Cina, i Cittadini non devono Sapere

I cittadini non devono sapere, e’ questo il vero mantra del regime cinese. Il governo di Pechino e’ da anni impegnato nel privare il popolo cinese del diritto alla conoscenza. I risultati di questa politica orwellianamente reazionaria sono smisurati: un milione e 300.000 siti web sono stati chiusi in Cina nel corso del solo 2010.

Tra i siti più popolari ad essere stati censurati figurano FacebookYouTube, VimeoTwitterGoogle DocumentsGoogle+GoogleAppEnginPicasaIMDBTechnoratiBlogspot.

Censurati anche i siti web di alcune tra le più celebri ONG internazionali:

Bloccato anche il sito della televisione norvegese, Radio Canada, la CBA (televisone canadese), l’Huffington Post, il China Times, il United Nations News, Tibet.com, i siti di alcuni partiti di Hong Kong, praticamente tutti i più diffusi siti pornografici, eccetera, eccetera, eccetera. Secondo l’Accademia cinese di Scienze sociali alla fine del 2010 c’erano il 41% di siti web in meno rispetto al 2009.

Con queste mastodontiche operazioni di censura il regime cinese cerca di allontanare lo spettro di una Rivoluzione Democratica. Ma e’ difficile prevedere fino a quando potrà riuscirci.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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One Response to Cina, i Cittadini non devono Sapere

  1. Marco says:

    E’ facile aprire la bocca e far uscire suoni che divulgano sinistri presagi, tenuto conto che scaturiscono da una cultura occidentale disumana, caotica e immorale, se paragonata alla realtà cinese che da quello che scrivete dimostrate di non conoscere. I siti censurati dalla Cina per lo più si comportano come agenzie di intelligence che fungono da testa d’ariete con lo scopo di corrompere e rendere stupide le persone, come avviene in occidente. Con la speranza di aprire un varco, per esportare la democrazia come è stato fatto in Iraq, in Libia, in Afghanistan, in Siria e ultimamente nello Yemen. E come si vorrebbe fare in Russia, se non fosse che la Russia è in grado di annientare qualsiasi minaccia che viene dall’Occidente, altrimenti l’avrebbero già bombardata. La Cina oscurando quei siti, non compie un atto contro le libertà personali, ma si preoccupa di difendere il popolo dalle menzogne e dagli inganni dell’Occidente. E soprattutto per difendere la propria millenaria cultura rispetto al caos e alla perdita dei valori fondanti di una società in cui la persona non è considerata un prodotto di consumo come da noi. E’ talmente vero che i cinesi che migrano in occidente, rimangono disgustati dagli usi e costume qui imperanti. Tanto che si guardano bene da essere assimilati da una così decadente e disumana cultura, a tal punto che rifiutano persino di seppellire i propri morti nei nostri cimiteri, o accoppiarsi, legarsi in matrimonio con noi occidentali. I cinesi che vivono in occidente, lo fanno solo a livello materiale, dato che il loro spirito è rimasto in Cina. Quindi viva la Grande Cina e la sua meravigliosa cultura di grande civiltà.
    http://arteeanima.blogspot.it/

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