Cos’è Jamaat-ul-Ahrar, il gruppo terroristico che ha rivendicato l’attentato di Lahore

Pakistan attentato Lahore

Uomo ferito dopo l’attacco di Lahore. Foto AFP

Fazione dei talebani: il leader é Omar Khalid Khorasani

(Asiablog.it) — L’attacco di Pasqua a Lahore, in Pakistan, è stato il più sanguinoso tra quelli firmati finora dal gruppo terroristico di matrice islamica Jamaat-ul-Ahrar (“Assemblea dei Liberi”).

Anche se poco conosciuto in Occidente, negli ultimi due anni Jamaat-ul-Ahrar ha effettuato diversi attacchi terroristici in Pakistan, paese asiatico di 200 milioni di abitanti. 

La strage di ieri ha ucciso almeno 69 persone in un parco frequentato da centinaia di famiglie, molte delle quali stavano celebrando la Pasqua.

La polizia pakistana ha detto alla BBC che l’attacco é stato effettuato da un attentatore suicida con circa 20 chili di esplosivo.

Ehsanullah Ehsan, un portavoce del gruppo terroristico, ha dichiarato che l’intenzione era quella di colpire i cristiani di Lahore nel giorno di Pasqua. Molte delle vittime sono donne e bambini.

«Questo è il nostro messaggio al governo», hanno aggiunto i terroristi, «continueremo con questo tipo di attacchi fino a quando la sharia [legge islamica] non sarà imposta nel paese».

La minaccia è rivolta in particolare al primo ministro pakistano Nawaz Sharif, nativo di Lahore, una città relativamente liberale e tranquilla.

Cosa sappiamo di Jamaat-ul-Ahrar

Jamaat-ul-Ahrar è nato nel 2014 da una fazione dei talebani pakistani. Sono guidati da Omar Khalid Khorasani, un ex comandante talebano.

Secondo l’Istituto McKenzie, Khorasani ha forti legami con Al-Qaeda, il cui leader, Osama bin Laden, è stato ucciso nel 2011 da un comando speciale degli Stati Uniti nel suo nascondiglio nella città di Abbottabad, a circa 3 ore e mezzo da Peshawar.

Nel 2014, in una dichiarazione video per spiegare la decisione di uscire dal gruppo principale dei talebani pakistani e la fondazione di Jamaat-ul-Ahrar, Khorasani ha detto che i talebani erano diventati troppo indisciplinati e dilaniati da lotte intestine.

La roccaforte di Jamaat-ul-Ahrar si trova a Mohmand, un distretto tribale di 600 mila abitanti vicino alla città di Peshawar. A Mohmand il gruppo terroristico ha rivendicato due attentati nel novembre 2014. Le vittime furono sei.

All’inizio di questo mese, Jamaat-ul-Ahrar ha rivendicato un attacco suicida in un tribunale di Peshawar nel quale sono morte almeno 16 persone.

Nel marzo 2015 il gruppo terroristico si è anche assunto la responsabilità di un altro attacco contro cittadini di religione cristiana di Lahore, questa volta in una chiesa cattolica durante la messa, dove due esplosioni fecero 15 morti e 70 feriti.

Il gruppo ha poi firmato un attacco al confine tra India e Pakistan che è costato la vita ad almeno 60 pakistani durante una cerimonia pubblica. «Questo attacco è un messaggio per entrambi i governi (indiano e pakistano)», si legge in un messaggio scritto in urdu, la lingua più diffusa in Pakistan, diramato in quell’occasione. «Se siamo in grado di attaccare su questo lato della frontiera, possiamo farlo anche nell’altro.»

La popolazione pakistana è al 95% musulmana (all’80% sunnita e al 20% sciita), mentre le minoranze indù e cristiane compongono rispettivamente il 2% e 1,6% circa della popolazione.

Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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