Italiani e Rom, Noi e la Disumanizzazione degli Altri

Una persona di etnia rom viene accusata di aver stuprato una donna. Decine di persone si lanciano contro un campo rom per farsi giustizia da soli. Un pogrom. Nella civile Torino. Nel Ventunesimo secolo.

Lo stupro è falso, ma il campo rom è già bruciato. I responsabili vanno condannati a pene esemplari. Un paese civile non può continuare a tollerare tale livello di ignoranza, cattiveria e violenza contro minoranze etniche o religiose. O contro chiunque altro.

Ovviamente, anche se lo stupro fosse stato vero, non sarebbe cambiato nulla. Quando un torinese stupra una rom, i rom non hanno il diritto di dare alle fiamme tutta Torino. Lo stesso dovrebbe valere al contrario.

Le 50 persone responsabili dell’aggressione di stampo nazi-fascista dovrebbero essere condannate a una pena congrua. Magari a fare 500 ore di volontariato. Oppure a ripetere l’esame di quinta elementare. Ma questo non sarà di certo sufficiente a spegnere il fuoco dell’ignoranza ed invertire il processo mentale che porta alla disumanizzazione dell’Altro.

Oggi purtroppo nella coscienza di tanti, forse della maggioranza degli italiani, i rom sono meno umani del resto degli esseri umani, e quindi hanno meno diritti. I rom sono l’Altro da Noi, il Diverso, il Male. A metà tra un mostro e un animale, tra un ladro e uno stupratore, Il Rom – sempre e rigorosamente senza un nome proprio, come, per l’appunto, una bestia feroce – è un utilissimo capro espiatorio. E’ una storia vecchia, ancestrale, ma ancora terribilmente attuale e vomitata ogni giorno nei bar dello sport, su telegiornali e social media.

Servono provvedimenti straordinari. Serve una seria operazione di educazione alla diversità che parta dalle scuole, ma che sia visibile anche nelle televisioni, sui giornali, con manifesti per le strade per cercare di arrivare alla coscienza anche dei più ignoranti, con pubblicità progresso sulle televisioni per arrivare alle orecchie anche delle decine di milioni di semianalfabeti italiani di cui parla il linguista De Mauro. Lo stesso, d’altronde, è stato fatto nei decenni scorsi, soprattuto in Austria e Germania, per spegnere l’odio secolare che fomentava la persecuzione della minoranza etnoreligiosa ebrea da parte della maggioranza tedesca e cristiana. Bisogna relegare i campi di concentramento, i linciaggi e la disumanizzazione degli Altri alle pagine più buie della storia passata.

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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4 Responses to Italiani e Rom, Noi e la Disumanizzazione degli Altri

  1. Tiziano says:

    “Servono provvedimenti straordinari.”
    Affermazione minacciosa ed inadatta al contesto di quanto scrivi.
    Probabile sia stata pronunciata da chi ha organizzato il rogo del campo rom ?

    • Alessio Fratticcioli says:

      La frase completa:
      “Servono provvedimenti straordinari. Serve una seria operazione di educazione alla diversità…” tramite scuola e altri meccanismi educativi.
      Spero l’educazione non sia considerata una minaccia. Si tratta di un diritto inserito nella Costituzione italiana, oltre che nella Dichiarazione Universale dei Diritti Umani, art. 26:

      (1) Everyone has the right to education. Education shall be free, at least in the elementary and fundamental stages. Elementary education shall be compulsory. Technical and professional education shall be made generally available and higher education shall be equally accessible to all on the basis of merit.
      (2) Education shall be directed to the full development of the human personality and to the strengthening of respect for human rights and fundamental freedoms. It shall promote understanding, tolerance and friendship among all nations, racial or religious groups, and shall further the activities of the United Nations for the maintenance of peace.
      (3) Parents have a prior right to choose the kind of education that shall be given to their children.

  2. roby says:

    mi piace il tuo modo di dare notizie…e di metterti anche in discussione se è il caso.
    continua così,no,non è mai troppo tardi!

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