In Italia la libertà di stampa migliora nonostante criminalità e Beppe Grillo: lo sostiene Reporter Senza Frontiere

Libertà di stampa nel mondo nel 2017 secondo Reporters sans frontieres (Rsf)

Libertà di stampa nel mondo nel 2017 secondo Reporters sans frontieres (Rsf)

Libertà di stampa: nella classifica 2017 di Reporter senza frontiere l’Italia passa dalla 77esima alla 52esima posizione. Norvegia prima, Corea del Nord ultima

(Asiablog.it) — L’Italia guadagna 25 posizioni nella classifica mondiale 2017 sulla libertà di stampa stilata da Reporters sans frontieres (Rsf), passando dal 77esimo al 52esimo posto. Il balzo in avanti è dovuto principalmente «all’assoluzione di diversi giornalisti, tra cui i due che sono stati processati nel caso Vatileaks».

Libertà di stampa in Italia: minacce e intimidazioni da mafie e politica

Nonostante gli evidenti miglioramenti, l’Italia rimane uno dei paesi europei con il maggior numero di giornalisti intimiditi e minacciati da politici e criminalità organizzata. Secondo Rsf il livello di violenza contro i giornalisti (tra cui le minacce e l’intimidazione verbale e fisica) è «allarmante, specialmente perché politici come Beppe Grillo del Movimento Cinque Stelle non esitano a comunicare pubblicamente l’identità dei giornalisti che non apprezzano». Già nel 2015 Rsf scriveva che il partito di Grillo «controlla in modo ferreo la possibilità dei propri parlamentari di rilasciare interviste e sembra voler controllare anche i giornalisti stessi, denigrandoli quando questi cercano di mantenere una loro indipendenza». I giornalisti che si sentono sotto pressione da parte dei politici rischiano di ricorrere all’autocensura, sostiene la ong con base a Parigi.

Rsf ricorda che in Italia una nuova legge (del 2016) ha stabilito che diffamare politici, giudici o funzionari pubblici è punibile con sentenze da sei a nove anni di carcere. La ong aggiunge che molti giornalisti, specialmente a Roma e nel Sud, dicono di essere sottoposti a pressioni da parte di gruppi mafiosi e bande criminali locali. Sei giornalisti italiani sono ancora sotto scorta a causa delle minacce di morte ricevute soprattutto dalla mafia o da gruppi fondamentalisti.

Libertà di stampa nel mondo: migliori e peggiori Paesi

In testa alla classifica sulla libertà di stampa nel mondo rimangono i paesi del Nord Europa, con la Norvegia al primo posto, seguita da Svezia, Finlandia, Danimarca e Paesi Bassi.

Per quanto riguarda il resto del mondo, Rsf definisce “difficile” o “molto grave” la situazione di 72 paesi, fra cui Russia (148esima), Cina, India e quasi tutte le nazioni dell’Asia Centrale, del Sudest Asiatico, del Medio Oriente (la Turchia è 155esima), dell’America Centrale e due terzi dei Paesi africani.

I Paesi con una situazione “molto grave” sono 21. Tra questi la Corea del Nord si conferma peggior Paese al mondo per libertà di stampa. Malissimo anche Eritrea (179esima su 180 Paesi), Turkmenistan (178), Siria (177) e Cina (176).

Libertà di stampa in Asia

In Medio Oriente malissimo, oltre alla già citata Siria, l’Arabia Saudita (168e), lo Yemen (166), l’Iran (165) e l’Egitto (161). Israele, al 91esimo posto, si conferma miglior Paese della travagliata regione mediorientale. Non malissimo, almeno considerando i suoi vicini, anche il Libano, al 99esimo posto.

In Asia Meridionale il Paese meglio piazzato è il minuscolo Bhutan (84) mentre il Bangladesh, 146esimo, è la pecora nera.

In Asia Orientale il Paese con meno problemi per la libertà di stampa è Tawain (45esimo), seguito da Corea del Sud (63esima), Mongolia (69esima) e Giappone (72esimo).

Nel Sudest Asiatico il Vietnam (175)  rimange un acerrimo nemico della libertà di stampa: tutte le telivisioni ed i giornali appartengono al regime, mentre i blogger vengono perseguitati, picchiati, arrestati e condannati a lunghi anni di galera. Il Laos (170) presenta un regime molto simile a quello vietnamita, anche se 3 dei 40 canali televisivi non appartengono al governo. Malissimo anche la Thailandia (142), che perde altre 6 posizioni per colpa della dittatura militare e di una serie di leggi liberticide. Sale invece di ben 12 posizioni la Birmania (131), anche se rimangono pesantissime pressioni delle autorità sulla stampa. Salgono anche le Filippine (127), di 11 posizioni in un anno, in parte grazie alle diminuzione del numero di giornalisti uccisi nel 2016, ma «gli insulti e le minacce contro la stampa da parte del presidente Rodrigo Duterte (…) non promettono nulla di buono». Nella regione i Paesi che ottengono il migliore piazzamento sono Timor Est (98), dove nessun giornalista è stato incarcerato, e Indonesia (124), dove alcuni giornalisti sono stati arrestati ed altri sono costretti a ricorrere all’autocensura per via della draconiana legge sulla blasfemia.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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