Due o tre libri … strani

in balia di una sorte avversa

In balia di una sorte avversa – B.S.Johnson – Ed. Rizzoli

Non credo che molti si ricordino dei  “librogames”, quei  libro-gioco, ora desueti, dove la narrazione invece di essere letta dall’inizio alla fine proponeva, a fine capitolo o pagina, alternative diverse dettate dalla risposta che si intendeva dare a domande del tipo: “Entri da solo nella grotta o vai a cercare rinforzi ?” e la differente risposta rinviava ad un determinato diverso altro capitolo o pagina che  condizionava lo svolgimento e la fine della storia.

Comunque sia, qualche tempo addietro, mia figlia, cresciuta anche a  “librogames”, mi ha parlato di “In balia di una sorte avversa” – di Bryan Stanley Johnson – Ed. Rizzoli.


“Vi dirò  in due parole di cosa tratta il libro in questione: è una storia”
“Una storia? Di chi? Di che cosa? Di dove? Di quando?”
“E’ una storia, signore (e la raccomanderei, se fosse possibile, a tutto il mondo) di ciò che passa per la testa di un uomo”

“Questo romanzo ha ventisette sezioni, temporaneamente tenute insieme da una fascetta rimovibile. Fatta eccezione per la prima e l’ultima (che sono indicate tali) le altre venticinque sono state concepite per essere lette in ordine casuale. Se i lettori preferiscono non accettare l’ordine casuale in cui ricevono il romanzo, possono riordinare le sezioni in qualunque altra sequenza prima di iniziare la lettura.”

Uno scrittore indubbiamente creativo, un libro indubbiamente “strano” in cui la delicatezza della storia si intreccia, a caso,  per scelta del lettore.

rajuela - il gioco del mondo

Il gioco del mondo (Rayuela) – di Julio Cortázar – Ed. Einaudi

Leggere B.S. Johson mi ha fatto ricordare un altro libro “strano”:

“A modo suo questo libro è molti libri, ma soprattutto è due libri .
Il primo, lo si legge come abitualmente si leggono i libri, e finisce con il capitolo 56 e alla pagina ove tre evidentissimi asterischi equivalgono alla parola Fine .
Conseguentemente il lettore potrà prescindere senza rimorsi di coscienza da quel che segue.
Il secondo libro, lo si legge cominciando dal capitolo 73 e seguendo l’ordine indicato a piè pagina d’ogni capitolo.
In caso di confusione o poca memoria, basterà consultare la lista seguente: …. ”
(segue lista di numeri).

 

Il gioco del mondo (Rayuela) – di Julio Cortázar.

Cortázar, con quella faccia tra Pasolini e Guevara, che getta sulla pagina la sua vita “… tirando via a piccoli pezzi il mio ricordo. Dandolo alle colombe, ai fedeli passeri, che ti mangino fra canti, arruffio e svolazzi.” (Restituzione, Julio Cortázar)

flirtare ai grandi magazini

Filtrare ai grandi magazzini – Getrude Stein – Ed.

Un libro che amo e che mi ricorda la Parigi di Henry Miller,  Getrude Stein e Anaïs Nin,  una Parigi che ho sempre amato ma che non ho mai trovato, se non nei libri.

La prima traccia di Lawrence Durrell, invece,  l’ho trovata ad Alessandria d’Egitto, la città levantina era scomparsa da anni , quel che ne restava era immobile sotto la polvere, del deserto, impolverata come i mobili della pensioncina in cui dormivo. Ricavata da un piano di un vecchio palazzo di inizio secolo,  vecchio come il  padrone che aveva voglia di raccontare di come era la gente e la vita ad Alessandria d’Egitto quando lui era giovane e nel raccontare guardava tristemente il lungomare, vuoto e silenzioso  fuori dalla finestra, forse nella speranza di vedere un giovane Ungaretti, con i libri sottobraccio, che cammina veloce verso scuola.

justine

Justine – di Lawrence Durrell – Ed. Einaudi

Lawrence Durrell ed il suo libro strano o meglio: i suoi libri strani.

Justine,  Balthazar“, Mountolive” e Clea (tutti editi da Einaudi), quattro libri indipendenti che vengono chiamati  “Il quartetto di Alessandria” (ora stampati anche in un unico volume) e si possono leggere nell’ordine indicato ma anche in senso inverso oppure alternato, insomma non ha importanza l’ordine di lettura.

balthazar

Blathazar – di Lawrence Durrell – Ed. Einaudi

Durrell ci racconta quel che accade mentre, quel che ci è già stato raccontato, accade.

La medesima storia di  amore e morte, arte e politica,  in una Alessandria levantina, raccontata a dimensione della voce narrante, più strati e più  visioni col finale che resta aperto … per sempre,  ma così  deve essere perché …  Ulisse è sempre in viaggio, come Bruce Chatwin  mentre  Salomé  è sempre dietro l’angolo, come Lolita.

 

 

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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