Birmania: Dimezzato il Debito. Ecco perchè

Obama in Birmania

Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama abbraccia Aung San Suu Kyi durante la sua visita in Myanmar nel novembre del 2012. Foto AFP.

Il Myanmar premiato per le aperture democratiche nonostante le violazioni dei diritti umani

BANGKOK (Asiablog) – Il Myanmar (Birmania) ha comunicato oggi di aver raggiunto un accordo con i creditori del Club di Parigi* per l’annullamento di metà del debito. L’accordo riduce il debito estero del paese asiatico di circa 6 miliardi di dollari. Il Governo di Naypyidaw lo ha annunciato tramite un comunicato pubblicato sul quotidiano ufficiale New Light of Myanmar. Il Paese di Aung San Suu Kyi è stato sollevato – in modo particolare – di 3 miliardi di dollari da parte del Giappone e di 534 milioni da parte della Norvegia. La parte restante del debito verra’ restituita in 15 anni. Intanto la Banca Asiatica per lo Sviluppo ha anche accordato alla Birmania un prestito pari a 512 milioni di dollari.

Il dimezzamento del debito rappresenta un ennesimo segno della fiducia della comunità internazionale verso il regime riformista del Presidente Thein Sein. I leader mondiali intendono incoraggiare ulteriormente il governo di Naypyidaw a continuare sulla strada delle riforme democratiche ed economiche. Detto questo, ci sono anche ragioni meno prosaiche: economia e geopolitica.

L’Occidente, la Russia e il Giappone si preparano ad entrare economicamente in Myanmar. Il Paese dalle Mille Pagode e’ stato un mercato chiuso agli investitori esteri per decenni, prima per via del regime autarchico della cosiddetta Via Birmana al Socialismo (1962-1988), e poi per via delle sanzioni imposte dalla comunità internazionale alla giunta militare che ha retto il paese fino alle elezioni del 2010. Oggi il Myanmar è un paese con una popolazione poverissima, ma ricco di risorse. Ha foreste di legname pregiato, miniere di diamanti e altre pietre preziose, petrolio, ed esporta due miliardi di euro di gas naturale.

L’importanza del Myanmar nello scacchiere geopolitico mondiale è tutt’altro che secondaria. L’ex colonia britannica si trova in una posizione geopolitica unica per controllare gli accessi terrestri verso l’India e l’accesso della Cina all’Oceano Indiano e da lì al Mar Arabico; e quindi al petrolio mediorientale. Cina e Myanmar stanno anche realizzando una serie di gasdotti e oleodotti per trasportare gas e petrolio dai giacimenti nelle acque birmane alla provincia cinese dello Yunnan.

Una volta considerati i fattori sopraelencati, appare piu’ comprensibile capire perché lo ‘sconto’ sul debito è arrivato proprio mentre continua ad infuriare la guerra tra l’esercito birmano e i separatisti di etnia Kachin. Il Governo del Presidente Thein Sein considera i separatisti Kachin dei “terroristi”, mentre pare che Pechino li stia appoggiando. Dal giugno del 2011, il conflitto ha causato decine di migliaia di profughi interni e centinaia di morti. Human Rights Watch ha documentato l’utilizzo da parte dell’esercito birmano di bambini soldato, mine antiuomo, stupri sistematici e tortura.

Evidentemente, per la comunità internazionale, la priorità sembra essere quella di sostenere le fazioni riformiste all’interno del regime birmano, ed allo stesso tempo ‘liberare’ il paese del sudest asiatico dalla sfera di influenza cinese.

*Il Club di Parigi è un gruppo informale di organizzazioni finanziarie dei 19 paesi più ricchi del mondo che si occupa della rinegoziazione del debito pubblico bilaterale dei Paesi in Via di Sviluppo con difficoltà nei pagamenti. I membri permanenti del Club sono Australia, Austria, Belgio, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Irlanda, Italia, Giappone, Olanda, Norvegia, Russia, Spagna, Svezia, Svizzera, Regno Unito e Stati Uniti.

Tutte le notizie sull’Asia | Lettera da Mae Sot 
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Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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