Migranti e Thailandia

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Emigranti, Raffaello Gambogi (1894)

Rapporto ONU: i migranti favoriscono la crescita economica in Thailandia e in altri paesi

Secondo le Nazioni Unite i lavoratori migranti contribuiscono in modo significativo al Pil della Thailandia, ma questo può avere effetti negativi sui lavoratori agricoli thailandesi

Le Nazioni Unite hanno pubblicato il 29 febbraio l’Asia-Pacific Migration Report 2015: contributo dei migranti allo sviluppo, dove viene mostrato come, in agricoltura, i migranti abbiano ridotto l’impiego di thailandesi dello 0,7% e il salario dei thailandesi del 4,3%, dati che indicano un elevato livello di sostituibilità.

Nel settore manifatturiero, la presenza di migranti aumenta l’occupazione dei lavoratori thailandesi dello 0,3%, anche se i salari per i thailandesi si sono ridotti del 2,4%.

L’occupazione dei migranti in agricoltura e nel manifatturiero ha aumentato la produttività in questi settori, anche se questo avviene con l’utilizzo di produzioni ad alta intensità di lavoro, piuttosto che con aumenti degli investimenti in tecnologia“.

I dati mostrano che nei 39,4 milioni di forza lavoro del 2012, ci sono 2 milioni di lavoratori migranti, provenienti da Laos, Cambogia e Myanmar, circa il 5%, per la maggior parte occupata in lavori poco qualificati a Bangkok e nelle province del sud e del nord-ovest. Circa il 40% sono stati assunti in agricoltura e pesca ed altrettanti nel settore industriale e delle costruzioni, il restante 20% lavora nei servizi, come il lavoro domestico.

Prendendo come base il report 2015 del Thailand Development Research Institute – quando 750.000 migranti rappresentavano il 2,2% cento della forza lavoro e contribuirono ad aumentare il prodotto interno lordo dello 0,55% – ed applicando lo stesso modello con il numero di migranti del 2013, si vede che il contributo dei migranti ammonta a 4.4 miliardi di dollari, 1,1% del PIL.

La relazione della Commissione economica e sociale delle Nazioni Unite per l’Asia e il Pacifico (ESCAP) ha anche sottolineato che nel 2013, la Thailandia è stata tra i primi 10 paesi di destinazione nella regione Asia-Pacifico. La Russia era prima con 11 milioni di migranti, la Thailandia al quinto posto con 3.720.000.

Il rapporto ha evidenziato il fatto, misconosciuto, che i migranti svolgono un ruolo chiave come attori dello sviluppo, accrescendo il PIL dei paesi di destinazione ma anche sostenendo le loro famiglie e le comunità dei paesi di origine.

L’evidenza suggerisce che più di 95 milioni di persone provenienti dai paesi dell’area Asia-Pacifico hanno vissuto al di fuori dei loro paesi di nascita e che la regione ha ospitato più di 59 milioni di migranti.

La regione Asia-Pacifico ospita anche più di 5,5 milioni di rifugiati e tre dei principali paesi che accolgono i rifugiati nel mondo sono in questa regione. Mentre ci sono molte ragioni per migrare, la maggior parte di queste persone ha lavori temporanei.

Nel rapporto si sostiene che le dimensioni delle migrazioni sono solo destinate ad aumentare, ma i migranti devono ancora affrontare disagi e abusi e quindi deve essere intrapresa un’azione mirata a minimizzare questi disagi facendo in modo che le migrazioni siano ordinate, sicure, facili e responsabili.

Non deve esserci pregiudizio contro la migrazione, i paesi dovrebbero fare politiche migratorie allineate alle priorità di sviluppo nazionali e promuovere condizioni di dignità e rispetto per i diritti dei lavoratori migranti.

Hongjoo Hahm, vice segretario esecutivo dell’Escap, ha detto: “Negli affari si rischia, di solito, l’aumento della disuguaglianza⁽¹⁾, massimizzando i guadagni della produttività e facilitando le violazioni dei diritti umani. I risultati positivi necessitano di politiche in linea con le strategie di sviluppo nazionale e gli standard internazionali che promuovono il reclutamento equo, un lavoro dignitoso e produttivo e la protezione sociale.”

(libera traduzione di articolo pubblicato da The Nation)

⁽¹⁾  La disuguaglianza in Thailandia

Fonte: The Nation

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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