Ségolène Royal, il futuro rosa della Francia?

di Alessio Fratticioli

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 In aprile Ségolène Royal ha per la prima volta affermato che “se le cose continueranno così” probabilmente sara’ la candidata socialista per le elezioni presidenziali 2007. Secondo gli ormai noti canoni della moderna politica mediatica, che sembrano oramai imperare Oltralpe in modo non dissimile dal nostro Stivaletto, la popolarissima Ségolène ha dato l’annuncio in diretta TV. Era appena stato letto un sondaggio in cui il 52% degli intervistati si dichiarava per la Royal, contro il 47% che si esprimeva a favore di Sarkozy, uno dei pochi politici di destra a non farsi travolgere dalla decomposizione del sistema chiracchiano. Solo qualche mese prima tutti i sondaggi davano Sarkozy in vantaggio. La Royal, fino a quel momento prudente, ha deciso allora di uscire dalla sua riservatezza ed affermare che se i sondaggi continueranno ad esserle favorevoli si sentirà in dovere di presentare la sua candidatura per battere le destre.
Ma chi é Ségolène Royal?
Madame Royal, 52 anni portati benissimo, dalla fine degli anni 70 è la compagna di Francois Hollande, l’attuale segretario del Partito Socialista (PS), dal quale ha avuto quattro figli.
Ségolène nasce in Senegal, figlia di un colonnello dell’artiglieria. Compie poi tutti i suoi studi in Francia, dove studia prima economia, si diploma poi in Scienze Politiche a Parigi e infine integra i suoi studi con un altro diploma, nel 1980, nella prestigiosissima Scuola Nazionale di Amministrazione (ENA).
Nel 1982 si ritrova a lavorare all’Eliseo, dove svolge il ruolo di consigliere tecnico del segretariato generale della Presidenza della Repubblica, prima per lo sport e la gioventù, poi agli affari sociali. Nel 1988 viene eletta deputato. Svolge il ruolo di Ministro dell’Ambiente (1992-1993) e di Ministro delegato all’Insegnamento Scolastico (1997-2000) nel Governo Jospin, dove si distingue in particolare per la legge che mette a disposizione la pillola del giorno dopo, gratuita, in tutti i licei francesi.
Assume poi l’incarico di Ministro delegato alla Famiglia (2000-2002), mettendosi ancora in evidenza per una legge che istituisce il congedo di paternità (ogni neo-papà ha diritto a 11 giorni di congedo pagato, 18 in caso di nascite gemellari), per una che semplifica le adozioni internazionali e una severa legge contro la pedopornografia.
Nel 2004 é eletta presidente della regione Poitou-Charentes, che cumula al suo ruolo di deputato all’Assemblea Nazionale.
Forte di una carriera di tutto rispetto oggi Ségolène Royal si pone un nuovo obiettivo, il più difficile: L’Eliseo.
Nonostante i sondaggi favorevoli dovrà però attendere il mese di Novembre, quando i 130mila iscritti al PS sceglieranno tra vari candidati il migliore rappresentante degli ideali socialisti alle Presidenziali del 2007. Tra i candidati probabilmente figureranno gli ex primi ministri Jospin e Fabius e gli ex ministri Jack Lang e Strauss-Kahn. Il segretario Hollande invece verosimilmente si farà da parte per appoggiare la candidatura della sua compagna.
Molti chiedono anche che il candidato della gauche all’Eliseo venga scelto con primarie a l’italienne, cioé come quelle, aperte non solo ai militanti ma a tutti i simpatizzanti, che in Italia hanno indicato Prodi come leader della coalizione di centrosinistra. Questo sistema probabilmente farebbe aumentare le chances della Royal, probabilemente piu’ amata tra i normali cittadini che tra quelli impegnati politicamente nel PS.
Intanto Ségolène da mesi lavora instancabilmente alla sua immagine di presidenziabile, spostandosi senza sosta per tutto l’Esagono per partecipare a incontri, comizi e conferenze. Allo stesso tempo si è resa protagonista di una sovraesposizione mediatica senza precedenti per essere “candidata alla candidatura” di un partito per le presidenziali.
Nonostante il suo protagonismo per molti mesi la Royal ha preferito rimanere sul vago riguardo ai programmi, scegliendo di non prendere posizioni trancianti, a costo di sembrare indecisa o senza idee, o di prestare il fianco alle accuse di populismo, dichiarando di essere invece in “una fase di ascolto, osservazione, expertise” e sostenendo la causa della «democrazia partecipativa», interessante esperimento di un programma da fare con la partecipazione di tutti i cittadini, che nel suo sito internet (che si presenta con simpatico sfondo di nuvolette bianche su cielo azzurro, che dona a un osservatore italiano una strana sensazione di déjà vu) possono liberamente scrivere e proporre istanze, nuove idee o soluzioni ai problemi.
Persino i suoi rivali all’interno del PS l’hanno accusata, più o meno apertamente, di nascondere con il suo charme e la sua femminilità la mancanza di un programma preciso. Ancora oggi Ségolène resta un mistero anche per molti compagni di partito, che si chiedono quali siano le sue posizioni sui temi chiave. Uno dei suoi maggiori oppositori interni, l’ex ministro dell’economia Strauss-Kahn, in un’intervista televisiva recentemente ha voluto sottolineare come su molti temi la Royal sia più conservatrice di lui, evidenziando in particolare l’opposizione di Ségolène al matrimonio tra omosessuali. I socialisti più critici hanno affermato che Ségolène é come il film sul Codice Da Vinci: la promozione é ben fatta, ma il prodotto é deludente.
Fino ad oggi la strategia mediatica della Royal é stata di una semplicità estrema: fare ciò che gli altri non fanno e non fare ciò che gli altri fanno. La forza della Royal infatti é stata proprio la sua differenza, il parlare di valori più che di economia, presentandosi come moralizzatrice di una politica corrotta e delegittimata dalle proteste di piazza e dagli scandali. La Royal ha cercato di non pronunciarsi su temi controversi, rivendicando il diritto di non avere risposte a tutto. Infine Segolene Royal ha capito, anche per via di un attento studio dell’azione politica della Bachelet che é andata ad incontrare in Cile, che in politica essere una donna tra concorrenti maschi non è più per forza un handicap. Di conseguenza ha preso la decisione di giocarsi fino in fondo tutta la sua femminilità, valorizzando il suo corpo con vestiti aderenti e tacchi a spillo, ma allo stesso tempo non dimenticando di proiettare un’immagine materna e tranquillizzante.
Posizioni originali gli sono valse l’interesse e il favore dei media, molto interessati a ciò che è, o sembra, nuovo e differente. A sua volta la grande presenza sui media ha favorito la convergenza fra questa donna e una larga parte della società francese: oramai Ségolène Royal incarna, a torto o ragione, le aspirazioni di una buona parte dei francesi per una società differente, rassicurandoli pero’ sulla perennità di valori universali come la famiglia: «é una mamma che vi parla», ama ripetere senza imbarazzo nei suoi discorsi, mentre in una sua biografia da poco pubblicata si legge addirittura che Ségolène «offre una rivincita a tutte le mamme della Francia».
Nonostante oggi sia in vantaggio nei sondaggi (secondo gli ultimi sarebbe addirittura al 59%) e si trovi sulla cresta dell’onda non ci sono pero’ certezze. Il rischio potrebbe essere quello di apparire come la candidata dei media, e quindi dell’establishment. Inoltre le elezioni presidenziali del 2002, come pure il referendum sulla Costituzione europea del 2005, hanno ben mostrato fino a che punto i francesi sono in grado di smentire i pronostici.
Per la Royal si avvicina il momento in cui dovrà esprimersi chiaramente sui temi principali della politica francese, e ciò potrebbe rappresentare per lei un bivio particolarmente insidioso: se vorrà conservare la sua originalità rischierà di trovarsi ai ferri corti con il suo partito, mentre se si limiterà a far suo, come ha recentemente affermato, il programma che i socialisti adotteranno negli Stati Generali di giugno, allora rischierà di alienarsi le simpatie trasversali che ha attirato durante gli ultimi mesi.
Intanto ha affermato che se fosse eletta formerebbe un Governo senza nessun ex ministro e dove i due sessi saranno rappresentati in modo paritario, come nei Governi Bachelet e Zapatero, mentre il suo website partecipativo, che continua a registrare un gran numero di accessi quotidiani, ha un nome che è tutto un programma: www.desirsdavenir.org, desiderio, voglia di futuro.

(30 Maggio 2006)

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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