Intervista a Silvia Finzi candidata per il Partito Democratico al Senato

silvia finzi pd

Slvia Finzi

A seguire la nostra intervista con Silvia Finzi, candidata per il Partito Democratico al Senato nella Circoscrizione Estero – ripartizione Africa Asia Oceania Antartide.

Signora Finzi, la prego di presentarsi.

Mi chiamo Silvia Finzi, sono nata in Tunisia l’11/12/54 e qui risiedo con la mia famiglia. Ho due figli rispettivamente di 19 e di 20 anni. Sono Professore ordinario presso la Falcoltà  di Lettere e Scienze Umane di Tunisi, dipartimento d’italiano ed insegno Storia dell’emigrazione italiana (dall’Ottocento ad oggi). Ho pubblicato 6 volumi sulla storia dell’emigrazione italiana in Tunisia (Memorie, Architetti ed architettura, Pittori, Alimentazione, Scrittori e poeti, Mestieri e professioni). Sono Presidente del Comitato Dante Alighieri Tunisi, Direttore responsabile del giornale “Il Corriere di Tunisi” e dirigo per la Casa editrice Finzi, l’edizione di libri di cultura e letteratura italiane. Sono Presidente del Circolo PD Tunisi Maurizio Valenzi.

 1.      Qual è il suo rapporto con la comunità italiana in Tunisia e, da italiana all’estero, qual’è il suo rapporto con l’Italia?

Sono figlia dell’emigrazione storica italiana. La collettività italiana in Tunisia  è sempre stata al centro delle mie preoccupazioni sia nella rivendicazione dei suoi diritti, sia nel diffondere la sua voce, sia nella salvaguardia del suo patrimonio passato e presente. Partecipo alla vita associativa e dirigo dalla recente scomparsa di mio padre, Elia, (Membro fondatore della Camera di Commercio tuniso-italiana, della Società di Assistenza e del Circolo italiano) l’unica testata italiana presente nel sud Mediterraneo “Il Corriere di Tunisi” (giornale nato nel marzo 1956). Sono figlia e sorella di imprenditori nel settore dapprima tipografico, oggi Officine grafiche, per cui, pur essendo insegnante di professione, sono vicina alle problematiche del mondo delle imprese. Ho la fortuna di essere ad una sola ora di volo da Roma e di poter, sia per ragioni lavorative che culturali o/e politiche, viaggiare abbastanza spesso in Italia permettendomi così di mantenere un filo diretto con l’Italia. Faccio in effetti parte del Consiglio Centrale della Dante Roma e della Direzione del Partito Democratico, cerco inoltre di mantenere vivo lo scambio culturale tra Università italiane e tunisine, poichè credo che la conoscenza ed il rispetto dell’altro siano condizione necessaria per la convivenza dei popoli e per l’immagine dell’Italia nel mondo.

2.      Quali sono i suoi valori e ideali? Come nasce il suo impegno politico e come è arrivato alla decisione di candidarsi?

Le mie origini, il mio credo, la mia identità sono nella migrazione, intesa come categoria affettiva, etica, nazionale, politica e filosofica: sono questo ma anche quello, non sono mai un luogo ma dei luoghi, non sono mai un popolo ma dei popoli, non sono mai un credo ma dei credo. In un mondo che si sta asserragliando dietro identità impermeabili e riduttive, rivendicare la migrazione come categoria esistenziale diventa  una presa di posizione politica. Per questo oggi più che mai, mi riconosco nelle idee progressiste perchè nell’idea di progresso è racchiusa la possibilità di evolvere, di integrare, di storicizzare, mentre nelle idee conservatrici c’è l’idea di anti-storia, di chiusura, di involuzione. In famiglia siamo da sempre politicizzati, per cui ho sempre creduto nell’importanza della partecipazione attiva ed al contributo degli italiani per  avviare iniziative che favoriscano la loro partecipazione concreta alle dinamiche sociali, politiche ed economiche nei loro rispettivi paesi di residenza. Nell’ambito della mia attività politica – in qualità di Presidente dell’unico Circolo del Partito Democratico in Africa, intitolato a Maurizio Valenzi – lavoro per la promozione dei diritti degli Italiani all’Estero, occupandomi di tematiche che vanno dai rapporti con i servizi della locale Ambasciata fino all’organizzazione periodica di riunioni pubbliche per affrontare le problematiche più attuali della nostra collettività, e la scelta di candidarmi proviene proprio dal Circolo che l’ha trasmessa al PD. Condivido con la coalizione di sinistra l’ideale di equità e di libertà, la garanzia di difendere i nostri diritti lesi dalle passate legislature. Sono per la parità di diritti e parità di genere.

3. Si riconosce completamente nel programma del suo partito e della sua coalizione o vede possibili miglioramenti?

Mi riconosco nel programma del mio partito, se consulta la sua base, e se la esprime realmente. Non è più tempo di seguire ad occhi chiusi le direttive di un partito senza discuterle. Credo che il dibattito interno ai partiti sia fondamentale perché anche nel confronto interno si esprime il nostro essere cittadino. Non credo nei partiti che seguono un capo o un programma che viene proiettato dall’alto ad occhi chiusi. Credo nella plurità delle idee e delle opinioni e penso che i possibili miglioramenti facciano parte del DNA del mio partito in cui vi è l’unione di varie sensibilità politiche, il solo che abbia organizzato primarie interne (Renzi-Bersani) ed esterne di tutta la coalizione di Sinistra (Bersani, Vendola, Tabacci) per scegliere il candidato premier ed infine delle primarie per scegliere tutti i candidati (Camera e Senato). Secondo me, è stato un gran momento di partecipazione democratica e di questo sono molto fiera. E chiaro però, che si può sempre far meglio quando non si è solo all’ascolto di se stessi, ma dei bisogni reali delle persone. Credo nella perfettibilità dell’essere umano in generale ed, a maggior ragione, in politica.

4.      Come si sta svolgendo la sua campagna elettorale?

Non è facile per un candidato della nostra circoscrizione far campagna elettorale. Io credo nel contatto diretto con le persone perché ritengo che ci si renda così conto dei bisogni e delle rivendicazioni delle nostre variegate categorie socio-professionali, culturali, dei giovani, meno giovani, pensionati, residenti all’Estero da poco, da molto o da una vita. Ma come attuare concretamente questo mio credo? E’ impossibile, e niente mi aiuta in questo senso, né il tempo a disposizione né i soldi. Le candidature sono state ufficiali il 21 gennaio e si comincia a votare dal 5 febbraio. Quindici giorni per fare tutto, col solito metodo del fai da te. Ho una lista di indirizzi postali che copre tutta la Circoscrizione, ma né il tempo materiale di spedire a tutti i volantini, né sicuramente quello di arrivare in tempo agli elettori. Le agevolazioni postali sono valide per chi spedisce dall’Italia ma noi italiani all’estero non le abbiamo, per cui i costi sarebbero esorbitanti. Le ambasciate ed i consolati non accettono di mettere in bacheca il programma dei candidati, non danno la loro mailing list in nome della legge sulla privacy (come se non fosse più privato il mio domicilio che la mia e-mail!). E poi, dobbiamo continuare a lavorare nel contempo!!! Detto questo, io ce la metto tutta e cerco di stabilire contatti laddove posso. Per me, la sua intervista è un opportunità di presentarmi e la ringrazio per questo. Qui a Tunisi, abbiamo previsto degli incontri e stiamo preparando un ciclo di videoconferenze con gli elettori degli altri paesi per arricchire il programma con il contributo di tutti. A tal proposito invito tutti a contattarmi all’indirizzo e-mail silviafinzicandidatapd@gmail.com.

5.      Da più parti si chiede una moralizzazione della politica, a partire da un taglio netto degli stipendi e dei privilegi parlamentari. Cosa pensa a riguardo e, nel caso in cui dovesse essere eletta, come ha intenzione di comportarsi?

Io credo si debba chiedere una moralizzazione della politica, ma anche, e non esclusa, della società in generale. Credo che sia necessario adottare un codice etico ed attenersi a questo, altrimenti la politica si allontana dalle gente, e si diventa preda dei populismi di tutti i generi. L’allontanamento dalla politica di molti ha come origine il disgusto per chi si serve della politica non per servire tutti, ma solo se stessi. Ma, di fatto, diffonde anche l’idea che “facendo fuori tutti”, qualcosa finalmente cambi. Il che mi sembra totalmente illusorio. Può solo cambiare in peggio (“Bisogna che tutto cambi perché nulla cambi” diceva “Don Fabrizio” nel Gattopardo). E’ ora che si esca da questo tunnel! Io sono d’accordo per operare un taglio netto di stipendi e privilegi vari per i parlamentari, ma non solo per loro. In altri termini, se fossi eletta certamente opererei per la riduzione degli stipendi e privilegi dei parlamentari, ma rivendicherei nel contempo un ripensamento degli stessi per gli alti funzionari pubblici, specie se in trasferta all’Estero.

6. Cosa vorrebbe fare in Parlamento, quali sono i provvedimenti che porterebbe all’attenzione del Parlamento e del Governo una volta eventualmente eletto?

7.      Come pensa di dare voce ai cittadini?

Mi permetto di accorpare le sue domande 6 e 7 in una sola risposta, poiché penso che per un candidato chiamato a rappresentare gli italiani all’Estero la priorità sia quello di operare per la loro tutela e per dar loro voce.

Mi propongo di operare per dare voce alle nostre comunità tramite l’effettivo coinvolgimento delle Associazioni rappresentative degli Italiani all’estero e attraverso la creazione di un organo consultivo per proporre/convalidare le iniziative legislative che li riguardino. In tal modo, anche il ruolo dei Comites e del CGIE va ripensato. La rete consolare all’Estero – ampliata ove possibile – deve offrire un reale servizio al cittadino italiano, residente stabilmente o provvisoriamente all’Estero. Mi propongo di difendere il pieno riconoscimento dei diritti degli Italiani all’Estero, eliminando – ove possibile – le misure discriminatorie dalla legislazione fiscale, introducendo una normativa per garantire forme più adeguate di assistenza sanitaria e previdenza sociale, nel rispetto delle pari opportunità e della protezione delle categorie più deboli. Tale protezione si dovrà estendere nella promozione di norme eque per l’acquisto e il riacquisto della cittadinanza italiana e nella definizione di iniziative per la tutela dei cittadini contraenti matrimoni misti  e dei minori italiani all’Estero. Nell’ottica di rivalutare l’immagine dell’Italia all’Estero – tanto mortificata negli ultimi anni – bisogna rilanciare delle politiche di valorizzazione del lavoro italiano nel mondo con un’attenzione particolare alle giovani generazioni  ed alle eccellenze italiane – fornendo informazioni e servizi più efficienti agli imprenditori italiani che decidono di investire all’estero e – allo stesso tempo – proponendo progetti di formazione professionale e tecnica per gli Italiani all’estero. In fine, ma non ultimo, per promuovere la lingua e la cultura italiano, ritengo sia fondamentale favorire l’accesso degli Italiani all’Estero alla lingua ed alla cultura italiana tramite l’istituzione di borse di studio e corsi gratuiti, potenziare e sostenere le scuole e le istituzioni culturali italiane nel mondo favorendo gli scambi tra Italia e paesi esteri per costruire una Rete italofona educativa e culturale.

8.      Cosa pensa dell’operato del Governo Berlusconi (2008-2011) e del Governo Monti (2011-2012)?

Il governo di Berlusconi prima, e quello di Monti dopo, hanno penalizzato in particolar modo gli italiani nel mondo (e non solo ovviamente!) poiché non hanno rispettato il diritto sacrosanto della parità dei diritti degli italiani in Italia e fuori d’Italia (penso all’ICI prima, all’IMU oggi, penso al problema delle detrazioni fiscali, della pensione, ai tagli drastici operati dal 2008 sui capitoli di bilancio destinati agli italiani nel mondo, al blocco delle elezioni degli organi di rappresentanza degli italiani nel mondo, il problema delle pensioni ecc.). Il governo di Berlusconi ha fatto della politica una cosa burlesca, senza regole, fatta di dichiarazioni e di contro dichiarazioni ed ha dato, specie per noi che viviamo fuori dall’Italia, una pessima immagine del Paese, che ha avuto effetti negativi  su di noi, che siamo percepiti dai paesi in cui viviamo anche attraverso il modo in cui si proietta l’Italia all’Estero. In Italia, la situazione economica è disastrosa non solo in virtù della crisi generale e del liberismo senza regole, ma anche perché il governo Berlusconi ha reso possibile e necessario il passaggio ad un governo tecnico. Berlusconi all’Estero non ha fatto mettere il suo nome sul simbolo del suo partito… ma nascondere il proprio nome non significa nascondere se stessi! Monti per noi all’Estero ha ridato un’immagine di compostezza all’Italia, ma non avrebbe mai dovuto entrare nella gara politica difendendo oggi idee che non ha applicato ieri quando si considerava solo un “tecnico”.

9. Le cito 10 argomenti in ordine alfabetico – mi dica se a suo avviso ne manca qualcuno, li ordini per priorità e mi dica brevemente la sua opinione a riguardo: (1) ambiente e salute; (2) diritti civili, matrimoni gay e adozioni gay; (3) economia, lavoro, impresa, sviluppo e tasse; (4) energia; (5) giovani e disoccupazione giovanile; (6) immigrazione; (7) informazione; (8) istruzione; (9) politica estera e missioni militari; (10) riforme istituzionali.

Ho difficoltà ad ordinarli per priorità, poichè ritengo che se partiamo dal concetto fondamentale della garanzia dei diritti per tutti, i dieci argomenti debbano figurare in modo egualmente importante, ma se dovessi, in modo anche discutibile, per chi mi legge ma anche per me, farlo, metterei al n°1 il lavoro(3), al n°2 i giovani(5), al n° 3 l’ambiente e l’energia (1 e 4), al n° 4 i diritti civili e le riforme istituzionali (2 e 10), al n°5 la politica estera (9), al n° 7 l’istruzione e l’informazione (8 e 9), al n° 8 l’immigrazione (6). Questa classifica può essere cambiata in funzione dell’urgenza del problema trattato. Aggiungerei al suo elenco l’emigrazione italiana, che per noi è fondamentale anche se so bene che sarà presa in considerazione, o meno, in funzione di chi governerà l’Italia..

10.  Come vede lo scenario politico futuro. Nell’ipotesi che nessuna coalizione dovesse raggiungere la maggioranza alla Camera e al Senato, cosa si dovrebbe fare?

Non penso che sarà così, almeno lo spero per la stabilità dell’Italia, e perché le riforme non sono attuabili se gli equilibri politici sono sempre in bilico, ed se i governi sono impediti nelle loro azioni, con tutte le conseguenze dei costi aggiunti agli italiani, quando cade un governo. Se dovessero, come spero, vincere i riformisti progressisti, ma che fossero costretti a stringere alleanze per governare, credo nella necessità di farle, ma senza però rimettere in discussione le idee fondamentali del mio partito, che ha firmato una carta d’intenti, ed alla quale deve attenersi. Può sembrare politichese, ma di fatto non lo è: le intese sono un rischio (e lo sappiamo bene noi di sinistra) ma anche una possibilità, se permettono di realizzare riforme per il paese che non servono gli interessi personali  di uno, o di un gruppo ristretto di persone. Credo che il nostro parametro di misura debba sempre essere l’interesse generale.

 

       Concluda pure con un invito al voto o con una nota personale.

Non ho una formula magica da proporvi per portare all’Italia ciò di cui tutti abbiamo bisogno. Ma sicuramente ho la volontà e la certezza che con la condivisione ed il dialogo possiamo contribuire a dare una svolta reale e duratura al nostro ruolo di Italiani nel Mondo. E credo, soprattutto, che gli emigrati siano una voce fondamentale per la costruzione della politica italiana, perché da lontano riescono a vedere ciò che nella massa d’informazioni e di interessi  non può essere percepito. Spesso la distanza aiuta a vedere le cose con maggiore obiettività e sensibilità, ed io, dal mio canto, mi impegnerò affinché sia sempre più realizzabile una concreta corrispondenza d’intenti e di progetti  tra noi Italiani nel Mondo e  l’Italia.

Aiutatemi, con il vostro voto, a dar voce agli Italiani della nostra Circoscrizione.

Grazie.

SILVIA FINZI

Candidata per il Senato della Repubblica Italiana

Per il Partito Democratico

Nella Circoscrizione Estero – ripartizione Africa Asia Oceania Antartide

 

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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