L’Esercito Israeliano Spara Ancora: Sangue sul Golan

Un numero non confermato di civili siriani e palestinesi disarmati sono stati ammazzati dai soldati israeliani. E’ accaduto ieri, domenica 5 giugno 2011.

Mentre in centinaia cercavano di scavalcare il filo spinato ed attraversare la frontiera, i soldati dello Stato di Israele li hanno prima avvisati con dei megafoni e poi hanno sparato. La strage, riportata dalla TV siriana, e’ avvenuta nelle alture del Golan, l’altopiano montuoso ai confini tra Israele, Siria, Libano e Giordania. Secondo fonti siriane, i morti sarebbero 23. I feriti 350.

Israele non si e’ scusato, affermando che uno stato ha il diritto di sparare a cittadini stranieri che intendono invadere il proprio territorio. Inoltre Tel Aviv accusa le autorità siriane di aver organizzato una vera e propria «provocazione», allo scopo di «distogliere l’attenzione mondiale» dai gravi fatti di sangue che stanno avvenendo in Siria, e dunque di allentare la pressione sul traballante regime di Assad.

Ieri si celebrava il 44esimo anniversario della Guerra dei Sei Giorni del 1967, una ricorrenza nota nel mondo arabo come “Naksa”, che significa “battuta d’arresto”, sconfitta degli eserciti arabi per mano della superpotenza regionale israeliana. Grazie a quel conflitto armato, Israele occupo’ le alture del Golan, la Cisgiordania e la Striscia di Gaza.

Tre settimane fa, i soldati israeliani hanno ucciso 13 dimostranti palestinesi mentre tentavano di superare le frontiere israeliane durante le proteste per quella che i palestinesi definiscono la Nakba, la “catastrofe” della fondazione di Israele nel 1948, che fu accompagnata dalla pulizia etnica della Palestina.

La violenza utilizzata dallo stato israeliano potrebbe nascondere la disperazione di un regime sempre più con le spalle al muro. Oggi Israele deve fronteggiare l’onda della Primavera Araba che sta scuotendo tutta la regione – dalla Tunisia all’Egitto, dallo Yemen al Bahrain, fino alla stessa Siria – un governo statunitense sempre meno disposto a perdere la faccia sulla questione israelo-palestinese e, per ultimo, una serie di paesi europei (Gran Bretagna, Germania, Francia, …) che sembrano intenzionati a votare a favore del riconoscimento ufficiale dello stato della Palestina all’Onu.

 

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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