Thailandia: PDRC lancia ultimatum. Camicie Rosse: rischio guerra civile

Suthep vuole il Governo. Camicie Rosse: sarebbe antidemocratico e incostituzionale

BANGKOK (Asiablog) – In Thailandia sale la tensione in seguito alla sentenza della Corte Costituzionale di mercoledì 7 maggio che ha rimosso dal suo incarico la oramai ex premier Yingluck Shinawatra, sostituita dal 67enne Niwattumrong Boonsongpaisan, ex vice-premier e Ministro del Commercio. La cacciata di Yingluck rappresenta la quarta destituzione – una ottenuta con i carri armati e tre con sentenze giudiziarie – di un primo ministro dello stesso colore in 8 anni. Secondo il Dottor Michael Montesano, professore di studi della Thailandia alla prestigiosa National University of Singapore, si è trattato dell’ennesimo colpo di stato volto ad inficiare la voltontà popolare.

La potentissima opposizione anti-elezioni del People’s Democratic Reform Committee (PDRC) ha immediatamente bollato come “illegittimo” l’esecutivo guidato da Niwattumrong, ribadendo che l’obiettivo del movimento guidato da Suthep Thaugsuban è prendere il potere, impedire le elezioni nazionali previste per il 20 luglio, ed instaurare un regime non eletto, guidato da un “Consiglio” di alte personalità nominate direttamente dalla dirigenza del PDRC, allo scopo di fare una serie di riforme, in primis modificare la legge elettorale.

Il PDRC è l’ultima incarnazione delle forze egemoniche siamesi, una versione di fascismo (o meglio Falangismo) asiatico che per decenni ha fatto affidamento sulla triplice ideologia di nazione. religione, e monarchia, sulla militarizzazione di alcune componenti fondamentali della società civile thailandese – in primis il sistema educativo – e su una cultura violentemente fondamentalista, autoritaria e censoria che cerca di imporre la volontà delle classi dominanti sulle menti, prima ancora che sui corpi, del popolo; una cultura che in realtà, non tollerando il dissenso, ha costantemente bisogno della magistratura, e periodicamente dei carri armati, per reprimere, combattere ed abbattere il nemico di turno, che di volta in volta può essere definito socialismo, repubblicanesimo, separatismo, corruzione o populismo.

I militanti del PDRC sono stati attivissimi negli ultimi giorni con una serie di visite alle principali redazioni giornalistiche nazionali: una strategia di intimidazione nei riguardi della stampa criticata da Human Rights Watch, SEAPA e dalle associazioni giornalistiche nazionali.

Sabato 10 maggio Suthep Thaugsuban, reinventatosi leader del PDRC dopo una lunga carriera politica, ha lanciato un “ultimatum” diretto a Corte Suprema, Senato ed altri organi dello stato per la nomina di un nuovo primo ministro di suo gradimento entro lunedi, minacciando in caso contrario un nuovo intensificarsi degli sforzi per rovesciare il governo.

“Il popolo ha il diritto di avere un nuovo primo ministro entro lunedì,” ha ditto Suthep. “Altrimenti saremo costretti ad agire da soli. Non possiamo più permettere che il Paese sia governato in questo modo.”

Le sempre più pressanti richieste del PDRC ed il montante attivismo dei suoi militanti – 21mila secondo le forze dell’ordine – rischia di scatenare nuove violenze, con i manifestanti rivali delle Camicie Rosse scesi in piazza sabato nella periferia della capitale per manifestare la loro opposizione al regime proposto dal PDRC.

“Non possiamo permettere la nomina antidemocratica e incostituzionale di un primo ministro,” ha detto Jatuporn Prompan, uno dei leader del Fronte Unito per la Democrazia contro la Dittatura (UDD), davanti a una piazza affollata da almeno 60mila (fonte CNN) Camicie Rosse. “Sarebbe l’inizio del disastro per il Paese e si rischierebbe la guerra civile.”

Seppure lontane qualche decina di chilomentri, le due manifestazioni rivali stanno avendo luogo contemporaneamente nella capitale Bangkok, suscitando più di una preoccupazione tra forze dell’ordine e cittadini.

Nel frattempo, il capo delle forze armate thailandesi, generale Prayuth Chan-ocha, ha dichiarato che l’esercito non ha intenzione di intervenire.

“Un colpo di stato militare non risolverebbe il conflitto,” ha detto Prayuth. “Un colpo di stato attirerebbe molte critiche. Il conflitto deve essere risolto in modo legale.”

Ieri due persone sono rimaste ferite quando assalitori non identificati hanno lanciato due granate nei dintorni del Palazzo del Governo, dove erano accampati i militanti anti-governativi del PDRC. Sempre nella giornata di sabato, un uomo è stato picchiato e accoltellato da un gruppo di militanti del PDRC per aver spostato un cono segnaletico posizionato in strada dagli attivisti. L’uomo è stato abbandonato in terra avvolto in una busta di plastica. E’ stato poi soccorso dai passanti e si trova ora in ospedale. Diversi turisti sono stati lasciati a piedi sull’autostrada tra Bangkok e l’aeroporto Don Muang dopo che gli attivisti del PDRC hanno bloccato il tassista.

Camicie Rosse a Bangkok contro il colpo di stato.

"We Vote" - Camicie Rosse a Bangkok manifestano contro il colpo di stato, a favore delle elezioni. Foto @Mot_Red

Fonte immagine: Mod Red

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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