“Mostri le foto dei bambini palestinesi morti ammazzati? E allora non sei più mio amichetto su Facebook”

Nelle ultime settimane sulla mia bacheca Facebook  ho segnalato i link di decine di articoli dai giornali più autorevoli del mondo. Argomento: l’ultima guerra d’Israele, in ordine temporale. Come sanno anche i sassi, questa volta il più temibile esercito mediorientale si è scagliato con tutta la sua potenza di fuoco (anche bombe al fosforo, tanto per gradire) contro la Strisciolina di Gaza, abitata da un milione e mezzo di morti di fame. A dire il vero, un milione e mezzo meno i circa 1000 (per metà donne e bambini) morti ammazzati dai bombardamenti degli ultimi giorni.

Sulla mia bacheca Facebook ho postato anche alcune foto di esseri umani morti ammazzati, e c’è chi se l’è presa, chi s’è incazzato, chi mi ha insultato e chi, come la gentile signorina israeliana Keren Hatuka, m’ha cancellato dalla sua lista di amichetti Facebook.

“Che muoiano pure ammazzati, ma non ce li fate vedere!”, sembrano chiedere tante anime belle.

“Per te la vita dei terroristi vale più della mia”, m’ha scritto la giovane ragazza dalla sua cameretta di Tel Aviv.

Ecco tutta la nostra discussione, tradotta in italiano:

Karen Hatuka:

Dov’eri gli ultimi 2 anni quando hamas attaccava ogni giorno città israeliane? Anche 50 missili al giorno! Il mondo non ha detto una parola! E’ OK ammazzare civili israeliani ma non è OK se Israele risponde?

Scusa… forse non dovrei parlare cosiì perché comunque non serve a nulla… ma proprio non riesco a capire… non vogliamo fare del male ai civili, solo ad Hamas, ma Hamas si nasconde fra i civili, per cui non c’è nulla da fare…

Alessio:

“proprio non riesco a capire”? Perché pensi che tutte le nazioni del mondo, eccetto l’America di Bush, condannano l’attacco israeliano?

K.H.:

Gli USA sanno cosa la parola “terrore” significa, il resto d’Europa non sa cosa vuol dire essere attaccati ogni giorno da missili… Perché loro possono attaccarci e ammazzarci ma noi non possiamo? La mia vita è meno importante di quella di un terrorista?

Alessio:

Al contrario, gli USA sono forse uno dei pochi paesi al mondo che non è stato praticamente mai attaccato a casa propria. Non hanno la minima idea di cosa significa essere bombardati, attaccati da un’esercito straniero né tanto meno essere invasi o cacciati da dove hanno vissuto da generazioni. Le loro donne non sono mai state stuprate da uomini in divisa che parlano un’altra lingua. E gli USA non sono stati mai “attaccati ogni giorno da missili”. Al contrario, hanno bombardato, attaccato e invaso molte nazioni straniere.

To chiedi “Perchè loro possono attaccarci e ammazzarci ma noi non possiamo?”

Non possono. Nessuno è autorizzato a attaccare e ammazzare qualcun altro. Perciò, se vogliamo definire Hamas come una organizzazione terroristica perché attacca e ammazza civili israeliani, allora ne deduco che anche lo Stato d’Israele è  definibile  come “organizzazione terroristica” perché attacca e ammazza civili palestinesi, giusto?

Scrivi: “La mia vita è meno importante di quella di un terrorista?”

No. Tutte le vite sono sacre. La vita di un soldato israeliano è oggi sacra come quella di un bambino palestinese. E viceversa. 

H.K.:

E allora te lo chiedo di nuovo: perché non dici/dite niente quando vengono ammazzati civili israeliani?

Alessio:

E io ti rispondo, anche se tu non rispondi alle mie domande. E anche se il tuo è un argomento fantoccio. È  un argomento fantoccio in quanto il continuo lancio di missili di Hamas è stato condannato da tutti, incluse ONU, USA, Unione Europea e ogni altro governo europeo.

“barely a dozen Israelis had been killed by Palestinian rockets since the Gaza withdrawal” (meno di una dozzina di persone sono state uccise dai missili palestinesi da quando Israele si è ritirato da Gaza), dice  The Economist.

Meno di una dozzina di vittime israeliane in diversi anni. Dunque quanti palestinesi innocenti e quanti israeliani innocenti sono stati uccisi fino ad oggi? Mi puoi dare una stima da fonti indipendenti per favore?

H.K.:

OK, è inutile.

Odio questa guerra ma gli israeliani hanno il diritto di difendersi dai terroristi che vogliono distruggere il nostro Stato.

Ti auguro una buona giornata e spero tu non te la prenda se ti elimino dalla mai lista contatti Facebook, non sono interessata ad avere un “amico” che si preoccupa piu’ dei terroristi che di me.

Buona fortuna.

Alessio:

Cara, è ovvio che tutti hanno il diritto di difendersi. Ma quando per “difendersi” si ammazzano migliaia di civili diventa difficile chiamarla “difesa”. Se Tizio ti tira una biglia e tu rispondi con una cannonata sventrandogli casa e ammazzandogli i parenti non è più una difesa. È qualcos’altro. 

Buona fortuna anche a te, perché forse di fortuna hai più bisogno tu. Il mio paese, l’Italia, da quando una settantina d’anni fa ha smesso di invadere terre altrui non e’ stato più bombardato da nessun paese straniero. Abbiamo costruito l’Europa Unita per dividerci le risorse e smettere di farci la guerra.

Duemila anni fa i miei avi hanno fondato Parigi ma oggi nessuno si sogna di cacciare i parigini dalle loro case e stabilirci una colonia di romani.

L’Italia ha subito attentati terroristici, soprattutto intorno agli anni Settanta, ma non abbiamo risposto bombardando a casaccio intere città o regioni. Il governo italiano ha risposto con azioni di intelligence e ha messo in galera, quando li ha trovati, i responsabili degli attentati. 

Dici una cosa falsa anche quando affermi che io ho detto che la vita di un terrorista è più importante della tua. Non l’ho detto, non lo dico, e non lo penso affatto. Al contrario, ho detto, scritto e penso che “ogni vita è sacra”.

Vedo che non ami rispondere alle domande. E’ un tuo diritto.

Puoi cancellarmi da tutte le liste che preferisci perchè ho idee differenti dalle tue, anche se non sono un terrorista ma un pacifista, un nonviolento, e non ho mai preso un’arma in mano in vita mia.

Io e te abbiamo opinioni differenti sull’infinito conflitto israelo-palestinese, ma sappi che come me la pensa (con sfumature differenti) la maggioranza del mondo, come dimostra ogni risoluzione ONU sull’argomento. (Israele viene generalmente condannato dalla comunità internazionale. E Israele generalmente se ne frega della comunità internazionale).

Puoi cancellarmi dalla tua vita, il tuo Stato può continuare a portare avanti le politiche che ha adottato con sfumature diverse negli ultimi 60 anni, fregandosene dell’ONU e del buon senso, piazzando 500mila coloni in Cisgiordania, circondarli con decine di migliaia di soldati, e poi lamentandosi se la popolazione indigena non gradisce questa presenza.

Il tuo Stato può continuare a fare la guerra, anche usando bombe al fosforo bianco contro i civili (http://www.unita.it/index.php?section=news&idNotizia=74848), cosa a mio avviso disgustosa.

Israele può continuare su questa strada per i prossimi 60 anni ma, purtroppo per voi, con ogni probabilità ciò non porterà alla Pace.

Non penso si possa arrivare alla pace continuando a legittimare al potere governi come quello che vi ritrovate al momento: persone che rispondono a qualche razzo con dei bombardamenti a tappeto di un’intera città di 1,5 milioni di persone.

Buona fortuna, comunque.

Amo gli israeliani e i palestinesi. Sono due popoli, sono persone, sono esseri umani.

A seguire, riporto un’articolo apparso pochi giorni fa su Mente Critica. Mi sono permesso di aggiungere alcune ulteriori citazioni a quelle già presenti.

Ed Ora Tutti Zitti

“La guerra non è una situazione felice”
Shimon Peres – Presidente dello Stato d’ Israele, Premio Nobel per la Pace 1994

“Chiunque sia coinvolto con il terrorisimo dentro ad Hamas è un obiettivo valido”
Benjamin Rutland – Capitano delle forze di difesa israeliane

“Sono armate studiate per capire un territorio e non per centrare bersagli specifici”
Ron Ben Yishai – esperto israeliano

“Gli agenti erano stati addestrati a mantenere l’ordine pubblico e a fornire pronto soccorso. I servizi segreti sostengono invece che i poliziotti, di notte, cambino divisa e aiutino le cellule che lanciano i Qassam”
B ‘ Teselem – Organizzazione di Gerusalemme per i diritti umani

“Soccorsi ostacolati dai soldati israeliani”
Croce Rossa

“La Striscia sembra un Lager”
Renato Martino – Cardinale

“Quel porporato parla come Hamas”
Stato Ebraico

“Quando una squadra di soldati finisce sotto il fuoco ed è in difficoltà, viene fatto partire il fuoco di sbarramento per aiutare l’unità a uscirne”
Amos Harel e Ani Issacharoff – analisti

“Israele fermi l’attacco senza rinvii”
Hosni Mubarak – Presidente dell’ Egitto

“Nessun ordine di allargare l’offensiva”
Ehud Olmert – Primo Ministro dello Stato Israeliano

“Niente tregua. A Gaza non c’è crisi umanitaria”
Livni – Primo Ministro Designato Israeliano

“Stavo preparando da mangiare per lui, è morto affamato”
Masouda al- Samouni – mamma di un bimbo 10 mesi

“Nella Striscia non c’è più un posto sicuro. La gente non sa dove scappare”
John Ging – dirigente agenzia Nazioni Unite per i rifugiati

“Quello di Israele e’ un legittimo desiderio di difendersi”
George Bush – presidente uscente degli Stati Uniti

“Il mio silenzio non è indifferenza”
Barack Obama – presidente eletto degli Stati Uniti

“L’America ha un leader alla volta”
Paul Berman – autore e giornalista

“Un regalo di Obama ai Palestinesi prima del suo insediamento”
Al Zawahiri – esponente di Al-Qaeda

“Speriamo lanci razzi da Libano siano fatto isolato”
Abu Mazen – Presidente dell’Autorità Nazionale Palestinese

“Siamo tutti cittadini di Gaza”
Saeb Erekat – Negoziatore dell’Anp

“Da li sparavano i cecchini, usano scudi umani”
Esercito Israeliano

“Irresponsabili le azioni di Hamas”
Sarkozy – Presidente della Repubblica Francese, Presidente Commissione UE

“Ue pronta a riprendere missione al valico di Rafah”
Francisco Javier Solana – Alto Rappresentante per la Politica Estera e di Sicurezza Comune dell’Unione Europea, Segretario Generale dell’Unione Europea Occidentale

“La strada è molto stretta”
François Fillon – primo ministro francese

“L’attacco di terra è fallito”
Ismail Haniyeh – Premier di Hamas

“Abu Mazen ci ha solo criticato. Non ha fatto nulla di concreto”
Mussa Abu Marzuk – n° 2 di Hamas a Damasco

“Abu Mazen può restare, priorità la lotta a Israele”
Hamas – Movimento di Resistenza Islamico

“Mio figlio vuol tornare là dentro, ma dovrà stare a letto almeno 3 mesi: meglio così”
Amilam Am-Shalem – un padre

Israele ha violato la tregua umanitaria”
Ban ki-Moon – Segretario Generale Nazioni Unite

“Senza cibo, acqua e luce, la popolazione è allo stremo”
Francesco Petrelli – Presidente Ong Umanitaria

“La crisi peggiora di ora in ora”
Unrwa – Agenzia Umanitaria per lo sviluppo e l’assistenza

“Nostri soldati pronti per forza interposizione”
Ignazio La Russa – Ministro Italiano della Difesa

“Intollerabile bruciare le bandiere, significa voler distruggere uno Stato”
Gianfranco Fini – Presidente Italiano della Camera dei Deputati

“Appoggiamo il cessate il fuoco”
Franco Frattini – Ministro Italiano degli Esteri

“Posizione inadeguata del Governo”
Il PD

“Mi hanno preso ad un piede ma la mia squadra li ha ammazzati tutti e quindici. Quelli non sanno sparare. Li butteremo tutti via. Come stracci”
Aidan Levi – giovane di 22 anni con le stampelle

“Una guerra innecessaria. So per coinvolgimento personale che la devastante invasione di Gaza operata da Israele avrebbe potuto essere stata facilmente evitata!

Jimmy Carter, ex Presidente Stati Uniti.

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Per terminare, una carrellata di foto di quelli che la mia amica israeliana Keren Hatuka forse considera terroristi. Mi sono persino permesso, forse con cattivo gusto, di dare un nome a ciascuna foto.

Dopo questo post seguiro’ forse l’invito del blogger sopra citato: il silenzio.

Dolore immenso

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Ultimo viaggio

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Bimbo meravigliosamente trivellato dall’esercito nemicotrivellato

La pelle di mio figliobaby

Terrorebimba-palestinese

Vita nella polvereMIDEAST-PALESTINIAN-ISRAEL-GAZA-CONFLICT

Figlio mio

figlio-mio

Ora voglio solo dormire

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Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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