L’ultimo compleanno da imperatore dell’imperatore del Giappone Akihito

emperor akihito

L’imperatore giapponese Akihito, affiancato dall’imperatrice Michiko, tiene un discorso per il suo 85° compleanno dal balcone del Palazzo Imperiale di Tokyo, in Giappone, il 23 dicembre 2018. Foto Issei Kato / REUTERS

Abdicherà ad aprile dopo tre decenni sul trono passati a fare ammenda per le guerre combattute in nome di suo padre, il controverso Imperatore Hirohito

(Asiablog.it) — Domenica 23 dicembre circa 80.000 persone si sono riunite a Tokyo per celebrare l’85esimo compleanno dell’Imperatore Akihito, l’ultimo da sovrano del Giappone prima della sua abdicazione, programmata per il 30 aprile 2019. Il 125º imperatore del Paese del Sol Levante, che ha avuto un intervento al cuore e un trattamento per il cancro alla prostata, passerà lo scettro al figlio maggiore, il 58enne Naruhito. Sarà la prima abdicazione di un imperatore del Giappone dal 1817.

«Mi dà profondo conforto che l’era Heisei stia volgendo al termine con il Giappone libero dalla guerra», ha detto Akihito, con la voce tremante per l’emozione, nel suo discorso dal balcone del Palazzo Imperiale. L’era Heisei 平成 , letteralmente “pace ovunque”, è l’era corrente in Giappone, iniziata l’8 gennaio 1989 con l’ascesa al trono di Akihito dopo la morte del padre Hirohito, l’imperatore del periodo Shōwa 昭和時代 , letteralmente “periodo di pace illuminata” (1926-1989). L’era Heisei, ovvero il regno trentennale di Akihito, passa alla storia come l’unico regno senza una guerra nella storia moderna del Giappone. Al contrario, il regno precedente fu caratterizzato nel suo primo ventennio dall’ultranazionalismo che sfociò nelle immani tragedie della seconda guerra sino-giapponese e della guerra del Pacifico (seconda guerra mondiale), culminate con le bombe nucleari e l’occupazione americana del Giappone.

Heisei 平成 — Pace Ovunque

Akihito, nato nel 1933, aveva 11 anni e mezzo quando sentì la voce del padre che annunciava alla radio la resa del Giappone, il 15 agosto 1945. Quarantaquattro anni dopo, nel 1989, Akihito è diventato il primo sovrano salito al trono sotto la costituzione pacifista del Giappone postbellico. La Carta ha reso la figura dell’imperatore un simbolo di unità nazionale senza alcun reale potere politico.

Pregare per le vittime dei conflitti, coltivare la memoria, predicare per la pace e fare ammenda per le guerre combattute in nome di suo padre è stata la principale preoccupazione di Akihito nel corso del suo regno. Come imperatore, Akihito ha compiuto visite senza precedenti nelle Filippine e in altre isole del Pacifico invase dal Giappone nel corso della seconda guerra mondiale e devastate dalle feroci battaglie combattute contro gli americani. Sebbene non sia mai arrivato a pronunciare scuse dirette, come fatto invece dai leader post-bellici tedeschi, negli ultimi anni Akihito ha intensificato le sue espressioni di rimpianto per i crimini giapponesi.

Nel suo discorso dal balcone, Akihito ha sottolineato che «è importante non dimenticare che innumerevoli persone hanno perso la vita durante la Seconda Guerra Mondiale… ed è appropriato trasmettere la storia con precisione a chi è nato dopo la guerra». Il tono conciliante dell’imperatore non solo contrasta con quello più nazionalista del primo ministro Shinzo Abe, il cui governo ha recentemente inserito maggiori dosi di “patriottismo” nei libri di testo per le scuole, ma non è stato mai particolarmente gradito da diversi settori della società giapponese. A ottobre un importante sacerdote del controverso santuario Yasukuni — che onora i 2,5 milioni morti giapponesi nella seconda guerra mondiale, inclusi dei criminali di guerra — ha accettato di dimettersi dopo aver accusato l’imperatore di “distruggere” il santuario non visitandolo.

Segno dei tempi, nel suo discorso dal balcone Akihito ha poi parlato degli immigrati, esprimendo la speranza che «i giapponesi possano calorosamente accogliere, come membri della nostra società, coloro che vengono a casa nostra per lavorare». Tokyo ha approvato una legge questo mese per consentire a centinaia di migliaia di stranieri di immigrare in Giappone, con l’obiettivo di alleviare la carenza di manodopera e sostenere il sistema previdenziale nipponico appesantito dalla bassa natalità e dall’invecchiamento della popolazione.


Licenza Creative CommonsQuest’opera è distribuita con Licenza Creative Commons Attribuzione 3.0 Italia.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
This entry was posted in Asia, Giappone and tagged , , , , , , . Bookmark the permalink.

Cosa ne pensi di questo post? Lascia un commento