Siria, l’arcivescovo di Aleppo: «ISIS? Una messinscena. I salafiti vogliono svuotare il Medioriente dai Cristiani»

monastero cattolico caldeo di San Giorgio
Militante dell’ISIS danneggia il monastero cattolico caldeo di San Giorgio a Mosul, in Iraq.

«Serve una soluzione politica». «La Turchia aiuta i gruppi armati». «L’Occidente blocchi chi finanzia e arma gli estremisti islamici»

Sono le parole del 69enne Antoine Audo, arcivescovo cattolico caldeo di Aleppo, la seconda città siriana. Audo, che negli ultimi 4 anni ha assistito alla distruzione del suo Paese causata dalla guerra tra forze governative e varie fazioni ribelli, sembra avere un’opinione chiara su come risolvere il conflitto: bisogna chiudere i rubinetti degli aiuti ai gruppi armati e cercare una soluzione politica al conflitto.

«Bisogna smetterla di dare armi e denaro ai gruppi armati», ha detto in un’intervista alla Catholic News Agency (CNA). «I siriani devono trovare una soluzione politica [al conflitto].»

La situazione dei cristiani in Siria è particolarmente tragica. Prima del 2011 erano 1,8 milioni, quasi il 10% dei circa 21-23 milioni di cittadini siriani. Oggi, dopo 4 anni di guerra, ad Aleppo i «due terzi dei cristiani hanno abbandonato la città», spiega Audo in un’intervista rilasciata a Il Giornale.

«Un tempo eravamo 150mila, oggi non superiamo i 50mila. Chi resta è condannato a vivere in un clima di violenza e paura costante. Del resto questo è il compito assegnato a quei fanatici. Devono terrorizzarci e farci partire».

L’obiettivo degli estremisti islamici, secondo il punto di vista della massima autorità cristiana ad Aleppo, sarebbe quello di svuotare il Medio Oriente dagli “infedeli” cristiani.

«Non ci credete? Guardate cos’hanno fatto a Malula o nei quartieri cristiani di Homs. A Qaryten, tre settimane fa, hanno rapito i cristiani e distrutto il monastero. Nel nord est della Siria hanno raso al suolo 36 villaggi assiro cristiani. Per questo ad Aleppo temiamo di far la fine dei cristiani di Mosul. Quei fanatici non si muovono a caso, seguono un disegno ben preciso. Puntano a svuotare il Medioriente dai Cristiani. Questa minaccia rappresenta un pericolo straordinario non solo per noi, ma per tutta la cristianità».

Nessuno scontro di civiltà: cristiani e musulmani hanno vissuto insieme nel Medio Oriente per 1400 anni. Ma allora chi c’è dietro questo disegno?

«Non certo i musulmani di Siria. La gran parte di loro ha poco a che fare con la persecuzione dei cristiani. La strategia viene da fuori. É opera dei Fratelli Musulmani, dei gruppi salafiti e degli stati che li appoggiano».

Il vescovo punta il ditto direttamente contro la Turchia:

«Ospita i ribelli, li finanzia e li aiuta ad attaccarci».

In questo quadro, l’ISIS sarebbe solamente una creazione dei sopracitati gruppi e stati esteri.

«[L’ISIS] è solo una messa in scena, una grande commedia per coprire una strategia ben più vasta e segreta. Il cosiddetto Stato Islamico ha una missione limitata nel tempo, ma per ora serve ai loro scopi».

Audo respinge le accuse mosse ai cristiani siriani di appoggiare il regime della dinastia Assad, che guida la Siria dal colpo di stato del 13 novembre 1970:

«Esser contro l’estremismo islamista, non significa essere a favore del regime. Semplicemente conosciamo l’ideologia di chi ci minaccia e siamo stati testimoni di cos’è successo in Iraq e altri Paesi a causa di quei fanatici».

Per Audo, l’Europa può incidere positivamente nel conflitto siriano in due modi: in primis, interrompendo il flusso di armi e denaro verso gli estremisti islamici:

«[L’Europa] deve battersi perché i cristiani restino in Siria e non abbandonino città e case. Dovete bloccare chi finanzia e arma gli estremisti islamisti. Dovete contribuire ad una soluzione politica raggiunta grazie ad un negoziato. Nessuno potrà mai imporre alla Siria una soluzione decisa esternamente».

In secundis, l’Europa dovrebbe accogliere i cristiani che raggiungono l’Europa, ma tenendo a mente che l’obiettivo primario resta quello di porre fine al conflitto in modo che i siriani possano rimanere nelle loro case:

«Aiutate tutti quelli che hanno bisogno, ma non incoraggiateli a venir da voi. Non illudeteli che l’Occidente sia un paradiso. Dobbiamo restare a casa nostra. Solo così permetteremo che la Siria torni ad esser un paradiso».

L’intervista completa su Il Giornale.

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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