Un italiano in Cina: intervista a Furio (Parte 2)

Scacchi cinesi.

Alla prima parte


Furio, potresti spiegarci come sono i cinesi? O meglio, ci sono stereotipi da superare e/o aspetti dei cinesi che non conosciamo ma che dovremmo sapere?

Guarda Alessio, come prima cosa bisogna capire che i cinesi si comportano in una maniera totalmente differente quando lasciano la Cina. A mio avviso ci sono due stereotipi sui cinesi che arrivano in Italia a una certa età (da non confondere con i cinesi nati e cresciuti in Italia che, a parte i tratti somatici, sono indistinguibili dai loro coetanei italiani) e sono tutti e due basati sulla realtà. Uno, studenti e uomini d’affari stakanovisti che non hanno tempo e interesse per interagire con gli italiani. Due, schiavi moderni che lavorano sedici ore al giorno nelle fabbriche di Prato e del Triveneto e passano la notte in capannoni sovraffollati come quello descritto da Nesi in Storia della mia gente.

Se ci pensi bene però i primi emigrati italiani facevano esattamente lo stesso. Tutto ciò per dire che i cinesi in Cina sono altrettanto socievoli – forse di più – degli italiani in Italia.

In poche parole hai distrutto uno degli stereotipi più ripetuti riguardo ai cinesi. Parlando invece della Cina in  generale, ho notato come ogni volta che chiedo a qualcuno di riassumere questo paese immenso in pochissime parole ricevo risposte differenti. Secondo Marco la Cina e’ materialista, nazionalista e razzista. Secondo Alessandra e’ mastodontica, polverosa e in continuo mutamento. Tu Furio ce la faresti a riassumere la Cina di oggi in 3 aggettivi?

Ammaliante, competitiva e contraddittoria.

Perfetto. Ora, sperando di non essere troppo indiscreti, ci spiegheresti come sono i rapporti con l’altro sesso? In che modo una donna cinese differisce – se differisce – da una italiana e/o occidentale?

Da dove comincio? Corro nuovamente il rischio di generalizzare, però direi che la prima cosa che noti è che in Cina il “femminismo” non è arrivato. Un esempio? Mentre le donne occidentali sono diventate molto più aggressive (prendono l’iniziativa, t’invitano a cena e insistono per pagare), in Cina questo non succede. Inoltre, le cinesi manifestano raramente il loro interesse. Come fai a capire se le piaci? Come dice un mio amico, se non scappa appena ti avvicini, è probabile che le piaci.

Ma le differenze le noti anche a un livello più banale. Ad esempio l’estate cinese pullula di ragazze in minigonna. In Italia sono tutte in jeans. E poi c’è la questione della faccia da tenere (sempre) in conto…

Per chi volesse approfondire il tema, le informazioni più accurate si trovano a mio parere qui (in inglese).

Una donna cinese

I cinesi come vedono gli italiani?

Playboy.

E forse non hanno tutti i torti. Hai nostalgia dell’Italia? Cosa ti manca?

Sarò banalmente banale: la famiglia, gli amici del bar, il cielo azzurro e il mangiare. Anche se non me lo hai chiesto, ti aggiungo cosa non mi manca: la politica e le nostre incessanti lamentele (fa freddo, fa caldo, la pasta è scotta).

Capisco, ma sotto quali aspetti pensi che vivere in Cina sia meglio che stare in Italia? E sotto quali aspetti è peggio?

Meglio: la Cina è un mercato, trovi tutto a tutte le ore. I taxi a prezzi che in Italia neppure un autobus. La gente che sorride e non si lamenta mai. La sfida continua di vivere in una terra che funziona a colpi d’ideogrammi. E poi ci sono altre ragioni per amare la Cina… Peggio: inquinamento, traffico, sovraffollamento, cucina (punto di vista personale, eh!).

Nonostante l’Oriente non sia esattamente il paradiso, questa parte di mondo va sempre più di moda. Cosa consiglieresti a un italiano che sta ponderando l’idea di seguire le tue orme?

Gli direi di sbrigarsi e arrivare da studente, se è possibile, perché è la strada più facile. I diavoli bianchi iniziano ad essere inflazionati in Cina e trovare un salario decente (da un punto di vista europeo) non è più facile come poteva esserlo qualche anno fa. Da quello che ho capito si salvano i designer e pochi altri.

Dunque che tipo di lavoro e’ particolarmente richiesto? 

Il calciatore! Oppure qualcosa di creativo o iper specializzato (ingegneri in ambito industriale, cuoco, designer) visto che sulla quantità non possiamo competere.

E che tipo di attività o investimento potrebbe essere conveniente praticare per un italiano in Cina?

Attività? Aprire una società in Cina è un’impresa. E poi se non hai i contatti giusti non vai avanti. C’è tanta gente che se la cava bene con l’import/export, ma di solito hanno una società o una succursale a Hong Kong da utilizzare come testa di ponte per gli affari nella Terra di Mezzo. Sì, come nel 1800!

Le leggi cinesi  in materia d’immigrazione sono complicate?

Sì e no. La Cina è il paese delle leggi, ma ogni legge si presta a interpretazione. Se il tuo datore di lavoro è abbastanza influente avrai un permesso di soggiorno. Se non lo è o non si preoccupa per te, preparati a viaggiare ad Hong Kong ogni tre mesi per rinnovare il tuo visto turistico o a rivolgerti a una agenzia che ti assume in maniera fasulla di modo ché tu possa ottenere una business VISA (sei mesi). I dettagli non gli conosco, io ho un permesso di lavoro regolare.

Ci sono già molti italiani che vivono in Cina?

A Pechino c’è una comunità abbastanza attiva. A Shanghai meno, da quello che ho notato. I numeri precisi però non li conosco.

Consiglieresti la Cina come meta per espatriare per sempre, per fare un’esperienza lavorativa di qualche anno o solo per un viaggio?

Per un viaggio di sicuro. La Cina è bellissima, sicura e le infrastrutture (treni, aeroporti, autostrade, hotel) funzionano meglio che in Italia. Un’esperienza di lavoro non è per tutti: la Cina o la ami o la odi, non ci sono vie di mezzo. “Per sempre” è una parola grossa. Io sento che a una certa età tornerò in Italia, dalla famiglia e dagli amici del bar.

Grazie Furio.

Grazie a te, Alessio.

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it, della pagina Facebook di Asiablog.it e dell'account Twitter di Asiablog.it. Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it, della pagina Facebook di Asiablog.it e dell'account Twitter di Asiablog.it. Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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