Beppe Grillo, Gheddafi e Bin Laden vittime dell’Occidente? Le inesattezze del comico genovese sulla Libia

gheddafi libia discorso

Il Generale Muammar Gheddafi, capo della Libia dal 1969 al 2011

Sono rimasto basito dall’articolo odierno di Beppe Grillo. Non certo nuovo a insinuazioni o complottismi, e dunque a diffondere versioni parziali della realtà, oggi Grillo (o chi ha scritto per lui) tocca un tema un pochino complicato – nientepopodimeno che la guerra nel mondo – e ci sviluppa il suo ragionamento.

Nel suo (o di chi per lui) ragionamento, per abbattere il nemico del giorno, cioè per descrivere in modo negativo la NATO, l’autore getta nello stesso calderone quattro vere o presunte vittime dell'”Occidente”: Gheddafi, Saddam, Bin Laden e Mubarak.

Ora, non voglio fare due cose. In primis, non voglio entrare nel problemino della guerra giusta o sbagliata. In secundis, non voglio farmi San Pietro per condannare all’inferno o al paradiso Gheddafi, Saddam, Laden, Mubarak e/o la NATO. Vorrei però far notare alcune contraddizioni presenti nel post di Grillo (o di chi per lui), come anche alcune lacune nell’analisi di Grillo (o di chi per lui) che inevitabilmente invalidano le conclusioni (che come spesso nel Grillo-pensiero assumono toni quasi apocalittici, ma non è questo il punto). A seguire, quanto scritto da Grillo (o da chi per lui):

E’ morto un altro alleato dell’Occidente. Si chiamava Gheddafi. Le sue forze armate furono addestrate dall’Italia. Ha aiutato i servizi americani nella caccia ai terroristi islamici. Riforniva di petrolio l’Europa. Era un dittatore amico. Napolitano gli strinse la mano alcuni mesi fa e Berlusconi addirittura gliela baciò e con l’Italia sottoscrisse un trattato di pace. Riforniva con il suo petrolio l’Europa e con il denaro libico le banche internazionali che lo adoravano. La Libia è stata attaccata dagli aerei francesi e dai tomahawk americani, bombardata per mesi.

Dunque, leggendo queste righe rimangono dei dubbi: secondo Grillo (o chi per lui) Gheddafi era o non era un “alleato”? I leader e le banche occidentali lo “adoravano” oppure no? Da queste righe questi fatti non risultano chiari. Cosi come manca del tutto una vera analisi dei rapporti Gheddafi-Occidente, che tra l’altro oscillarono e cambiarono più volte nell’arco dei 42 anni di vita del regime del Colonnello, come spiegato tra gli altri da Bernardo Valli o dal Professor Vandewalle:

Senza l’intervento della Nato, che ha operato fuori dal mandato dell’ONU, i ribelli non avrebbero potuto nulla. Chi li ha armati? In un Paese sotto il controllo di una dittatura da 42 anni è plausibile che i fucili mitragliatori e i blindati siano nati sotto i cavoli?

Su questo tema, sul chi ha armato i ribelli, i complottisti possono mettersi l’anima in pace: non c’è nessuna verità nascosta e nessun complottismo che tenga. Non c’è bisogno di scomodare gli ortaggi. Una parte dell’esercito libico di Gheddafi si è ribellata, si chiama Esercito di Liberazione Nazionale (ELN). Molte delle armi dell’ELN quei soldati (ora ribelli) ce l’avevano già in mano, altre sono state prese dai depositi dell’esercito regolare. Inoltre, sono stati riforniti di armi dagli Emirati Arabi, l’Egitto, il Qatar, gli USA e la Gran Bretagna. Non è un mistero, ne hanno scritto tutti i giornali, compresi il New York Post e il Wall Street Journal. E’ davvero strano che Grillo (o chi per lui) non lo sappia.

Il post continua:

Gheddafi è stato ammazzato come un maiale in uno scannatoio. Non ha avuto un processo nel quale avrebbe sputtanato le nazioni occidentali. Era in fuga da Sirte con un convoglio che è stato attaccato da aerei francesi, come ha dichiarato Gérard Loguet (*), il ministro della difesa della Francia. Gheddafi è stato lasciato (consegnato?) ai suoi carnefici, che lo hanno percosso, ferito con più proiettili alle gambe e ucciso con un colpo alla testa. Il suo corpo è stato trascinato per le strade ed esibito come un trofeo di caccia grossa. Mahmud Jibril, ex collaboratore di Gheddafi con la carica di Presidente dell’Ufficio per lo Sviluppo economico nazionale fino all’inizio del 2011 e diventato primo ministro del Governo Transitorio, ha dichiarato “Abbiamo atteso questo momento da lungo tempo. Muammar Gheddafi è stato ucciso“.

Sulla vicenda dell’uccisione di Gheddafi si dovrà far chiarezza, me fosse andata come ci è stato raccontanto a caldo non sarebbe certo un avvenimento inaspettato o eccezionale. Non sarebbe il primo dittatore a cadere nelle mani dei ribelli, essere giustiziato sommariamente ed essere “trascinato per le strade ed esibito come un trofeo di caccia grossa”. E’ dai tempi dell’Iliade che sentiamo parlare di queste cose. E anche in Italia ne sappiamo qualcosa.

Poi arriva la sentenza:

Il sipario è calato su questa farsa. Il petrolio libico è ora a disposizione dell’Occidente.

Ma non era la stessa cosa prima, Grillo? Hai appena scritto che Gheddafi “Riforniva con il suo petrolio l’Europa.” Ma poi, cosa dovrebbero farci con il petrolio i libici? Forse dovrebbero estralo, metterlo nei barili e tenerseli dentro casa al posto dei mobili? Mi pare ovvio che continueranno a venderlo, e mi pare altrettanto ovvio che l’Italia e i Paesi dell’Occidente ne acquisteranno una quantità ben superiore rispetto al Ciad, alle Isole Samoa e all’Africa subsahariana.

Il post continua:

I complici di Gheddafi lo hanno sostituito, gli ex sodali lo hanno sacrificato. Prima di lui altri alleati dell’Occidente hanno seguito la sua sorte. Bin Laden, in rapporti per anni con la Cia, che aiutò gli americani nella guerra afgana contro i sovietici. Mubarak, sostituito da un regime militare, che ha avuto forti legami per decenni con le potenze occidentali, ora più morto che vivo e trascinato su una barella in tribunale. Saddam Hussein, il laico, il baluardo contro il khomeinismo, armato per anni dall’Occidente nella sanguinosa guerra contro l’Iran e poi impiccato dopo l’occupazione dell’Iraq della Nato dovuta a inesistenti armi di distruzione di massa.

Qui Grillo (o chi per lui) butta nello stesso calderone quattro persone:

1. Gheddafi, dittatore libico ucciso da ribelli libici in una guerra civile.

2. Bin Laden, terrorista saudita ucciso da soldati statunitensi in Pakistan.

3. Mubarak, ex presidente/dittatore egiziano cacciato dal potere da una protesta popolare. Nessuno lo ha ucciso, è ancora vivo. Sarà processato. Forse. Sarà condannato o magari no. Non lo possiamo sapere.

4. Saddam Hussein, ex presidente/dittatore iracheno, processato e condannato a morte da un tribunale speciale iracheno – sentenza confermata in appello – per crimini contro l’umanità.

Questi quattro personaggi hanno in comune l’aver avuto rapporti con l’”Occidente” prima di inimicarselo? Allora, caro Grillo (o chi per te), avresti potuto inserire nella lista anche Mussolini, Diem, Thieu, Pinochet, Marcos, Ceaucescu, Milosevic, Suharto e mille altri personaggi. Alcuni assassinati, altri giustiziati senza processo o dopo processi sommari, altri ancora processati da corti regolari. Alcuni condannati a morte, altri alla galera. Altri ancora graziati. Qual è, dunque, il nesso logico tra i quattro personaggi che hai deciso di buttare nello stesso calderone?

Il post continua:

Ora che gli amici sono finiti, chi sarà il prossimo a cadere? Mahmud Ahmadinejad, presidente dell’Iran Abd al-Qādir Bājamāl, primo ministro dello Yemen? Bashār al-Asad, capo di Stato della Siria? Il mullah Omar, ex presidente dell’Afghanistan? Il Nord Africa è pacificato, il Golfo Persico non ancora. Dagli alleati ti guardi Iddio, che dalla NATO non ti guarda nessuno.

Fermi tutti, che sia questo il senso dell’articolo che abbiamo faticosamente letto e analizzato? Il post vuole cercare di accusare la NATO di voler spodestare tutti i dittatori al mondo? Sta cercando faticosamente di argomentare che la Nato ha, o meglio avrebbe, utilizzato come pupazzi telecomandati i milioni di cittadini arabi e di tutto il mondo che quest’anno sono scesi in piazza pacificamente, si sono dati fuoco, hanno protestato, sono stati picchiati, incarcerati, ammazzati o hanno imbracciato le armi per abbattere la dittatura nel loro paese?

Se questo è il ragionamento, come mi sembra di intuire, mi pare come minimo molto semplicistico e impreciso per una lunga serie di ragione. Basti dire che Grillo (o chi per lui) parla ripetutamente di “Occidente”, mentre il Consiglio di Transizione Nazionale libico è stato riconosciuto dalla stragrande maggioranza dei paesi al mondo, “Oriente” compreso, con le sole eccezioni di Cuba, Venezuela, Nicaragua, Ecuador, Peru e Zimbabwe.

In secundis, perché Grillo (o chi per lui) si dimentica del tutto di ricordare che in principio Gheddafi stesso aveva promesso di voler schiacciare gli oppositori come “ratti” (topi), anticipando una “nuova Tienanmen”, e che il figlio del Colonnello aveva promesso “fiumi di sangue”. Soprattutto, Grillo dimentica che prima dell’intervento “occidentale” Gheddafi stava effettivamente reprimendo nel sangue le rivolte popolari, violando in modo fragrante i diritti umani con bombardamenti indiscriminati sulle città, esecuzioni sommarie, rapimenti di stato, arresti indiscriminati, torture e stupri contro civili disarmati rei di aver partecipato a manifestazioni pacifiche.

Inoltre, Grillo (o chi per lui) scrive che la NATO “ha operato fuori del mandato ONU”. Ma èfalso. Era stato proprio il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ad aver passato una risoluzione che comandava la difesa “con ogni mezzo” dei cittadini libici. L’unica misura che la risoluzione vietava era una “forza di occupazione straniera”, che ad oggi non c’è stata. Tra l’altro, il voto del 17 marzo al Consiglio dell’ONU non è stato opposto da nessun paese. Si può essere d’accordo o meno con l’intervento NATO in Libia – e chi scrive è molto critico – ma scrivere che è “fuori del mandato ONU” è semplicemente falso. Si può essere d’accordo o meno su qualunque cosa, eccetto su una: per meritare il rispetto non bisogna mentire. 

Come ultimo punto, aggiungo che a titolo personale trovo il senso dell’articolo irrispettoso nei confronti di tutte quelle donne e quegli uomini che, come gli arabi nel 2011 e gli europei nel 1989 e nel 1943-1945, lottarono per la libertà, la giustizia e la decenza. L’eventuale aiuto esterno non inficia la bontà o meno di una causa.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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