Cambogia: bellezze mutilate, sfruttamento o coraggio?

Miss Landmine, il concorso di bellezza per ragazze colpite da mine, sbarca nel paese asiatico. E crea molte polemiche.

La Cambogia e’ il paese al mondo piu’ devastato dalle mine antiuomo insieme all’Angola e all’Afghanistan. Il piccolo paese del sud-est asiatico, che fino agli anni cinquanta nonostante la poverta’ era considerato una piccola isola felice, e’ stato poi negli anni sessanta progressivamente inghiottito dalla guerra del Vietnam, destabilizzato dai bombardamenti segreti statunitensi e dal colpo di stato favorito dalla CIA che nel 1970 esilio’ il popolarissimo principe Sihanouk. In particolare, i bombardamenti a tappeto di intere aree rurali, voluti dal segretario di Stato americano Kissinger, causarono centinaia di migliaia di vittime e un numero enorme di profughi interni, gettando masse di diseredati nelle braccia dei guerriglieri comunisti, i celeberrimi khmer rouge di Pol Pot. Secondo i piu’ autorevoli storici, come ad esempio Ben Kiernan, “l’intervento americano e’ stato probabilmente la causa principale della presa del potere da parte di Pol Pot”.

UN PO’ DI STORIA – Senza le bombe americane, il colpo di stato e l’esilio del semidivino principe Sihanouk, la Cambogia non sarebbe scivolata all’inferno. Ma la Storia non si fa con i se e con i ma. I Khmer Rouge presero il potere il 17 aprile del 1975 e il loro regime totalitario in meno di quattro anni si rese colpevole del genocidio di circa un quarto del popolo cambogiano. Nel gennaio del 1979 i vietnamiti invasero il paese, liberando Phnom Penh dai khmer rouge, che si ritirarono nelle foreste al confine con la Thailandia, da dove continuarono ad insidiare con attacchi terroristici la popolazione civile e il nuovo governo filo-vietnamita. La guerra civile tra governo cambogiano e guerriglieri di Pol Pot termino’ solo nel 1998, quando gli ultimi khmer rouge deposero le armi. Armi, detto per inciso, provenienti soprattutto dalla Cina ma anche, udite udite, degli Stati Uniti di Carter, Reagan e Bush (che inviarono pure consiglieri militari) e della Gran Bretagna tatcheriana, fieramente anticomunisti a parole ma che di fatto hanno appoggiato i piu’ terribili, violenti, fanatici e genocidi guerriglieri comunisti della storia dell’umanita’ – i khmer rouge di Pol Pot. Il tutto per continuare a combattere indirettamente i vietnamiti, che rimasero col loro esercito in Cambogia dal 1979 al 1989.

DOPO LA GUERRA, LE MINE – In 30 anni di guerre, in Cambogia e’ stato distrutto tutto: case, strade, ospedali, templi, chiese, moschee, banche, esseri umani, la cultura, la psiche e la fiducia stessa delle persone. Ma se la guerra civile e’ terminata, la morte non ha smesso di infestare le risaie di questo paese indocinese. Ogni palma e’ la dimora di un fantasma – dicono i contadini khmer. Decine di migliaia di cambogiani sono morti o hanno perso una parte del loro corpo a causa delle mine antiuomo, dei codardi esplosivi sparsi come semi velenosi nel tranquillo paesaggio delle campagne cambogiane durante decenni di guerre, ordigni che non distinguono i soldati nemici dai bambini che giocano; bombe che continuano ad esplodere, uccidere e mutilare anni dopo la fine delle ostilita’. Si stima che in Cambogia le mine sepolte siano ancora tra uno e sei milioni. La meta’ dei villaggi cambogiani sono a pericolo mine. Ma i contadini non possono aspettare per sempre. Devono mangiare e per mangiare devono lavorare i campi. A rischio di pestare ordigni inesplosi. Anche nel 2008 sono state circa 200 le vittime delle mine. Un numero comunque minore alle 350 vittime del 2007, le 450 del 2006 e le 850 del 2002. I numeri vanno via via migliorando per il fatto che le mine con il tempo si deteriorano facendo diminuire la capacita’ esplosiva.

QUELLA ONG COSI’ CONTROVERSA – Questa e’ la Cambogia, un paese che ancora oggi lotta contro le cicatrici materiali e psicologiche di conflitti passati. All’interno di questo quadro e’ nata l’idea di un regista teatrale e cinematografico norvegese di nome Morten Traavik. Traavik ha creato l’Ong Miss Landmine con lo slogan “tutti hanno il diritto di essere belli”. L’ong ha dato vita a una concorso tra concorrenti selezionate fra centinaia di ragazze che sono rimaste mutilate dalle mine. L’iniziativa, a dir poco controversa, e’ stata realizzata prima in Angola nel 2008 per poi essere portata anche in Cambogia. Miss Landmine vuole sensibilizzare il mondo sul problema delle vittime delle mine, oltre che per aiutare alcune ragazze mutilate con piccoli contributi economici per gli studi. L’idea ha riscosso plausi ma anche forti critiche. Per i sostenitori, questa manifestazione aiuta le vittime dando loro dignita’, risalto sociale e anche mezzi economici per costruirsi un futuro migliore. Secondo i critici invece il tutto si limiterebbe a un “freak show” con pochi risvolti positivi eccetto la carita’ di qualche centinaio di dollari donati a una decina di ragazze. A nostro avviso, il solo fatto che ci siano state delle polemiche significa che l’obiettivo di destare l’attenzione sul problema e’ stato centrato. “Sono un grande sostenitore del contrappunto [l’arte di combinare più melodie secondo determinate regole], un vecchio trucco teatrale”, ha detto Traavik. “In questo caso il contrappunto e’ porre la parola miss insieme alla parola mina. E’ il contrappunto della tragica realta’ delle mine e della gioiosa celebrazione della vita inerente ai concorsi di bellezza.

LE MISS IN ESILIO – Ma la Cambogia e’ un paese conservatore, dove oltretutto le possibilita’ per i mutilati sono ridotte al minimo. Le decine di migliaia di mutilati di questo paese sono spesso dei paria, tenuti ai margini di una societa’ che preverisce non vederli per non ricordare un tragico passato di guerra, morte e devastazione. Le stesse autorita’ cambogiane, che inizialmente avevano tollerato l’ong Miss Landmine, hanno deciso poi di ritirarle l’autorizzazione e addirittura di proibire il progetto. L’unica giustificazione portata dal governo e’ stata che un concorso di bellezza per mutilate sarebbe stato una “parodia” per le partecipanti. Il governo e’ arrivato addirittura a proibire alle partecipanti di lasciare le loro case per partecipare a una festa d’addio organizzata dallo staff di Miss Landmine prima di essere costretti a lasciare il paese – una chiara privazione della liberta’ personale. E’ per questo che la prima edizione di Miss Mina Cambogia e’ stata organizzata “in esilio” in Norvegia, con la giuria composta da 250 cabogiani residenti nel paese scandinavo e senza le concorrenti, alle quali il governo non ha permesso di lasciare il paese. Ma Traavik non si e’ perso d’animo: “In realta’ abbiamo gia’ raggiunto l’obiettivo che ci eravamo posti: evidenziare a livello globale un problema sociale estremamente serio. La nostra manifestazione attira l’attenzione sul problema e allo stesso tempo modifica il modo in cui l’Occidente guarda al Terzo Mondo. Ne ho veramente abbastanza di tutte quelle campagne sociali in cui si mostrano gli africani o i cambogiani solo come pezzenti con foto in bianco e nero.Miss mina ha anche questo pregio, far capire che una mutilata e’ una donna come le altre, con il diritto di partecipare a un concorso di bellezza, di vestirsi, di truccarsi, di essere bella e vincente, di studiare, gioire e essere felice. Di essere considerata dalla societa’ una donna di successo.

LA VITA VINCE SEMPRE – Il voto online per Miss Landmine Cambogia 2009 si e’ chiuso il 3 dicembre, in coincidenza con il Giorno Internazionale delle Persone Disabili. I voti inviati da e-mail registrate sono stati piu’ di duemila, arrivati da 30 paesi e 5 continenti. Delle venti coraggiose partecipanti, rappresentanti delle 20 regioni cambogiane, la vincente e’ stata la signorina Dos Sopheap, 18enne proveniente da Battambang, una delle regioni piu’ minate della Cambogia e del mondo. La ragazza ha perso la gamba sinistra del 1996, quando aveva 7 anni, per aver pestato una mina PMA-2 di fabbricazione yugoslava. Il suo premio: una gamba di titanio del valore di 15.000 dollari e 1.000 dollari di contributo ai suoi studi di economia. La seconda classificata e’ Song Kosal , 24 anni, di Phnom Penh. Kosal e’ una studentessa universitaria e allo stesso tempo lavora per il Jesuit Refugee Center a Phnom Penh. La ragazza e’ anche ambasciatrice internazionale per la ICBL (International Campaign to Ban Landmines, Campagna Internazionale per la Proibizione delle Mine) e a dicembre ha partecipato alla conferenza “per un mondo libero dalle mine” a Cartagena, in Colombia. Kosal ricevera’ 500 dollari per i suoi studi. La terza classificata e’ Thou Chorn, 30 anni, rappresentante della provincia di Takeo. Chorn, disoccupata, ha avuto entrambe le gambe amputate nel 1998. La ragazza ricevera’ 500 dollari per aprire una piccola attivita’ nel suo villaggio natale. Tutte le altre partecipanti riceveranno 300 dollari ciascuna. La vincente di questo primo concorso, Dos Soheap, ha fatto sapere: “con la nuova protesi mi sembra di riavere la mia gamba. Sono felice”.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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