C’era una volta… il debito

Nabucodonosor

C’era una volta il Re di Babilonia che, vedendo le terribili sofferenze a cui erano sottoposti i più deboli ed indifesi dei suoi sudditi, decise di indire un Giubileo, un rito col quale si cancellavano tutti i debiti e le pene derivanti dal non aver pagato questi debiti. La cosa piacque talmente da divenire un rito ripetuto periodicamente da tutti i suoi successori … e non solo

Debito. I primi 5000 anni – David Graeber – Ed. Il Saggiatore

Nell’antica Mesopotamia, è vero, veniva il momento in cui si decretava la cancellazione dei debiti,  “…chiamata hubullum (debito) masa’um (lavare), alla lettera “un lavaggio dei (registri dei) debiti”, ovvero la distruzione delle tavolette d’argilla su cui erano state scritte le obbligazioni finanziarie”. La norma, ripescata dalle prime scritture ebraiche, si diffuse anche in Giudea, “Alla fine di ogni sette anni celebrerete la remissione. Ecco la norma di questa remissione: ogni creditore che detenga un pegno per un prestito fatto al suo prossimo, lascerà cadere il suo diritto» (Deuteronomio 15, 1-2). Veniva liberato anche chi era trattenuto in schiavitù del debito. Ogni quarantanove anni (in alcuni testi cinquanta) arrivava il Giubileo, quando tutta la terra familiare doveva tornare ai suoi originali proprietari e si liberavano i membri delle famiglie venduti come schiavi.”

“Dai regni la concezione di debito è entrata nella religione come elemento morale (“rimetti a noi i nostri debiti”) e domina i rapporti umani, definendo libertà e asservimento. (…) che cosa significa esattamente dire che il nostro senso di moralità e giustizia si è ridotto a un linguaggio d’affari? Che cosa significa ridurre gli impegni morali a debiti? Cosa cambia quando i primi prendono la forma dei secondi? E come facciamo a parlarne quando il nostro linguaggio è stato plasmato tanto profondamente dal mercato? Da un certo punto di vista la differenza tra un impegno e un debito è semplice e scontata. Un debito è un impegno a pagare una certa somma di denaro. Di conseguenza un debito, al contrario di altre forme d’obbligazione, può essere stimato in maniera precisa. (David Graeber, Debito. I primi 5000 anni – Ed.Il Saggiatore)

Debito, questo il tema principale del libro. Cosa si intende per debito e che cosa è  il debito, perché “Non è un caso che la prima parola che ci è stata tramandata con il significato di “libertà” sia il termine sumerico amargi, che stava per “libertà dai debiti” e che in senso letterale significava “ritorno alla madre”: quando veniva dichiarata bancarotta, infatti, tutti i pegni offerti come garanzia del debito potevano “tornare a casa”. (What is Debt? – Philip Pilkington intervista David Graeber)

Ma Graeber, in modo chiaro e geniale (lucido e sorprendente), affronta anche altri argomenti complessi, ci racconta di  mercato, Stato, moneta,  guerra, religione, capitalismo, economia…

E la sua visione antropologica, storica ed economica non resta un attimo ancorata ai remoti tempi di Babilonia o dell’antica Roma se non al Medio Evo, tutto appare subito rilevante ed utile per pensare al critico momento, se non al  possibile cambiamento, della società di oggi.

E una strada del cambiamento, per Graeber, potrebbe iniziare soddisfacendo un bisogno primario C’è da tempo bisogno di un giubileo del debito in stile biblico, che riguardi tanto i debiti internazionali quanto quelli dei consumatori. E’ salutare non solo perché risparmierebbe molte sofferenze, ma anche perché sarebbe il nostro modo per ricordarci che la moneta non è ineffabile, e ripagare i nostri debiti non è l’essenza della moralità, che tutte queste credenze sono convenzioni umane e, se la democrazia vuole dire qualcosa, che essa è la capacità di mettersi d’accordo per cambiare le cose. (…)  un debito è  solo la perversione di una promessa. È una promessa corrotta dalla matematica e dalla violenza”. (David Graeber, Debito. I primi 5000 anni – Ed.Il Saggiatore)

Il mondo, così come crediamo di conoscerlo, è in crisi. Una crisi non esclusivamente economica anche morale, questo libro ci racconta che non è neppur la prima volta, questo ed altro ci propone il libro di David Graeber.

Fonte immagine: prolococapracotta

About Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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