 è la quarta manifestazione organizzata dal gruppo “Bersih”, che in lingua malese significa “pulito”, dopo quelle del 2007, 2011 e 2012. Bersih, che ha come simbolo il colore giallo, è una coalizione di decine di organizzazioni non governative che chiedono elezioni libere e trasparenti e di porre un freno alla dilagante corruzione politica.

CLAN NAJIB – Secondo gli attivisti di Bersih il simbolo della Malaysia da cambiare è Najib Razak. Primo ministro dal 2009, Najib appartiene alla famiglia politica più importante del Paese. Suo padre è stato il secondo primo ministro della Malaysia, che ha ottenuto l’indipendenza dal Regno Unito nel 1957, e suo zio è stato il terzo. Entrato in parlamento a soli 23 anni, Najib ha ricoperto tutti i ruoli più importanti nello United Malays National Organisation (Umno), il partito che ha guidato ininterrottamente il Paese dal momento dell’indipendenza, e poi a livello istituzionale.  Continue reading

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Migranti che hanno osato sognare troppo

Fiori gettati nel Mediterraneo vicino Nizza, in Francia, per ricordare i migranti che sono annegati raggiungendo l'Europa - Credit: Valery Hache

Così come oggi tanti anni fa
mandate a dire all’imperatore
che tutti i pozzi si sono seccati Continue reading

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Palestina, video shock: soldato israeliano e bambino palestinese

Nel video si vede un soldato dell’esercito di occupazione israeliano che maltratta un minorenne con un braccio ingessato durante gli scontri avvenuti nei pressi del villaggio palestinese di Nabi Salih, in Cisgiordania, a 20km dalla capitale amministrativa palestinese di Ramallah, venerdì 28 agosto 2015.  Continue reading

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Thailandia, arrestato un uomo per l’attentato di Bangkok

Adem Karadag bangkok

Adem Karadag, cittadino turco arrestato a Bangkok in relazione all'attentato terroristico del 17 agosto 2015.

Arrestato un 28enne di nome Adem Karadag: nel suo appartamento materiali esplosivi e 10 passaporti

(Asiablog) – La polizia di Bangkok ha annunciato di aver arrestato un uomo in relazione all’attentato che ha ucciso 20 persone nella capitale thailandese quasi due settimane fa. Si tratterebbe di un cittadino turco 28enne di nome Adem Karadag, arrestato a Nong Jok, nella periferia di Bangkok. Continue reading

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