Pasqua – Gesù, Risurrezione, Incongruenze e Spiegazioni Alternative

Gesù risorge. Come testimoni solo gli angeli del Paradiso, gli umani sono tutti addormentati.

In questo meraviglioso dipinto, Gesù risorge. Come testimoni solo gli angeli del Paradiso, gli umani sono tutti addormentati.

Questa è la terza parte della nostra inchiesta sulla Pasqua. Consiglio di leggere la prima parte – QUI – e la seconda – QUI – prima di dare uno sguardo a questa, che intende discutere brevemente alcune delle più palesi incongruenze della Pasqua.

CRISTO NON E’ RISORTO “DOPO TRE GIORNI” –  Le fonti cristiane raccontano che Gesù fu crocifisso all’ora terza (nove di mattina) e morì all’ora nona (tre del pomeriggio) del venerdì. Dunque, stando alle stesse fonti cristiane, Cristo è stato  più veloce delle profezie: è risorto ben prima del terzo giorno, come invece avevano fatto altre divinità precedenti (il numero 3 è un numero altamente simbolico presso tutte le culture).

Infatti, la scoperta della tomba vuota avvenne all’alba del giorno dopo il sabato (Mc16,2; Lc24,1; Gv20,1), cioè domenica. Ad esempio, il Vangelo originale greco di Matteo (28,1) può indicare l’inizio della notte tra sabato e domenica, in quanto all’alba di domenica Gesù aveva già lasciato il sepolcro. Dunque, se i Vangeli scrivono che Cristo morì nel pomeriggio del venerdì e all’alba del soledì (domenica) era già risorto… significa che egli non risorse dopo tre giorni (72 ore) ma dopo meno di due giorni (meno di 48 ore)! (Morto venerdì pomeriggio, risorto domenica prima dell’alba). Se dovessimo prendere per buono l’originale greco di Matteo (28,1), Gesù risorse dopo poco più di un giorno e mezzo.

INAFFIDABILITA’ DEI VANGELI RIGUARDO ALLA RISURREZIONE – Da un punto di vista meramente dottrinale il particolare della Risurrezione e dell’ascesa al cielo di Gesù viene negato da molti, anche da molti cristiani. Sinteticamente, il problema è che i resoconti evangelici:

  • non sono contemporanei (sono stati scritti decenni dopo);
  • non sono stati scritti da testimoni oculari (che nel caso della risurrezione non ci sono proprio);
  • non appaiono credibili (terremoto, angeli, risurrezione, apparizioni, Gesù che visita il regno dei morti, corpo umano che sale in cielo, dove si troverebbe un paradiso e dove ancora “vive”);
  • non appaiono originali (tanti dei pagani erano già morti e risorti, a volte proprio dopo 3 giorni e nel bel mezzo di tanti fenomeni naturali e sovrannaturali come terremoti e apparizioni, e tanti eroi e divinità precedenti avevano viaggiato nell’aldilà);
  • e sono contraddittori (Cristo risorto dopo 3 giorni o dopo un giorno e mezzo? La Seconda Venuta entro pochi anni o dopo millenni?).

Sulla Resurrezione i Vangeli non sono fonti particolarmente rivelatorie.

In primis, c’è il problema della selezione dei 4 Vangeli ufficiali. I quattro Vangeli canonici sono stati scelti dalla Chiesa di Roma tra molti altri Vangeli, definiti “apocrifi” (“da nascondere,” “riservati a pochi”), che la Chiesa di Roma ha deciso di scartare. In alcuni di questi Vangeli apocrifi le figure di Gesù e della Madonna ne emergono tutt’altro che immacolate. A parte i tanti fratelli e sorelle di Gesù di cui parlano molti testi, fatto che andrebbe a smentire il dogma della “verginità della Madonna,” in alcuni Vangeli apocrifi Gesù stesso appare come un bambino che utilizza i suoi poteri magici per fare del male ed uccidere varie persone e persino dei bambini innocenti. Nel Vangelo di Eva, ennesimo Vangelo apocrifo, sembra emergere l’esaltazione del coito interrotto e della pratica dell’ingoiare sperma come atto religioso.

Riguardo ai Vangeli ufficialmente accettati dalla Chiesa di Roma, la prima critica che molti hanno mosso a questi testi è che essi sarebbero stati scritti nei decenni successivi alla vita e more di Gesù. In sostanza, non sarebbero stati scritti da testimoni oculari, e nemmeno da contemporanei, ma da uomini vissuti dopo Cristo che hanno raccolto e messo per iscritto una serie di racconti o leggende su un profeta vissuto in passato.

Non essendo certamente questo il luogo per entrare nella diatriba sulla scelta di alcuni Vangeli e sulla condanna di altri, passiamo ad analizzare cosa dicono i quattro Vangeli ufficiali riguardo alla Risurrezione di Cristo. Ebbene, le storie che parlano di un Gesù avvolto nel lino e nella mirra sembrano essere state copiate pare pare da quelle dell’egiziano Osiride, dio della terra, della vegetazione e del grano. La leggenda del Gesù che tra la morte e la resurrezione visita il mondo dei morti sembra anch’essa essere stata copiata da quella di tante leggende pagane precedenti. Il viaggio nell’aldila è una metafora del desiderio dell’uomo di conoscere il proprio destino. Lo fece Gilgamesh già nel terzo millennio prima di Cristo. Gilgamesh si reca nell’oltretomba alla ricerca dell’immortalità a seguito della morte del suo amico Enkidu, che gli ha rivelato il limite dell’uomo: la morte. Gilgamesh giunge nel giardino degli dèi, dove incontra l’unico uomo divenuto immortale, Utnapistim. Eccetera. Viaggiarono nell’aldilà, tra gli altri, anche Enea, anche Ulisse, solo per citare i personaggi più celebri, che tutti abbiamo studiato a scuola.

Tornando ai nostri Vangeli, il solo rinvenimento della tomba vuota e le apparizioni di Gesù ad alcune ‘discepole’ (Maria Maddalena, Maria di Giacomo, Salomè) sono interpretati dai cristiani come segni di una sua risurrezione. In seguito, sono testimoniate anche delle ulteriori apparizioni di Gesù agli apostoli e ad altri discepoli (Gv21,1-2; At1,3; At3,15; 1Cor15,3-8). Si tratta, per l’appunto, di “apparizioni”. 

Dopo queste apparizioni, i Vangeli canonici narrano che, quaranta giorni dopo il prodigioso evento della risurrezione, Gesù si involò in cielo (Ascesione in cieloportandosi dietro il suo corpo umano, che ancora oggi “è vivo” in cielo. Non stupisce che questi racconti facciano volare Gesù sopra le nuvole, un luogo allora inaccessibile e dove secondo la credenza comune vi si trovava un mondo fantastico, il Paradiso. Il problema è che da allora molte cose sono cambiate. Ad esempio, l’esistenza di un Paradiso sulle nuvole è stata poi dimostrata essere scientificamente falsa. Non ci sono paradisi sopra le nuvole, di conseguenza la teoria del corpo completamente umano che ascende in un paradiso situato in cielo perde ulteriormente di credibilità.

In pratica, al giorno d’oggi persino molti cristiani “progressisti” non credono alla risurrezione. Questi cristiani stimano la figura di Gesù, sono convinti che esso sia vissuto davvero e che sia morto crocefisso, ma credono che non sia mai risorto. D’altronde,  dall’istante in cui sopraggiunge la morte, il cervello e il corpo umano cessano di funzionare e insieme iniziano tutti i processi di decomposizione. Ragion per cui tornare in vita dopo un giorno e mezzo o addirittura tre appare alquanto improbabile. O meglio, impossibile.

Nemmeno le due religioni sorelle del Cristianesimo, Ebraismo e Islam, credono alla risurrezione. Esse ritengono falsa la storia della risurrezione di Gesù. L’Ebraismo non riconosce la risurrezione di Gesù. Un’antica tradizione testimoniata già in epoca evangelica (vedi Mt28,11-14) sostiene che il corpo di Gesù, dopo la sua morte in croce e deposizione nel sepolcro, fu rubato dai suoi discepoli per simularne la risurrezione. Pare una spiegazione decisamente più probabile della risurrezione di un corpo umano e della sua ascesa al cielo, dove sarebbe ancora in “vita”. L’Islam crede a una storia ben differente. Il Corano, pur riconoscendo in Gesù un importantissimo profeta, secondo solo a Maometto, non riconosce né la morte in croce né conseguentemente la risurrezione di Gesù.

Se il fatto stesso della “risurrezione” appare impossibile, molti studiosi, cristiani critici o non cristiani, hanno spiegato la “risurrezione” in vari altri modi, che possiamo sintetizzare nei seguenti tre punti :

  • Truffa volontaria o mistificazione degli apostoli. I discepoli rubarono il corpo di Gesù e ne sostennero falsamente e coscientemente la risurrezione. Questa tesi fu sostenuta già in epoca apostolica dagli Ebrei (Mt28,11-14).
  • Allucinazione. I discepoli, delusi per il fallimento di Gesù, o sicurissimi che sarebbe tornato, si auto-illusero e si convinsero che fosse ancora vivo e di averlo visto. (Le allucinazioni in seguito ad auto-convincimenti o a forti delusioni sono un fatto perfettamente spiegabile in termini medici e psicologici.) Il resoconto della tomba vuota non è storico.
  • Storicizzazione di un mito precedente. La risurrezione di Gesù è solo la  storicizzazione del mito dell’eroe o della divinità che muore e risorge, la riproposizione nel mondo giudaico di un mito di risurrezione diffuso nella religiosità ellenistica, babilonese e fenicia (in particolare Osiride, ma anche MitraDionisoAttis).

Nel prossimo articolo, analizzeremo le origini storiche della Pasqua cristiana: QUI

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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