La studentessa thailandese che sfida il regime militare

Nattanan Warintarawet

Nattanan Warintarawet, la studentessa che ha causato scalpore chiedendo pensiero critico e democrazia in una società gerarchica, opponendosi al percorso di studi imposto dalla giunta militare.

BANGKOK (AA) – Una diciassette studentessa sta provocando scalpore in Thailandia sfidando gli editti della giunta, che ha preso il potere nel regno nel maggio dello scorso anno.
Emblema di una piccola ma risoluta nuova generazione di adolescenti con una coscienza politica, Nattanan Warintarawet sta sostenendo il “pensiero critico” e la democrazia per contrastare i soffocanti valori morali imposti dal regime militare.
All’inizio di questa settimana, impegnata in un esame sui “12 valori nazionali” inseriti nel programma di studi da parte della giunta poco dopo il colpo di stato dello scorso anno, Nattanan ha restituito il compito in bianco, un vuoto per esprimere la sua disapprovazione del tema.
I “12 valori nazionali“, nati da un’idea del capo della giunta e primo ministro generale Prayuth Chan-Ocha, includono “perseveranza nell’apprendimento”, “gratitudine per i genitori, i tutori e gli insegnanti ” e “amore per la nazione, la religione e la monarchia”. I bambini delle scuole sono tenuti a recitare quotidianamente questi dogmi.
Dal suo aspetto esterno, nulla distingue la giovane Nattanan dalle altre tranquille studentesse iscritte al sistema scolastico thailandese notoriamente paternalistica.
Ma una volta che l’eloquente adolescente inizia a parlare, diventa chiaro che non è il tipo di persona da accettare la sottomissione ad un sistema in cui le parole degli “anziani” – siano essi insegnanti o leader del paese – sono ritenute di per sé una regola fondamentale.
«Avremmo dovuto scrivere una sorta di recita nazionalistico – monarchico – religiosa, come ripetere il testo di una canzone. Ci viene chiesto di credere in questi valori, senza pensare alla loro correttezza», ha detto Nattanan dell’esame. «Ho pensato che il soggetto fosse contrario al pensiero critico».
L’adolescente, non si è fermata dopo il primo atto di ribellione ma anzi, ha alzato il tiro scrivendo una lettera aperta niente meno che a Prayuth per spiegare i motivi del suo gesto.
Ha scritto: «Il tema sul Dovere Civico non è altro che una forma di propaganda: gli studenti sono indirizzati solo verso una serie di valori “veri”, promuove l’intolleranza verso le critiche contro il governo e condanna come inutile la libertà di parola»
La sua capacità di pensiero critico non è passata inosservata – guadagnandosi la convocazione di un dirigente scolastico che ha indagato sul suo comportamento. Pochi giorni dopo, un giornale thailandese ha citato un funzionario scolastico anonimo che descrive Nattanan come “malata di mente”.
«Gli insegnanti che sono contro di me non mi attaccano direttamente. Ma io non so quello che fanno dietro le quinte», ha commentato Nattanan, segnalando che alcuni insegnanti le hanno dichiarato il loro sostegno morale.
Ma l’esame di questa settimana non è stato il primo incidente in cui l’adolescente ha messo in discussione l’autorità.
Lo scorso gennaio, Nattanan, era stata tra i due studenti selezionati per partecipare a un programma televisivo, sul futuro della Thailandia, a fianco di Thienchay Kirinandana, il presidente del Comitato per la riforma nazionale, un gruppo nominato dalla giunta col compito di riformare il sistema politico.
Poco prima che iniziasse la registrazione del programma, Nattanan, racconta che stava chiacchierando con Thienchay che le diceva come il compito della sua commissione fosse quello di sradicare la corruzione dalla Thailandia.
La studentessa disse scherzando: «Non considera il modo in cui si è ricevuto il potere come una forma di corruzione?»
Dopo qualche altro scambio tagliente, Thienchay richiese al personale televisivo di escludere Nattanan dal programma.
Nattanan ritiene che il suo interesse per la politica e l’istruzione nascano dal clima liberale prevalente nella sua famiglia e dai suoi contatti con insegnanti stranieri – ritiene un valore gli scambi intellettuali e la creatività. –
«Con gli insegnanti thailandesi, non si può parlare di cose che sono “fuori tema”, si lamenta.»
L’adolescente esprime anche la sua preoccupazione per la situazione in Thailandia.
«Oggi la situazione è molto seria. L’economia è in declino e la libertà di espressione viene portata via a poco a poco. Un sacco di gente pensa che la giunta sia salita al potere per risolvere il problema, senza pensare che i militari stessi sono parte del problema.»
La giovane comunque mantiene la speranza in un futuro miglioramento, dato che «sempre più persone cominciano a rendersi conto che abbiamo bisogno della democrazia.»
Ci ha detto: «Se io non avessi alcuna speranza per il mio paese, vorrei solo finire i miei studi e andare all’estero.»

Articolo ed immagine pubblicati il 24 luglio da Anadolu agency .

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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One Response to La studentessa thailandese che sfida il regime militare

  1. cristiano_b says:

    auguriamoci che i dormienti occidentali si affrettino a candidarla per il nobel per la pace, prima che i dittatori indigeni trovino il modo di di ingabbiargli i parenti, amici, ammiratori, simpatizzanti

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