Sono donne e uomini coraggiosi, desiderosi di libertà e opportunità

liberty statue

Statua della Libertà

«Racconto questa storia solo per ricordarvi il potere magico e inebriante dell’America»

«Un uomo mi ha scritto: “Puoi andare a vivere in Francia, ma non puoi diventare un francese. Puoi andare a vivere in Germania, in Turchia o in Giappone, ma non puoi diventare un tedesco, un turco o un giapponese. Ma chiunque, da qualsiasi angolo della Terra, può venire a vivere in America e diventare un americano.”

Sì, la torcia della Statua della Libertà simboleggia la nostra libertà e rappresenta il nostro patrimonio, il patto con i nostri genitori, i nostri nonni e i nostri antenati. È quella Signora che rende il nostro posto nel mondo fantastico e speciale. Perché è la grande forza vitale di ogni generazione di nuovi americani che garantisce che il trionfo dell’America continuerà insuperato nel prossimo secolo e oltre. Altri Paesi possono cercare di competere con noi; ma in un’area vitale, come un faro di libertà e opportunità che attira la gente del mondo, nessun paese sulla Terra ci si avvicina.

Questa, credo, è una delle fonti più importanti della grandezza americana. Guidiamo il mondo perché, unico tra le nazioni, prendiamo il nostro popolo — la nostra forza — da ogni Paese e da ogni angolo del mondo. E così facendo rinnoviamo e arricchiamo continuamente la nostra nazione. Mentre altri paesi si aggrappano ad un passato obsoleto, qui in America viviamo questo sogno. Creiamo il futuro, e poi il mondo ci segue. Grazie a ogni ondata di nuovi arrivi in questa terra di opportunità, siamo una nazione sempre giovane, sempre piena di energia e nuove idee, e sempre all’avanguardia, che conduce sempre il mondo verso la prossima frontiera. Questa qualità è vitale per il nostro futuro come nazione. Se mai avessimo chiuso le porte ai nuovi Americani, la nostra leadership nel mondo sarebbe presto andata perduta.

Un certo numero di anni fa, uno studente americano che viaggiava in Europa ha preso una nave della Germania dell’Est attraverso il Mar Baltico. Uno dei membri dell’equipaggio della nave della Germania dell’Est, un uomo sulla sessantina, intrattenne una conversazione con lo studente americano. Dopo un po lo studente chiese all’uomo come avesse imparato la lingua inglese, che parlava così bene. E l’uomo ha spiegato che una volta ha vissuto in America. Disse che per oltre un anno aveva lavorato come coltivatore in Oklahoma e in California, che aveva piantato pomodori e raccolto meloni maturi. E’ stato, disse l’uomo, il momento più felice della sua vita. A quel punto lo studente, che aveva visto le terribili condizioni dietro la Cortina di Ferro, se ne usci’ con la domanda, “Beh, perché te ne sei andato?” “Ho dovuto”, ha detto, “la guerra è finita.” L’uomo era stato in America come prigioniero di guerra tedesco.

Ora, non racconto questa storia per sostenere la causa degli ex prigionieri di guerra. Invece, racconto questa storia solo per ricordarvi il potere magico e inebriante dell’America. A volte noi possiamo dimenticarlo, ma gli altri no. Anche un uomo di un Paese in guerra con gli Stati Uniti, mentre era detenuto qui come prigioniero, si èpotuto innamorare di noi. Coloro che diventano cittadini americani amano questo Paese ancora di più. Ed è per questo che la Statua della Libertà solleva la sua fiaccola per accoglierli alla porta dorata.

Sono donne e uomini coraggiosi, desiderosi di libertà e opportunità, che lasciano le loro terre e giungono in un nuovo Paese per ricominciare la propria vita. Credono nel sogno americano. E giorno dopo giorno lo fanno diventare realtà per loro stessi, per i loro figli e per gli altri. Danno più di quanto ricevono. Lavorano e hanno successo. E spesso sono imprenditori. Ma il loro più grande contributo è più che economico, perché capiscono in modo speciale quanto sia glorioso essere un Americano. Rinnovano il nostro orgoglio e la nostra gratitudine negli Stati Uniti d’America, la nazione più grande e più libera del mondo – l’ultima, la migliore speranza dell’uomo sulla Terra.»

Estratto dall’ultimo discorso di Ronald Reagan da Presidente degli Stati Uniti, 19 gennaio 1989. Discorso completo e in lingua originale su Ronald Reagan – Presidential Library and Museum

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Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
Alessio Fratticcioli

About Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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7 Responses to Sono donne e uomini coraggiosi, desiderosi di libertà e opportunità

  1. Elisabettaok says:

    Mai nella mia vita mi sarei immaginata di mettere un cuoricino ad una frase pronunciata da Reagan. Maidiremai

    • tiziano matteucci says:

      … populismo demagogico al 100% … i danni provocati da Reagen sono sotto gli occhi di tutti

  2. Antonio Fois says:

    Lontanissime da me le sue idee su economia e lsocieta’, ma ha la mia gratitudine eterna insieme a M. Gorbaciov per averci fatto uscire dall’incubo della guerra atomica e aver avuto il coraggio di iniziare il disarmo nucleare.

  3. M.P. says:

    Tutto vero ma dimentica che Italia e America non sono la stessa cosa! Noi siamo un Paese che non ha bisogno di essere riempito!

  4. annaecamilla says:

    Ma che grande stronzo! Sono abbastanza acculturata per capire le menzogne a naso. Vivo in Inghilterra e già difficile qui figuriamoci li. Raccontiamo questa storiella a quel ragazzo che qualche giorno fa è morto per diabete perché il sistema sanitario americano non gli passava l’insulina e una dose costava oltre mille dollari. Grazie delle grasse risate a prima mattina.

  5. La strada per la libertà è sempre stata in salita…anche in America non credo sia (stato) facile sentirsi americano.
    Ciascun essere umano comunque porta con sè le proprie radici. Sicuramente un qualche apertura l’America l’ha avuta ma in fondo in fondo ha sempre calpestato le libertà degli uomini a casa loro.

    Il sogno americano? Bah… un’illusione come quella dei popoli che migrano per seguire un sogno di libertà, di vita e non trovano accoglienza ma muri.

    un saluto
    .marta

  6. Lampino says:

    Grande attore. Ottimo ghost writer. Messaggio condivisibile al netto della retorica smielata.

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