Germania, voto al fotofinish

DOMENICA LE ELEZIONI La Merkel verso la riconferma. Possibile compromesso “storico” con i Verdi

Germania, voto al fotofinish

Spd in rimonta ma ancora lontana. I Verdi per governare con i cristiano democratici chiedono l’uscita definitiva dal nucleare

germaniche

(Nella foto, alcune giovani elettrici bavaresi si recano gioiosamente alle urne indossando gli abiti tradizionali)

Di Alessio Fratticcioli

Domenica prossima sessantadue milioni di tedeschi saranno chiamati alle urne per rinnovare i membri del Bundestag, il parlamento federale della Repubblica. ”Non so perchè sei sempre così preoccupata! Hai già vinto!”, avrebbe detto il presidente statunitense Barack Obama alla cancelliera tedesca Angela Merkel, con un sorriso sincero, nel corso di una conferenza stampa congiunta a Washington. Ma a pochi giorni dal voto, la corsa elettorale entra nel vivo e annuncia possibili sorprese.

Dal 2005 i cristiano-democratici dell’Unione (Cdu-Csu) hanno governato insieme alla Spd, ma dalla prossima legislatura la Merkel vorrebbe evitare di ripetere l’esperienza della Grosse Koalition con i socialdemocratici e governare insieme al partito liberale Fdp. Nonostante tutti i partiti tedeschi accettino i principi dell’”economia sociale di mercato”, Fdp e Spd si trovano praticamente agli antipodi dello spettro politico tedesco. La Spd negli ultimi anni si è spostata su posizioni più centriste, ma è storicamente il partito della “solidarietà sociale”: protezione dei lavoratori, salari minimi e un robusto welfare state. La Fdp invece predica il liberismo economico: diminuzione delle tasse, deregulation e politiche per le imprese. I cristiano-democratici in economia coprono una posizione equidistante tra quella liberista e quella socialdemocratica. Un eventuale governo Unione-Fdp sarebbe dunque sulla carta radicalmente più liberista di quello uscente, privo di quelle garanzie in materia sociale che assicurava la Spd.

La Merkelpunta alla rielezione promettendo di “portare intelligentemente la Germania fuori dalla crisi economica”. Il suo concorrente principale è il vice cancelliere ed ex ministro degli Esteri, Frank-Walter Steinmeier (Spd). Avendo governato insieme negli ultimi quattro anni, la leader conservatrice e il candidato socialdemocratico nel corso della campagna elettorale hanno evitato attacchi personali e hanno ribadito la loro responsabilità comune nella conduzione dell’amministrazione tedesca, pur sottolineando le reciproche differenze. Secondo gli osservatori, lo scontro televisivo è stato vinto da Steinmeier, che ha così ridotto un margine che resta comunque di quasi dieci punti percentuali.

german poll Secondo gli ultimi sondaggi, la coalizione nero-giallo Unione-Fdp sarebbe sempre sotto al 50%, con i cristiano-democratici scesi al 35,5% e i liberali accreditati di un 13%. Rispetto alla precedenti rilevazioni, in lievissimo calo anche Die Linke (La Sinistra) e i Verdi, entrambi intorno all’11%. A salire è invece la Spd, che si attesterebbe intorno al 27% con la possibilità di continuare questo trend positivo. Spd, Verdi e Linke molto difficilmente avrebbero i numeri per formare un governo insieme, ma anche se li avessero non riuscirebbero probabilmente a trovare un accordo tra di loro, viste le differenze programmatiche. Anche in Germania, le divisioni che spaccano il centrosinistra ne decretano la sua debolezza.

Se i dati che conosciamo oggi dovessero essere i risultati definitivi, i conservatori della Merkel (Cdu-Csu) godrebbero ancora di un appoggio abbastanza ampio, ma la loro coalizione con i liberali sarebbe sul filo della maggioranza. Il leader liberale Guido Westerwelle hagreen poster dichiarato che non intende andare al governo insieme ai socialdemocratici, perciò nel caso in cui dalle urne non dovesse uscire una maggioranza chiara, si aprirebbero due possibili scenari: una Grosse Koalition bis Unione-Spd, che però non pare all’ordine del giorno, oppure un “compromesso storico” tra i conservatori, i liberali e i Verdi, mai tentato prima. Sarebbe la cosi detta “coalizione Giamaica” (per i colori dei tre partiti; nero per la Cdu, giallo per la Fdp e, ovviamente, verde per i Verdi), sostenuta anche dal quotidiano economico Financial Times Deutschland. I Verdi non hanno mai chiuso le porte a questa ipotesi e come condizione per farne parte chiedono alla Merkel una rinuncia definitiva all’energia nucleare.

Ma i sondaggi potrebbero non riflettere in modo accurato i risultati di domenica, in quanto il dato degli indecisi potrebbe portare qualche sorpresa: ben un elettore su quattro starebbe ancora ponderando il suo voto. Il dato è molto più alto di quattro anni fa, ragion per cui gli ultimi giorni saranno probabilmente decisivi. E’ per questo che Frank-Walter Steinmeier continua a mostrare fiducia in una possibile clamorosa rimonta socialdemocratica, come d’altronde avvenne anche nel 2005 e nel 2002. La sua ultima uscita è stata quella di invocare un piano di ritiro dall’Afghanistan. Il 60% dei tedeschi sono contrari a questa guerra, per cui è ipotizzabile che questa mossa faccia guadagnare ai socialdemocratici qualche ulteriore punto percentuale. Per via dello sbarramento del 5%, per ottenere la maggioranza del Bundestag potrebbe essere sufficiente il 47-48% dei voti. Sarà un voto al fotofinish.

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(Nella foto, alcune giovani elettrici tedesche discutono di politica economica )

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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