Italia, Finanza, Debito, Mercati e Governo Monti. Facciamo chiarezza (2)

mario monti presidente del consiglio

Mario Monti

Ecco la seconda parte dell’intervista a Ambra Colacicco. Nella prima parte (QUI) Ambra ci ha spiegato cos’è la finanza, cos’è il debito pubblico, i motivi della mancanza di fiducia dei mercati internazionali verso il governo Berlusconi, e il fallimento di quel governo nel modernizzare il sistema Italia, che arranca all’87esimo posto nella classifica della Banca Mondiale dei paesi dove e’ più facile fare business. Dopo l’Albania. (Con tutto il rispetto per l’Albania.)

Alessio: Ambra, secondo me dipingi un quadro chiarissimo, ma in questo scenario quanto c’entra la speculazione finanziaria?

Ambra: La speculazione c’é, sfrutta asimmetrie di mercato e in un futuro le “dark pool” dovranno essere oggetto di studi, ma non si spiega come abbiano causato un incremento di 300 milardi di debito in 3 anni. Un paese sceglie come investire e se indebitarsi o meno, la finanza è un mezzo attraverso il quale procacciarsi capitali, non un mostro che impone debiti a destra e sinistra. Ritengo anche infiustificate le critiche portate avanti nei confronti delle agenzie di rating: il declassamento dell’Italia era inevitabile. Da due anni l’avanzo primario è zero e così il tasso di crescita, e con l’ultimo aumento del debito (circa 100 miliardi) gli interessi crescono esponenzialmente e il costo del debito non è assolutamente sostenibile. Questo prova che la situazione era critica anche prima dell’innalmento dello spread e vorrei ricordare che la BCE ha recentemente abbassato il tasso d’interesse di un quarto di punto.

Alessio: Il governo Berlusconi IV ha quindi fallito catastroficamente. Si e’ dimostrato incompetente oltre ogni ragionevole dubbio ed ha finito per abbandonare il paese nel bel mezzo di una crisi economica senza precedenti, se non nel 1929 e nel 1992. Un tonfo colossale e ancor più stridente se accostato alle promesse mirabolanti con le quali Berlusconi ha vinto le elezioni nel 1994, nel 2001 e ancora nel 2008. Paradossalmente, secondo un recente sondaggio Swg di fronte a questa tragedia gli italiani aumentano il loro gradimento verso una ipotetica coalizione Berlusconi-Bossi-Storace. Come te lo spieghi?

Ambra: Attribuisco la colpa di questo ad un giornalismo incompetente senza conoscenze economiche e quindi incapace di spiegare agli italiani le cause di quanto stia accadendo. Un esempio lampante di quanto il giornalismo in Italia faccia “disinformazione” è stata la definizione di un importante avanzo di bilancio primario nel biennio 2006-2007 volgarmente definito “tesoretto”. Un termine fuorviante che richiama alla pentola d’oro nascosta alla fine dell’arcobaleno più che hai risultati di una sana gestione economica.

Alessio: Pensi che una qualche riforma dei media debba essere una priorità dei prossimi governi?

Ambra: Certo. Senz’altro bisogna regolamentare il conflitto d’interessi. Come scrisse lo storico francese Renè Remond “uno stato totalitario è caratterizzato da due fondamenti: 1) presenza di un capo, in cui i massimi vertici dello stato si riconoscono e a cui sono intimamente legati; 2) il coesistere di mass media e vertici dello stato.” Ora qualcuno lo definirebbe un anti-berlusconiano, in realtà lo scrisse prima degli anni ’70. Inoltre mi auguro che possa avvenire una riforma del giornalismo in Italia sul modello Europeo. Siamo l’unico paese in cui per essere giornalisti bisogna avere un “tesserino” che si ottiene attraverso un esame di stato a cui si ha accesso frequentando master costosissimi.

Alessio: Cosa dobbiamo augurarci e cosa dobbiamo aspettarci dal Governo Monti?

Ambra: Come detto, la situazione economica italiana è critica e siamo a rischio default, il paese è tornato indietro di 18 anni, alla drammatica situazione degli anni ’90 in cui furono necessarie misure drastiche ed impopolari atte al risanamento dei conti pubblici. Adesso ci si aspettano simili manovre, purtroppo anche una ulteriore riduzione della spesa pubblica, e tasse patrmoniali. Misure drastiche, però necessarie che mi auguro siano accompagnate da una seria lotta all’evasione fiscale sul modello scandinavo: dichiarazione dei redditi rese pubbliche ed accessibili ad ogni cittadino, pubblicate in ogni comune e scaricabili da internet. Si stima che il 20% del nostro PIL sia sommerso e che 300 miliardi siano evasi ogni anno. Recuperare anche solo un quarto di questa somma sarebbe già un grande passo avanti e darebbe respiro alla nostra economia.

Alessio: Grazie mille Ambra!

Ambra: Grazie a te, ciao.

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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