Thailandia, il mango e il Parco del Re

Mango – foto tiziano matteucci

Il mango è un albero sacro per gli induisti, spesso ricordato anche nei testi buddhisti, e nel libro “The Story of Mahajanaka“, un mito classico rivisitato da Sua Maestà Bhumibol Adulyadej, il Grande Rama IX (พระบาทสมเด็จพระเจ้าอยู่หัวภูมิพลอดุลยเดชมหาราช), Re di Thailandia (พระมหากษัตริย์ไทย) e capo della Dinastia dei Chakri. Nell’opera di Bhumibol si racconta proprio una vicenda legata al mango.

The Story of Mahajanaka by His Majesty King Bhumibol Adulyadej of Thailand

Un giorno, il Capo Guardiano del Parco Reale, portò al Re frutti e fiori di varie specie. Vedendo tutte queste meraviglie, il Re Mahajanaka fu molto felice,  si  congratulò col Capo guardiano e disse: “Guardate che magnificenza. Vogliamo visitare il Parco Reale, … Il Re, sull’elefante reale, lasciò la città con un lungo corteo e arrivò al parco. Vicino alla porta, c’erano due alberi di mango con un risplendente fogliame verde.

Uno di questi carico di frutti; l’altro, invece, non ne aveva. … 

The Story of Mahajanaka

The Story of Mahajanaka by His Majesty King Bhumibol Adulyadej of Thailand

Seduto sull’elefante, il Re prese un frutto e lo assaggiò. Appena il frutto toccò la punta della sua lingua gli parve nettare. Il Re pensò: “Ne mangeremo a sazietà sulla via del ritorno” ed entrò nel Parco Reale”. … Tutti coloro che lo seguivano nel corteo, dal viceré, ai mahout e ai palafrenieri, visto che il Re aveva già mangiato uno dei saporiti frutti, ne raccolsero  fino ad esserne sazi. Anche altri che seguivano, pur di raccogliere frutti, utilizzarono bastoni per abbattere i rami, spogliando l’albero dalle foglie ed alla fine l’albero venne sradicato. L’altro albero di mango restò maestoso, come una montagna scintillante,  una gemma.

Il Re uscì dal Parco Reale; vedendo questo spettacolo, chiese ai cortigiani: «Cos’è tutto questo?”

The Story of Mahajanaka by His Majesty King Bhumibol Adulyadej of Thailand

I cortigiani dissero: “I sudditi, sapendo che Sua Maestà aveva già mangiato un frutto, hanno combattuto tra di loro per ottenere un boccone di mango”.
Il Re chiese: “Il fogliame e lo splendore di questo albero sono scomparsi, ma il fogliame e lo splendore di quell’altro albero sono ancora intatti. Come mai ?»
I cortigiani risposero: “Il fogliame e lo splendore dell’altro albero non se ne sono andati perché non porta frutto.”
Il Re pensò: “Quell’albero è ancora splendidamente verde, perché non ha alcun frutto, ma quest’albero è stato sradicato perché portava frutti. Il mio trono è come l’albero con frutti; l’isolamento tranquillo è come l’albero senza frutti. 
… Chiunque, sia egli un commerciante, un contadino, un re o un sacerdote, ha il dovere di “fare” …” 

La storia dell’antico Re Mahajanaka pone dapprima l’accento sull’ignoranza dei propri sudditi e, la morale della favola, evidenzia l’indispensabile e saggio lavoro che il Re deve fare per favorire “conoscenza e consapevolezza” tra i sudditi, iniziando dalla distinzione tra ciò che è buono e fa crescere e ciò che non lo è. Dice il Re: “Non basta la conoscenza della tecnologia”.

Venditrice di manghi – foto tiziano matteucci

Il mango (Mangifera indica), in lingua thailandese: มะม่วง (mamuang), è un albero appartenente alla famiglia delle Anacardiacee, originario dell’India, diffuso da seimila anni in tutto il sudest asiatico ed introdotto dai portoghesi, nel Seicento, in tutte le zone tropicali e nelle aree limitrofe non soggette a gelo. In Europa viene coltivato nelle zone più calde: Andalusia, Sicilia e Calabria. La sua diffusione globale fa sì che il frutto sia presente tutto l’anno sui mercati mondiali.

Frutti di mango – foto tiziano matteucci

Coltivato in diverse varietà produce frutti che hanno diverse dimensioni e peso – un frutto può arrivare anche ad 1 kg ma solitamente in commercio è possibile trovarli da 100 a 500 grammi. La buccia ha diverse tonalità: verde, gialla, rossa, oppure un miscuglio di questi colori. 

I frutti maturi, con la buccia, hanno un caratteristico odore resinoso.

La polpa giallo arancio del frutto è compatta, profumata e molto gustosa. Il nocciolo occupa buona parte del frutto con la sua forma ovoidale – simile ad un grande seme di zucca – tutta ricoperta da fibre ben collegate alla polpa.

kao niao mamuang – foto tiziano matteucci 

 

Il mango è ricco di nutrienti. La polpa del frutto è ricca in fibre. Le vitamine C, A ed E sono presenti in una porzione da 165 grammi per il 25%, 76% e 9% della dose giornaliera consigliata. Presenti anche vitamina B6, vitamina K ed altri nutrienti come il potassio e il rame. La buccia del mango contiene pigmenti con proprietà antiossidanti che possono contrastare l’azione dei radicali liberi in vari processi patologici.

Io lo mangio abitualmente e spesso servito con riso glutinoso in latte di cocco e, nel caso passiate dalla Thailandia e vogliate assaggiarlo, si chiama “kao niao mamuang” (ข้าวเหนียวมะม่วง).

Se poi mentre visitate la Thailandia volete vedere un Parco Reale andate al Ratchaphruek Royal Park  (อุทยานหลวงราชพฤกษ์ ) a Chiang Mai.

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

Inizialmente era un vero Parco Reale, ma oggi questi 65 ettari ai piedi del Doi Suthep sono un parco floreale pubblico. Qui si possono vedere ricostruzioni di giardini di varie parti del mondo, serre dedicate alle piante delle diverse zone climatiche, opere d’arte moderne ed altri strani oggetti.

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

 

 

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

 

 

 

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

 

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

 

 

 

 

Ratchaphruek Royal Park – foto tiziano matteucci

 

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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