Thailandia, ennesima condanna per lesa maestà

Surachai, prigioniero politico thailandese, in un'intervista nel 2010. Foto di Chaiwat Subpransom, Reuters.

Bangkok – Nuova condanna per lesa maesta‘. Questa volta ne fa le spese un attivista politico socialista, Surachai Danwattananusorn, 71 anni, condannato a sette anni e mezzo di carcere con l’accusa di aver mancato di rispetto alla Famiglia Reale nel corso di diversi comizi negli ultimi 4 anni.

Surachai, ex guerrigliero negli anni ’70, già incarcerato negli anni ’80, e oggi leader del gruppo Red Siamuna propaggine del movimento delle camicie rosse (Fronte Unito per la Democrazia contro la dittatura, UDD), vicino all’ex premier latitante Thaksin Shinawatra estromesso da un colpo di stato monarchico-militare nel 2006.

In Thailandia la famiglia reale è un argomento estremamente sensibile. A ottobre un cittadino di Singapore era stato condannato a 15 anni per lesa maestà. L’accusa: aver distribuito volantini anti-monarchici.

Nel mese di novembre un 61enne poverissimo, semianalfabeta e malato di cancro era stato condannato a 20 anni di carcere per l’invio di 4 SMS ritenuti offensivi per la monarchia. L’anziano si e’ sempre professato totalmente innocente. Molti sudditi di Sua Maesta Rama IX si sono commossi vedendo le immagini dell’anziano ‘criminale’ in lacrime che salutava in nipotini prima di essere portato in carcere.

Pochi giorni dopo, nel mese di dicembre, un cittadino dalla doppia cittadinanza thailandese e statunitense è stato condannato a due anni e mezzo di carcere. L’uomo, Joe Gordon, era stato arrestato per un link nel suo blog che rimandava a una biografia del re pubblicata dalla prestigiosa Yale University che Bangkok ritiene offensiva nei confronti del monarca. Gordon aveva anche postato online alcune frasi del libro proibito, che lui stesso aveva tradotto dall’inglese al thailandese. Il ‘reato’ era stato commesso negli Stati Uniti, dove vige la Libertà di Stampa e di Espressione del Pensiero.

In seguito all’esplosione degli arresti per lesa maesta‘, passati dai 18 del 2005 ai quasi 500 del 2010, negli ultimi mesi i riformisti si sono fatti più coraggiosi e sono arrivati a proporre una serie di emendamenti alla severa normativa. Le proposte di emendamenti hanno incontrato la fiera opposizione del governo, dell’esercito, e dei movimenti iper-monarchici. Paradossalmente, il Re della Thailandia in persona in un discorso pubblico nel 2005 aveva affermato che “anche il re deve essere criticato.”


About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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