Indonesia, la donna frustata in piazza è cristiana (per questo fa notizia)

Remita Sinaga prima di ricevere 28 vergate sulla schiena. La donna e' stata condannata per aver venduto delle bevande alcoliche. Aceh, Indonesia, 11 aprile 2016. Foto AFP

Remita Sinaga prima di ricevere 28 vergate sulla schiena. La donna è stata condannata per aver venduto delle bevande alcoliche. Aceh, Indonesia, 11 aprile 2016. Foto AFP

28 vergate per vendita di alcolici: sharia applicata a una non musulmana per la prima volta nel Paese

(Asiablog.it) — Remita Sinaga, una donna cristiana di 60 anni, ha ricevuto 28 vergate sulla schiena in Indonesia per aver violato la sharia vendendo delle bevande alcoliche. La signora è stata presa a frustate davanti ad una folla di centinaia di persone a Takengon, nella provincia occidentale di Aceh, martedì scorso, lo stesso giorno in cui una coppia accusata di adulterio è stata punita con 100 frustate. Ad Aceh centinaia di persone l’anno vengono condannate a pene corporali, ma il caso di Remita rappresenta un salto di qualità: la donna ha stabilito il triste record di prima non musulmana punita per aver infranto le regole contenute nel Corano. 

Aceh, la punta nord-occidentale dell’isola di Sumatra, è l’unica provincia dell’intera Indonesia dove si applica una versione letterale della sharia. Il codice islamico è stato introdotto nel 2001, quando il governo centrale concesse maggiore autonomia alla provincia caratterizzata da forti istanze secessioniste. Inizialmente solo i maomettani, pari al 98% dei 4,5 milioni di acehnesi, avevano il “privilegio” di poter essere giudicati ed eventualmente condannati dai tribunali islamici. Ma con un decreto di legge entrato in vigore alla fine dell’anno scorso l’applicazione della sharia è stata estesa a tutti i cittadini, vale a dire alla piccola minoranza cristiana di circa 50mila individui.

La sharia, nel modo in cui viene interpretata ad Aceh, include punizioni corporali per adulterio, omosessualità, fornicazione, gioco d’azzardo, consumo e vendita di alcolici ed altri comportamenti che il Corano considera sbagliati. I peccatori vengono puniti pubblicamente con vergate o bastonate in modo da sommare l’umiliazione al dolore fisico.

L’Indonesia, con oltre 200 milioni di seguaci della religione di Maometto su circa 250 milioni di cittadini, è il più popoloso Paese a maggioranza islamica nel mondo. Ad ogni modo la maggioranza degli indonesiani segue un filone di Islam più moderato di quello prevalente ad Aceh, che per il momento rimane la provincia più conservatrice dell’immenso arcipelago indonesiano.

Le punizioni corporali sono legge anche in alcuni Paesi non musulmani. Singapore, ricca città-stato di 5,5 milioni di persone che seguono soprattutto buddhismo ed altre credenze orientali, prevede le frustate per reati quali furto, uso di droghe (anche leggere) e vandalismo.

Le punizioni corporali violano l’articolo 5 della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, che recita:

«Nessun individuo potrà essere sottoposto a tortura o a trattamento o a punizione crudeli, inumani o degradanti.»

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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About Alessio Fratticcioli

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