La Thailandia e la pallina che s’indovina

Al mercato – foto tiziano matteucci

Io gironzolo spesso per il mercato (ตลาด – talaat). Ci trovo oggetti misteriosi che poi risultano essere proteine animali consumate poco usualmente, verdure più o meno selvatiche, semi e bacche di  alberi poco noti.

Antidesma Ghaesembilla – foto tiziano matteucci

Nome scientifico:  Antidesma Ghaesembilla (sinonimi:  Antidesma Acidum, Antidesma pubescens, Antidesma Paniculatum, Antidesma Vestitum),  assegnata da  alcuni alla famiglia delle Euphorbiaceae e per altri a quella delle Phyllanthaceae.

Pianta tropicale, che cresce come arbusto ma anche con un fusto alto sino a 30 metri ed in alcune zone è endemica, nella sola Thailandia si trova in circa 18 diverse specie delle circa 100 esistenti.

Antidesma – foto tiziano matteucci

Conosciuta in Thailandia col nome di มะเม่า  (ma maü) ma anche:  ขะเม่าผา (kha maü pa),  เม่าไข่ปลา (maü kai pla), เม่าทุ่ง  (maü  thung),  มังเม่า (mang maü),  เม่าตาควาย (maü ta khwai),  เม่าสร้อย (maü  srhi),  มะเม่าข้าวเบา (ma maü  khawbau).

Non c’è che dire: pianta poco nota e frutto poco conosciuto. E pensare che i  piccoli frutti sferici –  largi meno di un centimetro -, che si formano in grappoli e che dal bianco, degli immaturi, passano al giallo verde, al rosso  ed al nero dei frutti maturi, hanno un sapore che, dal dolce aspro astringente al dolce acidulo ed infine al dolce intenso, nulla hanno da invidiare al ribes ed al mirtillo.

Bacche di antidesma ghaesembilla – foto tiziano matteucci

Io gironzolo spesso per il mercato, mi diverte scoprire alimenti sconosciuti, accolgo ogni nuova scoperta con la gioia di un bambino dinnanzi ad un nuovo regalo.

Marina di Ravenna – cartolina anni ’60 del secolo scorso

Quand’ero ragazzino sulla spiaggia del mio paese natale gli unici venditori ambulanti presenti erano dei “napoletani” che vendevano tranci di cocco e quindi tutti soprannominati: Cocco Bello, nome che riprendeva il loro grido pubblicitario.

Ma Anselmo, che conosceva tante storie, una sera ci raccontò di aver incrociato, nella zona del Bagno Nello, un “napoletano” che percorreva la spiaggia con un cesto contenente delle palline nerastre che pubblicizzava urlando ai quattro venti: “La pallina che s’indovina! La pallina che s’indovina!”. Un villeggiante, curioso, gli aveva chiesto cosa fossero quelle palline ma il venditore non intendeva proprio rispondere alla domanda. Chiedeva 5 lire a pallina, se non indovinavi di cosa era fatta la pallina, lui te ne offriva un’altra gratis; se invece indovinavi dovevi comprare altre 10 palline (50 lire) e la cosa finiva lì.
Mi dia una pallina
5 lire
Pagamento. Assaggio. Sputo.
Ma è merda!!!
Indovinato, Signo’! 50  lire per le altre dieci palline” … urlava il venditore, il più delle volte, fuggendo.

Walter Chiari

Anselmo, quella sera di fine estate, ci raccontò la sua versione e nessuno dei presenti ebbe da ridire, solo da ridere. Sapevamo che era una “storiella”, non sapevamo che era “vecchia” (era stata raccontata da Walter Chiari in TV – all’epoca con un unico canale e un  rigoroso b/n – la televisione non era ancora oggetto comune in tutte le case).

Io gironzolo spesso per il mercato, mi diverte scoprire alimenti sconosciuti. Non ci sono in vendita palline di cacca …  però, anche a me, han venduto un qualcosa di simile alla “pallina che s’indovina”, qualcosa di vendibile solo a chi è molto curioso e disposto a pagare per la propria curiosità.

Bacca ignota – foto tiziano matteucci

Cosa sono? Come si chiamano?
– ไม่รู้ (Non lo so)
Si mangiano?
– ใช่ ( – largo sorriso-)
Quanto costano?
– ห้าบาท (5 baht)
– สองถุง (Due sacchetti)

Tornato a casa con la mia nuova scoperta, inizio a togliere, alle minuscole palline (circonferenza 3/5 mm), la sottile ma coriacea buccia e già qualche dubbio mi assale. Ne ho pazientemente pelate due o tre e le ho assaggiate.

Un duro seme ricoperto, si fa per dire, da una polpa spessa meno di un millimetro, direi un  sapore vagamente agro dolce ma, per forza di cose, poco persistente … insomma bacche che forse vengono golosamente saccheggiate dagli animali della giungla ma non certo da un essere umano … alla fine ho gettato via quel che restava delle palline solo da pelare.

Potrei anche annoverarle tra gli alimenti “senza nome” e se qualche lettore le riconosce potrebbe anche indicarmi il loro nome scientifico … ma alla fin fine non credo ne valga proprio la pena.

Bacca ignota – foto tiziano matteucci

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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2 Responses to La Thailandia e la pallina che s’indovina

  1. Maurizio says:

    หว้าย Ciao Tiziano, questo è il nome in thailandese delle ” bacche ignote”. Sono bacche che si trovano prevalentemente nelle zone rurali . Così dice mia moglie che viene dal nord di Loei ed è cresciuta in un villaggio nella jungla. Il nome che ho trovato è: rattan (Palm). Con i rami della stessa pianta si confezionano cesti ed altri contenitori.

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