Palestina, famiglia data alle fiamme: muore anche la madre

La famiglia palestinese uccisa

La famiglia Dawabsheh.

Si è spenta dopo 40 giorni di agonia Riham Dawabsheh. La donna, un’insegnante di 27 anni, era rimasta gravemente ferita nell’attacco terroristico avvenuto a Kafr Douma, villaggio palestinese della Cisgiordania, il 31 luglio scorso, quando venne lanciata una bomba molotov all’interno della sua abitazione.

Saad, marito di Riham, nonostante le gravissime ustioni riuscì a trarre in salvo sua moglie ed il figlio maggiore Ahmed, 4 anni, ma non fece in tempo a portare fuori il piccolo Ali, 18 mesi, che morì carbonizzato nel suo letto.

L’uomo morì una settimana dopo il ricovero per le ferite riportate, mentre Riham, anch’essa giunta all’ospedale in condizioni critiche, ha resistito per cinque settimane. Il suo cuore ha cessato di battere venerdi scorso. 

Rimane ricoverato Ahmad, l’unico superstite della sfortunata famiglia Dawabsheh, che secondo i medici sarebbe in via di miglioramento.

L’attentato terroristico è stato attribuito ad un gruppo della destra sionista israeliana. I principali sospettati sono i cittadini ebrei israeliani Meir Ettinger e Eviatar Slonim, al momento in stato di arresto. Un’altra ventina di ebrei sionisti di destra sono stati fermati o obbligati agli arresti domiciliari.

L’attentato ha suscitato l’unanime condanna della comunità internazionale. Il governo di Tel Aviv ha promesso lotta dura al terrorismo ebraico, l’anima più estremista del sionismo, che si manifesta principalmente in violenti attacchi contro i cittadini palestinesi e loro proprietà.

Ma la violenza inflitta alla famiglia Dawabsheh è solo un tragico episodio all’interno della pluridecennale ed illegale occupazione della Cisgiordania da parte delle truppe israeliane che difendono le colonie ebree e permettono la costruzione di nuovi insediamenti.

In questo contesto, le stesse dichiarazioni del governo israeliano, composto da partiti che rappresentano direttamente gli interessi dei coloni, appaiono poco credibili. Il premier Benjamin Netanyahu da sempre difende la politica israeliana degli insediamenti in Cisgiordania e nel 2006 partecipò ad una manifestazione in onore dei terroristi sionisti responsabili della strage al King David Hotel di Gerusalemme del 1948, quando l’esplosione di una bomba fece 91 vittime, tra le quali 28 britannici, 41 arabi e 17 ebrei.

Secondo i dati dell’ufficio dell’Onu per la Coordinazione degli Affari Umanitari, nella prima metà del 2015 si sono verificati 142 attacchi di coloni israeliani a residenti palestinesi e alle loro proprietà.

Mentre lo Stato della Palestina, diviso tra Striscia di Gaza e Cisgiordania, rimane sotto occupazione israeliana, nel mondo si contano circa quattro milioni di profughi palestinesi che secondo il diritto internazionale avrebbero il diritto di ritornare nella loro terra.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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