Mille gru

hiroshima origami

Statua di Sadako Sasaki a Seattle

Gli origami di Sadako Sasaki

(Asiablog.it) — Era l’agosto del 1945 e Sadako Sasaki aveva due anni. Stava giocando in casa quando alla finestra si affacciò un occhio gigantesco di una cattiveria mai vista prima.

Lo spostamento d’aria spazzò via la sua casetta di legno e scaraventò la bimba in strada. La madre disperata corse a cercarla. La donna aveva i vestiti stracciati e brandelli di pelle che le pendevano dal corpo. Urlava, piangeva, sembrava una pazza. Trovò la figlia nei pressi del Ponte Misasa, a pochi metri dalla sua casetta spazzata via dal centro di Hiroshima. Ma Sadako era illesa: un miracolo.

Gli anni passano e Hiroshima come un’araba fenice rinasce dalle sue ceneri. Siamo nel 1954 e Sadako ha undici anni quando viene improvvisamente colta da vertigini e cade a terra. La portano all’ospedale, dove le viene diagnosticata una grave forma di leucemia, conseguenza delle radiazioni della bomba atomica.

Sadako deve ricoverarsi. Non può più andare a scuola. Non può più giocare con le amiche. È triste. Sta male. Ma in ospedale le raccontano una storia.

Le dicono che se avesse fatto mille origami a forma di gru avrebbe potuto esprimere un desiderio e gli dei lo avrebbero esaudito. È una vecchia leggenda giapponese, ma per un bambino non c’è molta differenza tra storia, favole e leggende. A Sadako quella storia piacque molto, perché l’ospedale era di una noia mortale e lei aveva un grande desiderio: guarire e andarsene da quel posto. E soprattutto tornare a correre e giocare insieme agli altri bambini.

Dal momento che la carta era scarsa, in un paese ancora povero come il Giappone, Sadako pensò che sarebbe stato davvero difficile riuscire a fare così tanti origami. Adesso era questa la sua principale preoccupazione: non riuscire a fare mille gru di carta.

Ma la bambina non si perse d’animo e iniziò a piegare la carta e fare le gru. Una, due, tre. Poi dieci, venti, trenta. Poi cento, duecento, trecento. E giorno dopo giorno si avvicinava alla cifra che prima pensava fosse impossibile da raggiungere.

Dopo qualche mese, e anche grazie all’aiuto dei familiari e degli amici che venivano a trovarla, Sadako riuscì nell’impresa di fare mille gru di carta. Che gioia immensa! Finalmente potè esprimere il suo desidero più grande: andarsene da quell’ospedale.

Per sicurezza, Sadako non si fermò a mille. Mentre aspettava che gli dei esaudissero il suo desidero, la bambina continuò a ripiegare fogli di carta. Milleuno, milledue, milletre. Poi milledieci, milleventi, milletrenta. Poi millecento, milleduecento, milletrecento.

Sadako morì mentre stava facendo la millequattrocentesima gru. La bambina forse non lo sapeva, ma quella delle mille gru era solo una leggenda e le leggende non sono storie vere. Nella vita vera, non tutte le storie hanno un lieto fine.

Ispirato alla storia di Sadako Sasaki, a Hiroshima nel 1958 è stato inaugurato il Monumento di Pace per i bambini. È una statua che raffigura una bambina che regge una gru di carta. Sotto c’è una scritta:

これはぼくらの叫びです これは私たちの祈りです 世界に平和をきずくための

«Questo è il nostro grido. Questa è la nostra preghiera. Per costruire la pace nel mondo»

Forse il vero desiderio di Sadako e di tanti altri bambini era proprio quello.

sadako sasaki

Il Monumento alla pace dei bambini al Parco della Pace di Hiroshima.

Sadako Sasaki origami

Sadako Sasaki nel 1948.

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Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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One Response to Mille gru

  1. danilocdea says:

    Grazie questa storia non la sapevo.

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