Elezioni in Spagna: Podemos e Ciudadanos spaccano il bipolarismo

Pablo Iglesias, 37 anni, leader di Podemos.

Pablo Iglesias, 37 anni, leader di Podemos.

Dal voto del 20 dicembre esce uno scenario politico radicalmente mutato: il bipolarismo spagnolo è in frantumi e i due maggiori partiti ne pagano le conseguenze.

Dopo quattro anni di maggioranza assoluta, i popolari di Mariano Rajoy crollano dal 45% al 28,7% con la conseguente perdita di un terzo dei seggi.

Sono andati male, se non malissimo, anche i Socialisti, che scendono al 22%, il loro peggior risultato nella storia. Dieci anni fa erano al 44%.

Si tratta dunque di un vero e proprio crollo dei due partiti che si sono alternati al governo della Spagna post-franchista.

Elezioni in Spagna: risultati completi.A spaccare il bipolarismo iberico sono stati i due partiti emergenti, Podemos (20,7%) e Ciudadanos (13,9%), che insieme valgono un terzo dell’elettorato.

Podemos, guidato dallo scienziato politico ed europarlamentare Pablo Iglesias, ha conquistato 69 seggi alla Camera, mentre l’altra formazione emergente, i “Cittadini” dell’avvocato Albert Rivera, si sono aggiudicati 40 seggi, un risultato importantissimo anche se notevolmente inferiore rispetto alle aspettative e a quanto predetto dai sondaggi.

In sostanza in Spagna si è ripetuto un film molto simile a quello visto di recente in altri Paesi europei, dalla Grecia al Portogallo, dalla Polonia ala Francia.

Sotto i colpi di una crisi economica che sembra infinita, milioni di cittadini puniscono i vecchi partiti e spostano il voto su altre formazioni.

In Paesi dove la povertà e la disoccupazione hanno raggiunto dimensioni tragiche, chi critica l’austerità e l'”Europa” guadagna voti, sia quando le soluzioni proposte sono quelle sovraniste e nazionaliste, come nel caso del Front National in Francia, sia quando si cercano vie d’uscita progressiste e neosocialiste, come nel caso di Podemos e Syriza.

Cosa succederà ora? Chi andrà al governo?

Numeri alla mano, Popolari e Socialisti hanno abbastanza seggi per formare una Grande Coalizione. Ma probabilmente non lo faranno, o almeno questo è quanto i leader di entrambe le formazioni, Rajoy e Sanchez, hanno giurato durante la campagna elettorale.

Questo lascia il campo aperto a possibili alleanze totalmente nuove.

Ideologicamente, il partito più vicino ai Popolari sono i “Cittadini”, ma insieme non avrebbero la maggioranza assoluta di 176 seggi (sui 350 della Camera).

Se Rajoy non riesce a formare un governo, la palla passa ai Socialisti, arrivati secondi. I Socialisti però possono dare vita ad un governo di maggioranza solo formando una larghissima coalizione con dentro tutte le forze di centrosinistra e autonomiste. Un’alleanza solo con Podemos e Izquierda Unida, infatti, varrebbe solo 162 seggi: 14 meno della maggioranza assoluta.

Rimane l’ipotesi di un governo di minoranza, che però per partire avrebbe bisogno dell’astensione di uno dei principali gruppi parlamentari di opposizione. Ipotesi che sembra altamente improbabile.

Sorprese a parte, dunque, quella iberica è una legislatura destinata ad avere una vita molto breve.

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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