Democrazia questa sconosciuta

costituzione

Costituzione italiana – Ed. Modern Publishing House

C’è  chi dichiara di non voler andare a votare per “mandare un segnale di protesta”.

Ho il sospetto che dei messaggi indiretti i “capi” se ne freghino.

Tanto più che i rimborsi elettorali  sono calcolati non sui voti effettivamente ricevuti, ma in base agli iscritti sulle liste elettorali.

Purtroppo non andando a votare l’unico rischio che si corre è che i “capi” restino quelli che sono, dove sono e con i medesimi soldi a disposizione.

Pare, insomma, che la disaffezione alla politica giovi ai politicanti in carica e non ai cittadini.

Dopo coloro che non vanno a votare per protesta, ci sono quelli che dicono: “Non vado a votare tanto sono tutti uguali…” ed aggiungono un elenco più o meno ampio di termini dispregiativi.

Il nostro Parlamento non è occupato solo da disonesti e tra i neo candidati ci sono anche persone di indubbia morale ed onestà. Quindi l’affermazione generalizza in negativo una falsa realtà.

Tralasciamo i termini dispregiativi che, riguardando le singole persone, dovrebbero generare nell’accusato un impossibile sentimento di vergogna – la vergogna si può provare ma non si può imporre-.

Da un punto di vista più attinente alla politica, invece, i programmi dei “vecchi partiti” hanno propositi talmente simili che hanno anche provocato accuse di plagio.

Ma basta leggere il “paradosso dei due gelatai” e ci si rende conto del perché destra e sinistra si confondono o meglio: si fondono, consapevolmente, pur di riuscire a vendere più gelati…  e finiscono per sgomitare tutte al centro.

Ma ragioniamo di noi, che siamo lo Stato, noi cosa vorremmo ?

Forse uno Stato che difende e valorizza dignità, eguaglianza e giustizia uguale per tutti, che promuove con le sue scelte politiche la crescita sociale ed economica che si ottiene col lavoro dei cittadini ?

Ma questi sono assunti sanciti dalla nostra Costituzione:

amartya sen la democrazia degli altri

La democrazia degli altri di Amartya Sen – Ed. Mondadori

 “… è di cruciale importanza rendersi conto che la democrazia ha esigenze che vanno ben oltre quelle dell’urna elettorale … In realtà, le elezioni sono solo un modo – benché, sicuramente uno dei più importanti – per dare un’efficacia concreta ai dibattiti pubblici, ammesso che la possibilità di votare si accompagni a quella di parlare, e di ascoltare, senza paura. Il significato e il valore delle elezioni dipendono in modo sostanziale dalla possibilità di una discussione pubblica aperta.”

(La democrazia degli altri – Amartya Sen – Ed.Mondadori)

Forse, in questo momento di crisi economica, politica e sociale bisogna individuare un percorso di transizione verso il miglioramento.  Cosa certo non facile  ma forse indispensabile per cambiare uno Stato corroso da corruzione ed evasione fiscale,  uno Stato che ha generato in molti dei suoi componenti (noi) disaffezione ma anche indignazione e disperazione.

La nostra non è una “democrazia autoritaria”, forse è una “democrazia malata” ma possiamo “parlare ed ascoltare senza paura”. Forse ci troviamo a vivere in una “democrazia malata” un poco anche per colpa nostra ?

Quel che ci manca è la coscienza della “democrazia” ?  Abbiamo voglia di iniziare il percorso di trasformazione  partendo da noi stessi, dalla nostra coscienza ?

“Le indicazioni che seguono, esposte  come un decalogo, sono una semplice proposta di riflessione su contenuti minimi necessari dell’ethos democratico. Non c’è nulla di nuovo, ma vederli schierati così, l’uno in fila all’altro, fa una certa impressione. Anzi, crea un certo turbamento in quanto si faccia quel che è naturale fare: il raffronto tra ciò che l’ideale richiede che debba essere e ciò che la pratica dimostra essere.”

(Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky – Ed. Einaudi)

Un ultimo avviso per coloro che decideranno di “imparare democrazia”:

gustavo democrazia

Imparare democrazia di Gustavo Zagrebelsky – Ed. Einaudi

“Il motto della democrazia dovrebbe essere «Rispetta il prossimo tuo come te stesso». Infatti, il rispetto solo di se stessi e il disprezzo degli altri porterebbero non alla democrazia ma alla lotta per l’affermazione della propria autocrazia… Questo rispetto è qualcosa di grande… è  difficile, ma non impossibile… il rispetto di sé e degli altri è  sempre esposto alla pressione della stanchezza. La democrazia, come un lavoro, stanca.” (id.)

Ed una invocazione a tutti coloro che stanno pubblicando, nel proprio profilo sui vari social network,  questo aforisma di Mark Twain:  Se le elezioni cambiassero qualcosa non ce le lascerebbero fare.”

contro l'imperialismo

Contro l’imperialismo di Mark twain – Ed. Mattioli 1885

 

Siccome non capisco con quale animo viene letto, se per avvalorare la tesi di chi non intende andare a votare o per indignazione fine a se stessa. Vorrei far presente che Twain era un difensore della democrazia, la sua è  un’invocazione alla lotta e non alla rassegnazione.

Poi fate voi.

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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