Il 22° motivo per visitare la Thailandia

Ragazze thailandesi aspettano i clienti fuori da un go-go bar in un quartiere a luci rosse di Bangkok - Getty Images

Ragazze thailandesi aspettano i clienti fuori da un go-go bar in un quartiere a luci rosse di Bangkok – Getty Images

21 motivi per visitare la Thailandia

In un articolo, apparso a fine anno scorso su The Telegraph, credo di aver letto l’elenco più lungo di motivi per visitare la Thailandia:

  1. Il cibo di strada
  2. Favolosi alberghi di lusso
  3. I laghi più belli del mondo (lago coperto da fiori di ninfea)
  4. I gibboni del Khao Sok National Park
  5. Beach football
  6. Tanti Buddha
  7. Economici viaggi in treno
  8.  … a volte spaventosi (binario a strapiombo su un burrone)
  9. Vedere i vegetariani che fanno le cose più folli (adepto che si trafigge il volto con spilloni)
  10. Leggendari beach bar
  11. Opportunità illimitate per spostarsi da un’isola all’altra
  12. Squali balena
  13. Le scimmie più sfacciate al mondo
  14. Gli elefanti che giocano a polo
  15. Il mammifero più piccolo del mondo
  16. Le cose più divertenti che si possono fare con una pistola ad acqua (Songkran)
  17. Shopping senza paragoni
  18. Il tè del pomeriggio in cima agli alberi
  19. Vacanze che lasciano grandi sensazioni
  20. Il tempio da sempre più conteso (Preah Vihear)
  21. I giardini più belli del Sud-est asiatico (Suan Nong Nuch)

(21 reasons to visit Thailand, The Telegraph)

Le spiagge, le isole, i templi, i parchi naturali, sono l’immagine turistica della Thailandia ma, che piaccia o meno, la Thailandia è anche una nota meta per il turismo sessuale.

L’industria del sesso è il 22° motivo per visitare la Thailandia. Lo è per i tanti turisti che visitano questo paese asiatico per i go-go bar e le sale massaggio che si trovano in tutte le principali città e località turistiche. Ma ora il 22° motivo è nel mirino del governo:

L’industria del sesso tailandese nel mirino del ministro del turismo e della polizia

L’infame industria del sesso della Thailandia è nel mirino del ministro del turismo che sta spingendo per liberare il paese dai suoi onnipresenti bordelli e nelle ultime settimane c’è stata un’ondata di retate della polizia in alcuni dei più grandi locali che forniscono servizi sessuali a Bangkok.

Quelli che lavorano nel settore sostengono che mettere un freno ai servizi del sesso sarebbe un brutto segnale per un’economia che ha lottato per recuperare dopo i disordini politici avvenuti nel 2014 in un paese sull’orlo di una recessione.

La Thailandia è prevalentemente buddhista e profondamente conservatrice, ma è la sede di una vasta industria del sesso, in gran parte fornitrice degli uomini thailandesi.

Il ministro del Turismo Kobkarn Wattanavrangkul ha minimizzato il ruolo dell’industria del sesso nel complesso dei visitatori, ha dichiarato alla Reuters: «I turisti non vengono in Thailandia per una cosa del genere. Vengono qui per la nostra bella cultura. Vogliamo che la Thailandia punti su un turismo di qualità. Vogliamo che l’industria del sesso finisca.»

Questa presa di posizione viene nel mezzo del tentativo, sempre da parte del governo thailandese, di trasformare la Thailandia in una destinazione di lusso che attiri turisti danarosi.

La prostituzione è illegale in Thailandia, ma la legge è quasi sempre ignorata. Gli esperti ritengono che sia difficile estirpare dalla Thailandia un “settore” così radicato che, tra l’altro, fornisce “compensi” a un numero imprecisato di funzionari statali e poliziotti.

Gli operatori delle strutture sociali, che cercano di risolvere le problematiche dei “lavoratori del sesso”, sostengono che l’obiettivo del governo non sia realistico.

Panomporn Utaisri, direttore nazionale di NightLight, un gruppo non-profit che aiuta le donne del mercato del sesso a trovare un lavoro alternativo, ci dice che il governo militare nega la proliferazione della prostituzione ed il suo contributo all’economia ed il turismo, «Non si può negare che questo settore genera un sacco di reddito

Il settore del turismo rappresenta circa il 10% del PIL e, pur non esistendo stime sul valore dell’industria del sesso thailandese e quindi della sua incidenza sul dato totale del turismo, la scelta di una Thailandia senza prostituzione andrebbe ad intaccare il PIL.

La lusinga del denaro

Secondo un rapporto UNAIDS 2014, ci sono circa 123.530 lavoratori del sesso in Thailandia.

Il mese scorso la polizia ha perquisito decine di bordelli di importanti città, ma ha definito il tutto come un’operazione di routine. La polizia dichiara che stavano cercando i locali dove impiegano minorenni e lavoratori clandestini, ma solo uno dei luoghi in cui hanno fatto irruzione è stato chiuso. Un portavoce della polizia ha dichiarato che non c’era alcun legame tra l’obiettivo del ministro del turismo per liberare la Thailandia dall’industria del turismo sessuale e le perquisizioni.

Molti lavoratori del sesso provengono da povero nord-est e vedono la vendita del proprio corpo come un modo per uscire dalla povertà.

Un ex lavoratrice del sesso ci racconta che entrò nel commercio sessuale di Bangkok all’età di 19 e che guadagnava fino a 5.000 baht (circa 130 euro) a notte, quasi 17 volte il salario minimo di 300 baht (circa 7,50 euro) al giorno.

«Nessuno vuole lavorare in questo business, ma è denaro facile e veloce», ci dice.

Gli operatori delle strutture sociali attive nell’ambito dell’industria del sesso dichiarano di essere favorevoli alla sua chiusura ma prima il governo deve proporre un piano per garantire che i lavoratori del sesso possano sostenersi senza ricadere nell’infame business.

«Se vogliono chiudere l’industria del sesso, devono prima avere posti di lavoro pronti a sostenere i lavoratori del sesso.»

(Thai sex industry under fire from tourism minister, police – Reuters)

Fonte immagine: The Telegraph

Tiziano Matteucci

"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui."(Dante Alighieri - Inferno, V).
Per il resto non c'e' molto da dire.
Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)

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"Siede la terra dove nata fui / su la marina dove ’l Po discende / per aver pace co’ seguaci sui." (Dante Alighieri - Inferno, V). Per il resto non c'e' molto da dire. Pensionato italiano che ora risiede in una cittadina del nord ovest della Thailandia per un assieme di causalità e convenienze ... c'è solo una cosa certa: "faccio cerchi sull'acqua ... per far divertire i sassi" (Premdas)
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6 Responses to Il 22° motivo per visitare la Thailandia

  1. Per avere un numero tondo:
    23 – La birra costa poco
    24 – Il sorriso degli indigeni
    25 – Snorkelling alle Similan
    26 – Giocare a Badminton al parco
    27 – Il caffè ricavato dalla cacca di elefante
    28 – Ostelli a prezzi convenienti
    29 – Cascate mozzafiato
    30 – Mangiare il durian

    • In realtà l’elenco (pescato a caso tra tanti altri) mi serviva solo come pretesto per avere “un titolo” e non come argomento da trattare, infatti ho eliminato dal post il paragrafo successivo all’elenco, in cui criticavo questo genere di elenchi.
      Il metodo usato, come tu dimostri, può allungarsi all’infinito e con questo evidenzia la sua utile inutilità (ossimoro, che vale anche per il turismo di massa e tutte le sue contraddizioni – vedi post su Luang Prabang).

      • In realtà la mia lista è ancora più lunga. Mi son fermato per pigrizia.

        • La tua motivazione mi delude, credevo tu lo avessi fatto per “la sua manifesta inutilità”.

          p.s. gli elenchi hanno un senso compiuto solo se composti da elementi che abbiano un criterio di parità, non vedo questo in un elenco che comprende “tanti Buddha” ma solo il tempio di Phreah Vihearn praticando esclusioni importanti… e potrei continuare con “squalo trigre” e “snorkelling alle Similan” … o si sceglie un elenco paritetico (tanti Buddha, tanti templi, tante spiagge) o elenchi particolareggiati indirizzati ad una determinata categoria di attrazione o ad una determinata categoria di turista

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