Thailandia, vende DVD sulla Famiglia Reale: condannato per lesa maestà

Re e Primo Ministro

Re Bhumipol Adulyadej (a destra) insieme al Primo Ministro Yingluck Shinawatra. Foto da Bangkok Post

BANGKOK (Asiablog) – Con una sentenza emessa oggi, 28 marzo, un tribunale thailandese ha condannato un uomo a tre anni e quattro mesi di reclusione per la vendita di alcuni DVD durante una manifestazione delle Camicie Rosse nell’aprile del 2011.

I DVD contenevano degli stralci di un documentario realizzato dalla ABC (Australian Broadcasting Corporation, la principale società radio-televisiva pubblica australiana). Il documentario, realizzato nel 2010 e diffuso in Thailandia solo clandestinamente, discute del futuro della Monarchia nel cosiddetto Paese dei Sorrisi. Secondo i giudici, il contenuto del documentario sarebbe offensivo nei riguardi della Famiglia Reale.

Il 37enne Akachai Hongkangwan, che si era difeso argomentando di aver solamente cercato di diffondere informazioni neutrali prodotte da media stranieri, è stato anche multato per 66.666 baht (1.800 euro) per aver venduto DVD senza licenza.

“L’imputato ha personalmente assemblato e distribuito i video dopo aver scaricato il documentario da Internet. Era pienamente consapevole delle sue azioni,” ha detto un giudice del tribunale penale di Bangkok.

Re Bhumipol Adulyadej, 85 anni, è descritto ufficialmente come una semi-divinita’ ed e’ oggetto di un sensazionale culto della personalita’. Rivolgere una critica al Sovrano e’ di fatto punibile dalla legge. In base all’Articolo 112 del Codice Penale del Regno della Thailandia, chi viene giudicato colpevole di aver mancato di rispetto alla Famiglia Reale può servire fino a 15 anni di carcere per ogni singola infrazione. Questa caccia alle streghe continua nonostante il Re in persona, in un discorso pubblico risalente al 2005, disse che nemmeno il Sovrano deve essere immune dalle critiche.

Anon Numpa, l’avvocato difensore di Akachai, ha annunciato la volonta’ di portare la sentenza davanti alla Corte Costituzionale. “Questa legge viola la Costituzione,” ha dichiarato Anon. Secondo l’avvocato, il draconiano Articolo 112, meglio noto come legge di lesa maesta’, violerebbe la Carta costituzionale del 2007, che in via teorica garantisce Liberta’ di Espressione ai cittadini del Regno e vieta punizioni eccessive per le offese.

A gennaio, in un caso che è stato ampiamente denunciato dai gruppi per i diritti umani e dalla stampa internazionale, Somyot Prueksakasemsuk, un ex sindacalista, attivista politico e editore di una rivista di tendenze socialdemocratiche, è stato condannato a 11 anni di galera per 2 articoli ‘diffamatori’ nei confronti di Re Bhumibol.

Secondo i critici, la legge sulla lesa maesta’ viene strumentalizzata politicamente dai detentori del potere per screditare e mettere a tacere gli avversari, e dunque per difendere l’egemonia culturale, il potere politico e i privilegi economici della Casta thailandese.

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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