Rohingya, atrocità inimmaginabili: segretario ONU denuncia

Hamida, 22 anni, (al centro) e suo figlio Mohammed, di un anno, aspettano di ricevere aiuti alimentari insieme a centinaia di altri rifugiati Rohingya, nel campo profughi di Kutupalong, in Bangladesh. Foto Andrew McConnell / UNHCR

Hamida (al centro), 22 anni, e suo figlio Mohammed, di un anno, aspettano di ricevere aiuti alimentari insieme a centinaia di altri rifugiati di etnia Rohingya, nel campo profughi di Kutupalong, in Bangladesh. Foto Andrew McConnell / UNHCR

700.000 profughi Rohingya in Bangladesh. Antonio Guterres: «Racconti inimmaginabili di omicidi e stupri. Rohingya una delle comunità più discriminate sulla Terra»

(Asiablog.it) — Il segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres ha dichiarato di aver ascoltato «racconti inimmaginabili» di atrocità durante una visita lunedì ai campi profughi nel sud del Bangladesh che ospitano 700 mila rifugiati di etnia Rohingya fuggiti dalle violenze in Birmania, Paese dell’Asia sudorientale anche noto come Myanmar.

Dopo aver visitato questi campi stipati di persone in gran parte fuggite l’anno scorso da una grande operazione dell’esercito birmano, che l’ONU ha paragonato a una pulizia etnica, Guterres ha descritto la situazione della minoranza musulmana perseguitata dei Rohingya come «un incubo per i diritti umani».

«A Cox’s Bazar, in Bangladesh, ho appena ascoltato dai rifugiati Rohingya fuggiti di recente dalla Birmania degli racconti inimmaginabili di omicidi e stupri”, ha scritto Guterres su Twitter. “Vogliono giustizia e un sicuro ritorno a casa».

«I Rohingya sono una delle comunità più discriminate e vulnerabili sulla Terra», aveva scritto in un altro tweet prima della sua visita ai campi in Bangladesh.

Accompagnato dal capo della Banca Mondiale, Jim Yong Kim, Guterres ha anche sottolineato «la compassione e generosità del popolo del Bangladesh mostra il meglio dell’umanità e ha salvato molte migliaia di vite».

La maggior parte dei Rohingya attualmente in Bangladesh, circa 700.000 persone, si è riversata attraverso il confine a partire dallo scorso agosto per sfuggire a situazioni di violenza.

I Rohingya sono letteralmente detestati da molti bamar, l’etnia maggioritaria della Birmania, dove sono stati privati della cittadinanza e vengono considerati alla stregua di immigranti illegali dal Bangladesh. Questo nonostante il fatto che i Rohingya si considerino originari dello stato Rakhine, una delle 15 suddivisioni territoriali della Birmania, e che comunque vi siano stanziati perlomeno dal periodo coloniale.

All’inizio di maggio una delegazione del Consiglio di sicurezza dell’ONU ha visitato la Birmania, e in particolare lo stato Rakhine, incontrando i rifugiati che hanno fornito resoconti dettagliati della pulizia etnica in atto tramite omicidi, stupri e villaggi dati alle fiamme per mano dell’esercito birmano. Il governo di Naypyidaw ha però negato con veemenza queste accuse.

Il Bangladesh e la Birmania hanno concordato a novembre 2017 di iniziare il rimpatrio dei Rohingya, ma il processo si è presto bloccato, tra le accuse reciproche delle due parto. Di fatto, meno di 200 persone sono rientrate nelle loro case, ciò anche per il fatto che la stragrande maggioranza dei profughi si rifiuta di prendere in considerazione l’ipotesi del ritorno in Birmania fino a quando non verrano assicurati loro diritti, a partire dalla cittadinanza birmana, e soprattutto sicurezza.

Durante un incontro col primo ministro del Bangladeshi, Sheikh Hasina, Guterres ha dichiarato che l’ONU aumenterà la pressione sulla Birmania «per fargli capire cosa devono fare su questa questione».

Fonte immagine: UNHCR

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Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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About Alessio Fratticcioli

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2 Responses to Rohingya, atrocità inimmaginabili: segretario ONU denuncia

  1. GIALLOVERDE says:

    CHE CAZZO CE NE FREGA?

  2. estevamweb says:

    Muito bacana receber textos com notícias e informações sobre o que ocorre no submundo do mundo na perspectiva de quem estuda o fenômeno. Parabéns.

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