Fatti il tuo paradiso

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Tak – photo by tiziano matteucci

Coinvolto da Alessio che giustamente critica il fatto che troppo spesso capita di leggere pseudo informazioni in cui si indicano cifre ridicole che sarebbero sufficienti per “vivere in Thailandia” mentre in realtà con le medesime cifre si può vivere ovunque, non resta che fare il mio prosaico conto della spesa (al cambio euro/baht = 38) da pensionato italiano che trascorre i suoi giorni in Thailandia invece che in Italia.

tak

Tak – photo by tiziano matteucci

Vivo in affitto nel centro di Tak in una villetta a schiera (ma non figuratevi identica a quelle italiane, diciamo concettualmente simile ma con dettagli molto, a volte troppo, diversi) di circa 60 mq su due piani. Al primo piano ambiente unico: ingresso, sala da pranzo e 1 bagno. Al secondo piano: 2 camere da letto e 1 bagno. Fronte strada con tettoia uso posto auto e retro con tettoia uso cucina. Se volessi acquistarla costerebbe 18.500 euro (ma non ci penso neppure lontanamente).

Affitto mensile: 3.200 baht = circa 84 euro. In 4 anni mai ricevuto richieste di aumento. A mie spese: installazione condizionatore, boiler acqua calda ed arredamento (costo complessivo di circa 3.000 euro). Luce ed acqua: mediamente nell’ultimo anno ho speso 7 euro al mese (le bollette sono mensili ed il padrone di casa le somma all’affitto). Internet: 22 euro al mese. Televisione via cavo: 6 euro al mese.

Costo totale mensile: 119 euro (quanto ho preso la residenza, col cambio euro/baht a 47, il costo totale era di 96 euro).

Un resort gestito da un italiano, 3 km fuori dalla città di Tak, per 40 euro al giorno offre pensione completa, bevande, internet, lavanderia, noleggio scooter o bicicletta. Con la quarta settima gratuita dopo tre settimane di soggiorno.

Le alternative al “lusso” sono date da vari resort gestiti da thailandesi con costi giornalieri variabili da 9 a 12 euro per il solo pernottamento (a volte anche colazione thailandese) ma comunque in strutture più o meno dotate di aria condizionata, TV, internet ed in alcuni casi ampio giardino ed anche bungalow singolo. I medesimi prezzi si possono trovare in tutta la Thailandia e, forse inutile dirlo,  non sono prezzi per persona ma per  “camera”.

Questo è il momento per descrivere Tak, città sita 450 km a nord di Bangkok, 300 km a sud di Chiang Mai, 60 km ad ovest di Sukhothai ed 80 km ad est di Mae Sot (confine birmano):

L’omonimo capoluogo di provincia non è particolarmente interessante, e dal momento che negli ultimi anni i trasporti verso le altre zone della provincia di Tak sono notevolmente migliorati, oggi si può tranquillamente fare a meno di fermarsi qui. (Lonely Planet Thailandia – ed. 2010 – p. 470)

E con questo i turisti sono avvisati. Non mi risultano proteste da parte dell’ente turistico ma d’altra parte il crudo realismo di quella che molti definiscono la Bibbia del viaggiatore ha la sua ragion d’essere.

A Tak consumare un “pasto frugale” per strada costa da 0,55 a 1,20 euro.

Per “pasto frugale” intendo un piatto di riso o vermicelli/pasta di riso accompagnati da verdure con o senza pollo, maiale, pesce (che qui è solo di fiume) o crostacei (di ignota provenienza). Il tutto asciutto o in brodo. La spesa comprende l’acqua comune (contenitore raffreddato da cui si attinge liberamente).

mercato notturno

Tak – mercato notturno – photo by tiziano matteucci

Un normale banchetto di vendita di cibo (definiamola piccola tavola calda su ruote), comune in tutta la Thailandia, in Italia non verrebbe chiuso dall’Ufficio Igiene: verrebbe raso al suolo con un lanciafiamme  (n.b. io li  frequento abitualmente).

I prezzi sono i seguenti:

Som tamnoto in inglese come papaya salad: 0,52 euro di piccante allo stato puro. Un bicchiere di tè o simile con ghiaccio tritato: 0,26 euro. Una fetta d’anguria: 0,52 euro. Un cocomero intero, circonferenza circa 70 cm.: da 1 a 1,80 euro. Un mezzo ananas pelato e tagliato o mezza papaia: 0,65 euro. Ananas intero o papaia intera: da o,65 a 1,30 euro – dipende dalle dimensioni. Un bicchiere di frullato di frutta o verdura con ghiaccio tritato: da 0,40 a 0,52 euro. Al mercato pomeridiano una porzione di cibo pronto (take away): da 0,65 a 1,30 euro. Mazzo di verdura (contorno per due persone): da 0,13 a 0,52, euro. Altra frutta fresca: 1 kg. da 0,65 a 1,31 (il frutto più costoso, il durian, da 1,57 a 3,90). Acqua potabile (l’acqua degli impianti idrici casalinghi non è  consigliata) in contenitori casalinghi da 20 litri, consegnati a domicilio: 0,32 euro.

venditrice di ananas

Venditrice di ananas – photo by tiziano matteucci

A Tak non esistono ristoranti “stranieri”. Per un brevissimo periodo un tedesco ha aperto una pizzeria, ma non è mercato ed ha chiuso dopo pochi mesi. Le alternative alla cucina da strada sono o ristoranti thailandesi o le note multinazionali del pasto, di solito localizzate al centro commerciale BigC se non al TESCO/Lotus, come KFC o MK (catena di ristoranti dove ti cuoci in acqua bollente il cibo che hai scelto). Qui un pasto abbondante costa circa 12 euro. Nei centri commerciali si trova anche qualche prodotto italiano (pasta, olio, passata di pomodoro) ma a prezzi superiori di quelli italiani, scelta limitatissima e rappresentata solo da marche di largo consumo e media qualità. Nei centri commerciali si trova anche pesce di mare, ma in condizioni per me inaccettabili.  In un buon ristorante sul fiume Ping, scordatevi l’aria condizionata, un ottimo pasto (thailandese) abbondante viene a costare 8/10 euro (considero che beviate una birra). Una bistecca (T-bone) formalmente simile alla “bistecca fiorentina” (ma solo per 1/3 in dimensioni e spessore – oltre che congelata, trattamento che considero orrido),  mangiata “on the road”: 3,40 euro.

Vi avviso che io mangio solo per non morire di fame e quindi, quando sono affamato, mangio di tutto ed a qualsiasi condizione. Non sento la mancanza di alcun cibo italiano pur avendo, con la cucina in generale, un rapporto affettuoso ma molto critico. Dico questo solo per farvi presente la mia inaffidabilità circa i consigli/commenti su dove e cosa mangiare.

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Papaya salad – photo by tizianomatteucci

Un prodotto da forno per la colazione: 0,65 euro. Vasetto di yogurt: 0,31 euro. Tazza di caffè (solubile): 0,32 euro. Pacchetto di sigarette, le più costose: 1,80 euro. Una buona camicia o t- shirt: 10 euro (in saldo Tesco/Lotus: 5 euro). Camicia e t-shirt comune: 4 euro. Un buon paio di bermuda: 12 euro. Bermuda comuni: 1,80 euro. Infradito di qualità: 21 euro. Infradito comuni: da  1 a  1,50 euro.

tak mercato

Tak – mercato del sabato – photo by tiziano matteucci

Per la mia permanenza in Thailandia ho un costo fisso annuale di 50 euro per il rinnovo del visto che faccio all’ufficio immigrazione di Mae Sot (raggiungibile in mini van più pseudo bus locale con 2,70 euro a/r) ed altri 100 euro per il visto annuale per uscire/rientrate dalla Thailandia (ma questo potrei anche evitarlo, potrei richiederne uno singolo al momento di un’eventuale uscita con una spesa di soli 47,50 euro). Ogni novanta giorni piccole spese postali e di fotocopie (circa 0,28 euro) per l’invio dell’obbligatoria comunicazione della mia  permanenza sul territorio nazionale. Devo (dovrei) spendere anche 40,29 euro annuali per il bollo del passaporto italiano.

Se volete venire a Tak da Bangkok, in autobus con aria condizionata, televisione e toilette, un pasto frugale a mezzogiorno, acqua e biscotti durante il viaggio, spendete 9 euro. Per proseguire sino a Chiang Mai (300 km) dovrete aggiungere altri 8 euro. Se invece volete venire  in taxi, il viaggio vi costerà da 100 a 130 euro. Riguardo ai costi ed alla capillarità nulla da eccepire, si viaggia ovunque e con poca spesa. L’importante è armarsi di tempo, molta pazienza e rassegnazione.

Pai

Sulla strada per Pai – photo by tiziano matteucci

Ho uno scooter 108 c.c. pagato 1.300 euro più le spese per assicurazione annua (10 euro) e bollo (3 euro). Ho anche un pickup 2500 c.c. pagato euro 17.000 più le spese per l’assicurazione (520 euro) che mi copre anche danni che ho provocato io, come urtare un paletto o scorticare un cerchione, o danni provocati da non assicurati: un grosso cane mi ha rotto il paraurti anteriore (poi ho montato il paravacche). Il bollo costa 130 euro. La manutenzione periodica (5.000 km) all’officina della casa madre varia da 2 a 80 euro.

Guidare in Thailandia meriterebbe un capitolo a parte ma, per la scarsa attinenza con l’argomento in questione,  evito di parlarne. La patente, dopo il primo anno, viene rilasciata con durata quinquennale (costo circa 10 euro).

La mia assicurazione sanitaria è il proseguimento della polizza aziendale sottoscritta quando lavoravo, per ora non ne ho mai avuto bisogno: premio annuo 600 euro rinnovabile sino al 75esimo anno di età.

Riassumo i dati che ho esposto e li calcolo su base mensile:

  • Colazione (equivalente di 3 brioche e un caffè americano): 29 euro
  • Pranzo e cena (pasti frugali mattina e sera): 72 euro
  • Merenda e bibita pomeridiana: 20 euro
  • Costi permanenza (visti/bolli e assicurazione sanitaria): 58 euro
  • Affitto casa e utenze (senza Tv ed internet): 91 euro
  • Totale mensile: 270 euro

Mancano tutte le spese di viaggio (per e in Thailandia) e di un qualsiasi mezzo di trasporto e anche tutte quelle spese che io ho (elencato) ma che altri possono evitare (scooter/auto, arredamento, condizionatore, boiler acqua calda). Mancano poi tutte le spese che ciascuno di noi, secondo le proprie ESIGENZE, PASSIONI e VIZI, effettua per vivere (poi ci sono gli IMPREVISTI).

100 baht

100 Baht thailandesi, 1968.

Direi che 270 euro è la spesa minima al di sopra della “sopravvivenza a pane, anzi riso, ed acqua sotto ad una palma”. Se sia vivere decida il lettore.

Alla fine il prosaico conto della spesa è l’unica cosa facile da fare, il difficile diventa stabilire cosa si intende per “vivere”.

“Nei momenti in cui il regno dell’umano mi sembra condannato alla pesantezza, penso che dovrei volare come Perseo in un altro spazio (…) Voglio dire che devo cambiare il mio approccio, devo guardare il mondo con un’altra ottica, un’altra logica, altri metodi di conoscenza e di verifica”. (Lezioni americane, Italo Calvino)

ristorante chiuso

Pizzeria di un tedesco ora chiusa – photo by tiziano matteucci

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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7 Responses to Fatti il tuo paradiso

  1. Mario says:

    Mi sembra ce tu abbia scattato una foto nitida di quelle che sono le realtà Tailandesi per cui, quello di risiedere per sei mesi e constatarne l’effettivo stato di vita, mi sembra una ottima idea viste le false notizie di un paradiso a pochi soldi. Grazie e saluti

    • Grazie Mario, peccato che qualche mese addietro per un disguido tecnico si siano cancellati tutti i commenti del blog, quindi anche tutti quelli di questo “vecchio” post.
      Tanti interventi ampliavano i temi e tra questi il consiglio che prevaleva era per l’appunto di farsi prima un “soggiorno temporaneo lungo, senza prendere impegni”…
      e mai cercare un paradiso, al massimo un inferno migliore.
      Saluti

  2. Claudia says:

    Ottimo articolo pieno di informazioni utili. La Thailandia come ogni altro posto del mondo avrà pregi e difetti (io ad esempio adoro la cucina mediterranea), ma di certo qui in Italia con 1000/1500€ al mese muoio di fame e cerco di galleggiare, li certamente (credo) vivrei in modo molto molto migliore almeno dal punto di vista economico. La mia idea è comunque quella di sperimentare, viaggiare. Sono freelance e posso vivere e lavorare in qualsiasi parte del mondo e voglio assolutamente vivere viaggiando :)

    • Grazie per il complimento ed una raccomandazione relativa ad argomento NON trattato nell’articolo (il mio visto vieta espressamente il lavoro).
      Per uno straniero lavorare in Thailandia non e’ semplicissimo, serve un visto apposito e molti lavori sono vietati per legge … insomma: molto meglio informarsi al riguardo.

  3. Claudia says:

    Ciao Tiziano,
    grazie della risposta! In effetti ieri sera ho continuato a fare diverse ricerche e ho letto questa cosa qui che dici te. C’è da capire se anche il mio rientra tra questi lavori illegali in Thailandia. La partenza tanto è a data da destinarsi quindi, mi prendo tutto il tempo per reperire le informazioni che mi servono :-)

    Grazie, ciao!

  4. Valerio says:

    Finalmente una oculata e seria lettura oltre le solite false ed uguali lettere di padre madre e due figli che si trasferiscono e voi vivono felici della scelta fatta. Lettera che copia e incolla gira x tutti i siti sui generi. Grazie x la chiarezza pensavo alla terra dei sorrisi x trasferirmi all’estero ma con questa lettura hai smorzato i miei entusiasmi. Domani mi preparo un bel piatto di spaghetti con pomodoro fresco , mi era già venuta nostalgia……..

    • Grazie, Valerio, per le “lodi”.
      All’epoca del post, d’altra parte, l’unica alternativa di “informazione” erano sempre e solo trite e ritrite rappresentazioni della “vita” col solo termine quantitativo dei “soldi”.
      È l’economia che fa girare il mondo ma questo non basta.
      A tutti piacerebbe vivere come oggi vive Bill Gates ma, non appartenendo a quello 0, 01% della popolazione mondiale, bisogna soprattutto intendersi riguardo al “vivere”. Insomma: ci si deve confrontare non solo con quel, poco o tanto, che abbiamo di risorse economiche ma misurare noi stessi e l’inferno in cui viviamo (o in cui crediamo di vivere) confrontandolo con altri inferni che possono (o potrebbero) essere un poco più vivibili … ma credo sia un’opzione che “vende” poco.
      Comunque: buon appetito.

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