Thailandia, Prayuth eletto Primo ministro

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Prayuth Chan-ocha, 65 anni, 30esimo Primo ministro del Regno della Thailandia. Foto Khaosod

La normalizzazione di Prayuth Chan-ocha, da golpista a Primo ministro eletto da un voto del Parlamento (grazie a un piccolo aiuto da parte dei 250 senatori nominati dalla sua giunta militare). Governerà fino al 2024, forse

(Asiablog.it) — Il 65enne generale in pensione Prayuth Chan-ocha, salito al potere con il golpe del 2014, è stato eletto Primo Ministro dal parlamento thailandese riunito in seduta comune con 500 voti contro 244. Il suo unico avversario era il leader del partito progressista Anakhot Mai, Thanathorn Juangroongruangkit, sostenuto da un’alleanza di partiti anti-militari, al quale sono andati 246 voti.

La nuova Costituzione del 2017, scritta da un’Assemblea nominata dai golpisti, prevede un Parlamento bicamerale composto da 500 deputati elettivi e 250 senatori nominati dal regime.

Il voto parlamentare per il primo ministro è arrivato dieci settimane dopo le elezioni generali del 24 marzo, le prime dal 2011 (non considerando quelle annullate del 2014), che secondo l’opposizione sono state pesantemente truccate a favore dei candidati del partito di Prayuth. Inoltre, la ripartizione dei seggi col criterio proporzionale è stata criticata perché la Commissione elettorale ha cambiato in corsa l’astruso metodo del conteggio.

Martedì Abhisit Vejjajiva, l’ex leader del Phak Prachathipat, il più antico partito thailandese, si è dimesso dal parlamento in segno di protesta verso la decisione del suo partito di votare a favore dell’elezione di Prayth a primo ministro.

«Lui (Prayuth) è paziente e si è sacrificato», ha detto Koranis Ngamsukonrattana, un deputato del partito filo-militare Palang Pracharath, durante il dibattito in aula di mercoledì. «È il salvatore che è venuto quando tutto era perduto».

Nei prossimi cinque anni il generale Prayuth, esponente della fazione dell’esercito nota come “Tigri Orientali“, godrà del sostegno del Senato, delle potenti forze armate e dell’influente “Comitato di strategia ventennale”, formato in maggioranza da militari. Resta da vedere se riuscirà a mantenere la fiducia della maggioranza della Camera bassa, dove la sua coalizione formata da 19 partiti, oltre la metà dei quali hanno eletto un solo deputato, controlla una risicata maggioranza di circa 254 dei 500 seggi.

«Il ritorno del generale Prayuth alla carica di primo ministro è andato secondo il… disegno della giunta. Ma gestire un governo di coalizione e un Parlamento con una considerevole opposizione è molto diverso dal controllare una dittatura militare», ha detto Michael Montesano, esperto di Thailandia dell’Istituto ISEAS-Yusof Ishak di Singapore.

«Se gli osservatori hanno ragione e la nuova coalizione si dimostrasse troppo instabile per durare più di qualche mese, il timore è che un altro colpo di stato infligga alla Thailandia una situazione ancora più cupa».

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Alessio Fratticcioli

Alessio è il fondatore e amministratore di Asiablog.it (anche su Facebook e Twitter). Vive in Asia dal 2006. Sta svolgendo un dottorato di ricerca in comunicazione politica presso la Monash University. Per saperne di più su questo buffo personaggio, la sua lunga e noiosa biografia si trova qui.
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