America, e’ il tuo momento!

Oramai e’ certo: il senatore dell’Illinois Barack Obama sara’ il primo candidato presidenziale afroamericano nella storia degli Stati Uniti d’America. Sfidera’ il repubblicano John McCain.

Assicurandosi il numero sufficiente di delegati per ottenere la nomination, martedi’ scorso, Obama ha ottenuto una vittoria storica che regalera’ all’America una campagna elettorale eccezionale. Al centro del dibattito ci saranno,molto probabilmente, i temi della guerra (Obama per il graduale ritiro dall’Iraq, l’ex prigioniero di guerra in Vietnam McCain per «finire il lavoro»), della razza (il bianco contro il nero) e dell’eta’ ed esperienza: con il vecchio politico McCain (71anni, senatore dal 1987) contro il giovane Obama (41, senatore dal 2005).

Vittoria storica, dunque, quella di Obama, senatore da solo una legislatura, sconosciuto alla grande maggioranza degli americani solo quattro anni fa, che nonostante questo e’ riuscito a battere, alle primarie democratiche, una delle famiglie politiche americane piu’ forti: i Clinton.

Fino a solo un anno fa, nessuno avrebbe scommesso un dollaro sulla nomina di Obama. La Clinton sembrava avviata tranquillamente verso uno scontro con Giuliani. Ma non e’ andata cosi’. A consentirgli la rimonta e a dargli la vittoria sono stati certamente gli errori dell’ex First Lady, ma anche le indubbie capacita’ del senatore dell’Illinois.

I 17 mesi di battaglia per la nomination hanno messo a nudo tutte le divisioni interne ai democratici, specialmente sui temi della «razza» (mi scuso, ma negli Stati Uniti si dice ancora così), del conflitto fra le generazioni e del genere. In praticamente ogni Stato la Clinton ha raccolto piu’ voti tra gli over-65, la working-class e le donne. 

Gli elettori di Obama, stando a un recente sondaggio, apparterebbero per oltre il 40% a una fascia di età inferiore ai 35 anni. Non a caso il senatore dell’Illinois, laureato in scienze politiche con una specializzazione in relazioni internazionali e consapevole della sua popolarita’ tra i giovani, ha fatto proprio dei suoi comizi davanti agli universitari uno dei piatti forti della sua campagna elettorale. Una mossa decisamente azzeccata, perche’ e’ riuscito sapientemente a trasformare una delle sue debolezze  – l’eta’ e l’inesperienza – in un punto di forza. Il suo obiettivo ora sara’ quello di conquistare i gruppi sociali che fino ad oggi gli hanno preferito Hillary Clinton.

Quella dell’afroamericano Obama e’ una vittoria di portata storica perche’ ottenuta in un paese dove fino a pochi decenni orsono la discriminazione razziale era la norma, e molti uomini di colore hanno dovuto lottare duramente solo per ottenere i diritti basilari sanciti nella Costituzione degli Stati Uniti del 1787, come il diritto di voto.

Ha vinto promettendo speranza e cambiamento a un popolo che che sta pagando le guerre d’aggressione statunitensi sulla propria pelle, sia in termini economici che umani, con quasi 4mila americani morti in Iraq.

Obama si presenta dunque il candidato dei giovani edella speranza, del nuovo secolo edel futuro. Un futuro, in un paese dalle mille etnie come gli Stati Uniti, dove necessariamente il dominio politico-economico dei W.A.S.P. e’ destinato ad erodersi, se non altro per ragioni demografiche.

Obama e’ figlio di un keniota, un ex pastore di capre che all’epoca del concepimento si trovava negli USA per motivi di studio, e di una donna bianca del Kansas. I genitori divorziano presto e la madre si risposa con un indonesiano. Nato alle Hawaii, Obama frequenta le elementari in Indonesia, poi torna alle Hawaii, e dopo frequenta la Columbia University di New York, dove si laurea in giurisprudenza nel 1991. Lavora a Chicago (Illinois), poi torna di nuovo a studiare, questa volta alla Harvard University, nel Massachusetts, dove si laurea magna cum laude. Torna infine a Chicago dove lavora presso uno studio legale e insegna diritto costituzionale presso l’Università di Chicago. Da li iniziera’ la sua carriera politica.

Per la sua storia Obama incarna il sogno americano, adattato al nuovo millennio. Ora Obama promette il cambiamento e dice che possiamo crederci: «America, e’ il tuo momento! E’ arrivato il momento di voltare pagina con la politica del passato», siamo a «un’alba nuova e migliore per l’America».

Video: Barack Obama: My Plans for 2008 (“Change our politics’)

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Video: Obama sulle differenze razziali [1 di 2]

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About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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