Il governo malese non ha il senso dell’umorismo – e questo è pericoloso

zunar

Quel che segue non è solo una testimonianza sulla difficile situazione delle libertà individuali in Malesia. In questo suo articolo, pubblicato da The Washington Post, Zunar – pseudonimo del vignettista malese Anwar Zulkiflee Ulhaque – lancia un pubblico appello di sostegno indirizzato a tutti coloro che hanno a cuore la libertà d’espressione.

The Malaysian government has no sense of humor — and that’s dangerous

Sono un fumettista in un paese dove esserlo può essere un crimine. Col mio pseudonimo, Zunar, io mostro la corruzione e gli abusi di potere del governo malese.

Caso vuole che io abbia un bel po’ di materiale su cui lavorare. Ad esempio, il primo ministro Najib Razak è attualmente alle prese con la questione di una ‘donazione’ di 700 milioni di dollari fatta sul suo conto bancario personale.

Lo scorso febbraio, la polizia ha fatto irruzione in casa mia nel cuore della notte e sono stato trascinato in prigione. Sono stato ammanettato per otto ore e gettato in una cella con altri sospetti criminali. Sono riuscito a evitare di dire ai miei compagni di cella quel che ero: un utilizzatore di Twitter.

Sono stato accusato di sedizione per una serie di tweet che ho inviato per oppormi all’incarcerazione di un importante leader dell’opposizione malese. Ora sto affrontando nove accuse dell’arcaica normativa del mio paese, il Sedition Act, di epoca coloniale, che potrebbero tradursi in una pena detentiva di 43 anni. I procedimenti giudiziari contro di me iniziano questo mese.

In novembre ero negli Stati Uniti per ricevere un premio sulla libertà di stampa dal Committee to Protect Journalists. Mentre stavo discutendo il mio caso con giornalisti e fumettisti americani, il presidente Obama incontrava a Kuala Lumpur il nostro primo ministro Najib Razak – era la terza volta che si incontravano.

Obama sta entusiasticamente corteggiando la Malesia nei suoi sforzi per combattere l’estremismo e per far progredire il partenariato di accordo commerciale Trans-Pacifico, e l’incontro, a quanto riferito, si focalizzata solo su questi argomenti escludendo tutto il resto. Questo è deludente e rappresenta un’occasione mancata. Obama ha il dovere di mettere sul tavolo la questione dei diritti umani.

L’aggressione legale contro di me non è una novità, ma segna un’importante escalation. Le autorità hanno ripetutamente cercato di farmi tacere. Il mio ufficio è stato perquisito più volte dal 2009, e le autorità hanno confiscato migliaia di miei libri di fumetti. Nel 2010, cinque miei libri – tra cui “1 Funny Malaysia” – sono stati vietati dal ministro degli affari interni, che ha dichiarato i contenuti “dannosi per l’ordine pubblico“. Nello stesso anno, dopo la pubblicazione di “Cartoon-O-Phobia“, sono stato arrestato dalla polizia e rinchiuso per due giorni. A dir poco, il governo malese non ha il senso dell’umorismo.

Alla fine del 2014, il mio webmaster è stato chiamato per un interrogatorio, e tre dei miei collaboratori sono stati arrestati perché vendevano miei libri. Ho subito anche un interrogatorio da parte della polizia e la società che gestisce gli ordini per il mio sito web è stata costretta a consegnare l’elenco dei miei clienti. Lo scorso gennaio la polizia ha fatto irruzione nel mio ufficio e poi, in febbraio, ha aperto due inchieste ai sensi della legge sulla sedizione. That’s when they really threw the book at me.

Il governo non ha nel mirino solo me ed i miei collaboratori, ha usato la mano pesante anche sull’intero ecosistema della libera espressione. Tre società che stampano i miei libri sono state perquisite ed avvertite che se in futuro stampavano miei libri le loro licenze sarebbero state revocate. Allo stesso modo, le librerie che esponevano mie libri sono state perquisite e anche loro minacciate di sospensione della licenza. Di conseguenza, nessuno osa stampare o vendere i miei libri.

In un tale contesto, quelli come me devono rivolgersi ad Internet per condividere le proprie opinioni. Ma ora anche questo spazio è sotto attacco.

Jack Dorsey, chief executive di Twitter, ha recentemente dichiarato che la piattaforma è un bastione della “freedom of expression” ed ha parlato di “truth to power“. Con il mio slogan personale di “How Can I Be Neutral, Even My Pen Has a Stand“, condivido la sua visione. La realtà, però, è molto diversa.

Se una persona può imbattersi nell’accusa di sedizione per aver affermato una sua convinzione in 140 caratteri o anche meno, allora non c’è libertà di espressione. Il Sedition Act malese è incredibilmente ampio, vieta qualsiasi atto, parola o pubblicazione che presumibilmente manca di rispetto nei confronti del governo o dei sultani reali. Nel 2012, Najib promise di abrogare il Sediction Act perché, disse, “rappresenta un’epoca passata.” Ma poi ha invertito la rotta e  ora si sta dando da fare per rendere questa legge ancora più draconiana.

Sono stato accusato con un calcolo della sedizione in base ad ogni tweet apparentemente sedizioso. Potrei battermi con successo contro uno, o forse due, accuse, ma nove accuse per potenziali 43 anni di carcere rendono chiaro che il governo vuole fare di me un esempio. Ho bisogno di aiuto da parte di persone di tutto il mondo che condividono il mio impegno per la libertà di espressione.

Amnesty International sta mettendo in luce il mio caso nella sua iniziativa Write for Rights, il più grande sforzo planetario sui diritti umani. È possibile scrivere personalmente al primo ministro Najib e invocare il suo governo a far cadere le accuse contro di me ed abolire leggi come quella sulla sedizione che reprimono la libertà di espressione. La pressione dell’opinione pubblica di tutto il mondo può fare una grande differenza nel mio caso e non solo. I hope you’ll join with me to take a stand.

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Fonte testo: The Washington Post

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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