L’ultimo ebreo di Vinnitsa

ebreo Vinnitsa

L’ultimo ebreo di Vinnitsa, 22 settembre 1941.

Nella foto, un membro dell’Einsatzgruppe D (uno squadrone della morte delle SS) sta per sparare alla testa di un uomo di religione ebraica inginocchiato di fronte ad una fossa comune a Vinnitsa, in Ucraina. Nel retro della foto, datata 22 settembre 1941, la scritta: «l’ultimo ebreo di Vinnitsa».

Hannah Arendt ha usato questa foto per descrivere il concetto di “banalità del male“:

«Le espressioni neutre del boia e del pubblico in uniforme racchiudono abbastanza bene questo concetto: sembra stiano assistendo alla scena di un barbiere che taglia i capelli, piuttosto che ad un crudele sterminio di innocenti. Gli esseri umani possono adattarsi a sopportare quasi tutto, ma così facendo a volte perpetuano un male incredibile. La morte dell’empatia umana è una dei primi e più significativi sintomi di una cultura che si trova sul punto di cadere nella barbarie.»

A Vinnitsa e dintorni tra il 16 e il 22 settembre 1941 vennero uccisi tutti i cittadini di religione ebraica: circa 28mila uomini, donne, anziani e bambini.

Le truppe tedesche invasero l’Unione Sovietica nel 1941 dopo che negli anni precedenti avevano già occupato mezza Europa, da Varsavia a Parigi, dalla Norvegia alla Grecia.

I nazisti consideravano le persone di “razza ebraica” (in realtà se c’è un popolo che non può essere considerato una “razza” quello è proprio il popolo ebraico) dei delinquenti abituali, irrimediabilmente corrotti e amorali. In definitiva, degli esseri inferiori all’etnia autoctona (i tedeschi, definiti anche “ariani”), la cui riabilitazione e socializzazione era ritenuta impossibile e la cui assimilazione era da evitare ad ogni costo.

Se gli ebrei erano il cancro che minacciava economia, cultura, società e sopravvienza stessa del popolo tedesco, estirparli dal corpo della nazione era un’opera patriottica, meritoria, nobile. Un atto d’amore verso la propria nazione.

La conseguenza estrema di queste credenze fu l’Olocausto: il tentativo di sterminio completo di un intero popolo che ha causato la morte di circa 5.860.000 ebrei.

L’Olocausto fu una tragedia e un’infamia unica nella storia dell’umanità, ma i sentimenti di intolleranza e odio verso una minoranza etnica sono tutt’altro che infrequenti.

Come spiegare ai bambini cosa spinse i nazifascisti a discriminare le persone di religione ebraica? Forse basta prendere le parole di Adolf Hitler e sostituire il termine “ebrei” con quello di un gruppo etnico o religioso che oggi alcuni non vedono di buon occhio, come ad esempio “rom”, “zingari”, “arabi” o “musulmani”. A seguire quattro frasi del dittatore tedesco:

  • Gli ebrei non furono mai nomadi, ma sempre e soltanto parassiti.
  • Il segno più caratteristico del rapporto tra gli ebrei e la cultura umana sta nel fatto che una “cultura ebraica” non è mai esistita e che le due regine dell’arte, architettura e musica, non devono niente di originale all’ebraismo. Ciò che l’ebreo produce in campo artistico è o furto o paradosso. Gli mancano le qualità geniali delle razze dotate di valori.
  • Se gli ebrei fossero soli su questa terra, essi annegherebbero nella sporcizia e nel luridume, combattendosi ed eliminandosi in lotte gonfie d’odio. La mancanza di senso del sacrificio – resa evidente dalla vigliaccheria che li contraddistingue – fa della loro lotta una farsa.
  • Perciò io credo di agire nel senso del Creatore del mondo: in quanto mi difendo dagli ebrei, lotto per le opere del Signore.
In modo simile, Benito Mussolini scrisse:
  • L’America è un paese di negri e di ebrei, elemento disgregatore della civiltà.

Alessio Fratticcioli

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook, Twitter e Google+). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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