Thailandia, bombe a Yala

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L'esercito thailandese ha distribuito armi a gruppi di "volontari" di etnia tai a scopo di autodifesa contro i ribelli. Foto Surapan Boonthanom/Reuters

28 bombe a Yala: nessun morto, 12 feriti compreso un bambino. E’ l’ultimo episodio della decennale insurrezione guidata da ribelli malay

KUALA LUMPUR (Asiablog) – 28 bombe sono esplose a Yala, una città 1.000 km a sud della capitale Bangkok e a soli 100 km dal confine con la Malaysia, ferendo dodici persone, tra i quali un bambino di 11 anni.  

“Si è trattato di bombe rudimentali piazzate in 14 diversi punti della città”, ha detto il tenente generale Prawut Thawornsiri, portavoce della polizia tailandese, aggiungendo che gli esplosivi erano di modeste dimensioni, probabilmente destinati a seminare il panico piuttosto che ad uccidere.

“Questi attacchi sono una rappresaglia da parte degli insorti per l’incidente di ieri sera,” ha detto ai giornalisti il tenente generale Prakarn Cholayuth, comandante della Regione militare 4, riferendosi a una sparatoria nella vicina provincia di Pattani che ha portato all’arresto di due sospetti ribelli e l’uccisione di terzo, identificato come Nie-duereh Jehae, 28 anni.

Il governo militare della Thailandia ha annunciato di voler aprire nuovi colloqui di pace con i gruppi separatisti del profondo sud che si potrebbero svolgere in Malaysia tra fine maggio ed inizio giugno

Più di 6000 persone sono state uccise dal 2004 ad oggi nel contesto della decennale insurrezione della Thailandia del sud condotta da indipendentisti di lingua ed etnia malay e religione musulmana contro il governo di Bangkok.

Alessio Fratticcioli
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